Buon pomeriggio!
Quella che vi propongo oggi è la recensione della terza stagione di Stranger Things, uscita il quattro luglio su Netflix.
Fin dalla prima stagione, i quattro bambini, ora adolescenti, protagonisti della serie tv hanno rubato il mio cuore.
In questa nuova stagione, El e i suoi amici sono costretti a combattere nuovamente con il "mind flayer", una creatura mostruosa che minaccia la salvezza degli esseri umani. Ma prima che capiscano il pericolo che corrono, i protagonisti stanno vivendo le loro prime esperienze da teenager: El e Mike sono inseparabili, Dustin è innamorato della sua nuova ragazza, Lucas e Max sono una coppia e l'unico che ancora intende giocare a D&D, quindi ad essere rimasto legato al mondo dell'infanzia, è Will.
I personaggi, almeno fin quando non sarà il momento di combattere tutti insieme, sono separati. Dustin, la sorella di Lucas, Steve e la sua nuova collega sono impegnati nel tentativo di sventare un piano pericoloso per gli Stati Uniti dei Russi, il resto dei personaggi cerca di catturare il Mind Flayer. Sarà solo negli ultimi episodi che la squadra unirà le forze e cercherà di combattere contro il vero nemico, senza però perdere delle persone a loro care.
Come sconfiggeranno il mind flayer sarà tutto da scoprire, solamente chi di voi inizierà il binge watching di Stranger Things potrà saperlo, e mi preme farvi sapere che pochi istanti dell'ultimo episodio anticipano quello che sarà il problema maggiore nei prossimi episodi della stagione seguente.
Cosa penso di questa terza stagione? È stata spettacolare, la recitazione di tutti gli attori e le attrici è stata fenomenale: soprattutto Millie Bobby Brown (El) mi ha sorpresa, è così giovane ma molto talentuosa.
I fratelli Duffer hanno realizzato tutti gli episodi nei minimi dettagli facendo sì che lo spettatore non si annoiasse mai.
In definitiva non si può non innamorarsi dei personaggi e della storia che vivono.
Affrettatevi a guardare, se non lo avete fatto, dalla prima fino all'ultima stagione, perché non potrete fare a meno di ossessionarvi con le vicende rappresentate.
voto: 5/5
In questo blog troverete per lo più recensioni di libri e film, ma non mancheranno anche degli articoli su temi che mi stanno a cuore. Buona lettura.
martedì 9 luglio 2019
domenica 30 giugno 2019
RECENSIONE “il diario di Anna Frank” di Anna Frank
Buona sera lettori! Oggi vi parlo di un libro che molti di voi, ne sono sicura, avranno letto. Si tratta de “il diario di Anna Frank” di Anna Frank, per l'appunto.
Come tutti sappiamo, o almeno spero sia così, Anna è una bambina, poco più di un'adolescente, che vive il clima di violenza e terrore della Seconda Guerra Mondiale. Nasce a Francoforte, si traferirà nei Paesi Bassi fin quando nel 1942 non è costretta, insieme alla sua famiglia, a nascondersi a causa dell'invasione dei tedeschi e delle conseguenti deportazioni degli ebrei.
Quando già si trova nel rifugio segreto, riceve un diario per il suo compleanno. Anna ama scrivere, è il mezzo con il quale si esprime e riesce a riflettere su quello che le è accaduto.
Ci racconta di com'è la sua vita in un nascondiglio, tra i lati positivi e quelli negativi. Ci parla di sua madre e di suo padre, il quale la aiuta a coltivare la sua istruzione.
Verrà scritto più di un diario, ed è per questo motivo che si vede più di un'Anna, siamo testimoni della sua crescita. Soprattutto nel corso della lettura dell'ultimo diario, Anna è riuscita a farmi emozionare perché il suo modo di scrivere trasmette delle sensazioni incredibili. Scrive con il cuore ed è per questo che sono riuscita ad apprezzare al pieno il suo stile. Tuttavia devo ammettere che il primo diario risulta essere un po' infantile: è il suo primo approccio ad un testo scritto ed era poco più che una bambina, anche se già fin da allora ha dimostrato di avere talento.
A mio parere, avrebbe avuto un futuro brillante. I suoi scritti di adolescente hanno smosso qualcosa in chiunque li abbia letti ed è per questa ragione che sarebbe diventata una straordinaria scrittrice, oltre che un'incredibile donna.
Il fato ha voluto ed avuto la sua morte ma una parte di Anna vivrà sempre grazie ai diari che ha scritto.
Voto: 4.5/5
martedì 28 maggio 2019
UNA NUOVA EUROPA
Qui sul blog non sono solita parlare di temi politici, gli unici argomenti di cui scrivo sono libri, film e serie tv.
Eppure, da neo maggiorenne, queste elezioni mi hanno colpita e non poco.
Già da un paio di anni a questa parte ho notato un'Europa, in realtà il mondo intero, che andava pian piano verso la destra. Fermi, non ho nulla contro ma è un fenomeno socio-politico interessante da analizzare e approfondire.
Un evento di tale portata non si può ignorare: i partiti più conservativi stanno avendo la meglio. Ma per quali motivi?
Una delle soluzioni che sono riuscita a trovare è che, in momenti di crisi, proprio come questo che stiamo vivendo tutti noi, il popolo deve rifugiarsi sotto l'ala di un personaggio forte, carismatico e pronto a tutto, ma proprio a tutto, pur di convincere le persone a fidarli di lui/lei.
O forse sono stati gli innumerevoli errori di una sinistra incapace di infondere coraggio che hanno “costretto” la maggior parte dei paesi Europei, e non solo, a votare la destra.
Qualsiasi sia il motivo dietro tutto ciò, l'unica cosa che ormai conta è il risultato: il parlamento Europeo è conservativo.
“Il progresso è regresso”, dicono alcuni. Io penso che “regresso” sia non dare a uomini e donne pari opportunità, valore e salari. “Regresso” è impedire ad una donna di abortire che sia perché voglia semplicemente farlo o perché è costretta dalle circostanze. Infine, “regresso” è non provare compassione e dolore nel vedere i volti di bambini, donne e uomini mentre patiscono la fame e la sete, quando davanti a loro non vedono nulla oltre che il colore blu e profondo del mare.
Ciò che manca adesso agli uomini è l'empatia, ovvero la capacità di mettersi nei panni degli altri e affrontare lo stesso percorso che hanno vissuto loro, e il rispetto dei diritti degli altri.
Vedo attorno a me partiti che combattono l'immigrazione, così come si dichiarano “pro-life” e a favore della “famiglia tradizionale” perché gli omosessuali vanno contro natura. Questi ultimi sono difettati, e, non sia mai, abortire è un sacrilegio, si uccide un bambino, no? In più, quando entrano persone di colore bisognose del nostro aiuto, ci rubano il lavoro e ci stuprano le figlie. Non è forse così, cari italiani ed europei?
Come può un intero continente, o quasi, votare tutto questo, mi chiedo. E nessuna risposta è mai abbastanza soddisfacente per me, perché nella mia scala dei valori c'è al primo posto il rispetto e non la paura di ciò che non conosco.
Quello che accadrà nei prossimi anni mi è sconosciuto ma ecco un avvertimento per tutti coloro che hanno deciso di votare per partiti che promuovono certi valori: se il mondo andrà a rotoli guardatevi allo specchio, è lì che troverete il vero colpevole.
domenica 26 maggio 2019
UNA DONNA DI OGGI: Jane Austen
Jane Austen è una scrittrice brittanica nata il 16 dicembre 1775.
È cresciuta in un ambiente cutluralmente ricco e circondata da una famiglia numerosa e amorevole.
Scrive romanzi famosi e tradotti in tutto il mondo, come "Orgoglio e pregiudizio" e "Ragione e sentimento".
Rimarrà per sempre da sola, non si sposerà mai nonostante la società in cui è vissuta. Infatti all'epoca era necessario sposarsi, soprattutto per una donna, per non essere considerata ''poco di buono'' e per ottenere quel rispetto e quella considerazione sociale che solo una donna sposata poteva ottenere.
Tuttavia non si è mai innamorata e ha deciso di non sposarsi, ignorando la società maschilista in cui viveva.
Parallelamente, anche le donne protagoniste dei suoi romanzi sono forti e provano ad emanciparsi, ad esempio non sposandosi o non seguendo, più generalmente, tutte le regole imposte dalla società.
Jane Austen soffriva come noi soffriamo, soggetta a pregiudizi ai quali ancora oggi molte donne sono soggette.
Ma ha avuto la forza di cambiare tutto questo, di dire di "no" e se lei l'aveva capito e fatto all'inizio del 1800, anche noi donne del Ventunesimo secolo possiamo farlo.
È cresciuta in un ambiente cutluralmente ricco e circondata da una famiglia numerosa e amorevole.
Scrive romanzi famosi e tradotti in tutto il mondo, come "Orgoglio e pregiudizio" e "Ragione e sentimento".
Rimarrà per sempre da sola, non si sposerà mai nonostante la società in cui è vissuta. Infatti all'epoca era necessario sposarsi, soprattutto per una donna, per non essere considerata ''poco di buono'' e per ottenere quel rispetto e quella considerazione sociale che solo una donna sposata poteva ottenere.
Tuttavia non si è mai innamorata e ha deciso di non sposarsi, ignorando la società maschilista in cui viveva.
Parallelamente, anche le donne protagoniste dei suoi romanzi sono forti e provano ad emanciparsi, ad esempio non sposandosi o non seguendo, più generalmente, tutte le regole imposte dalla società.
Jane Austen soffriva come noi soffriamo, soggetta a pregiudizi ai quali ancora oggi molte donne sono soggette.
Ma ha avuto la forza di cambiare tutto questo, di dire di "no" e se lei l'aveva capito e fatto all'inizio del 1800, anche noi donne del Ventunesimo secolo possiamo farlo.
domenica 19 maggio 2019
RECENSIONE di “Shadowhunters codex” di Cassandra Clare
Buon giorno, lettori!
Oggi vi parlo di “Shadowhunters codex”, il manuale degli Shadowhunters in formazione
realizzato da Cassandra Clare nel 2013.
All'interno si trovano disegni e scritte di Clary e degli altri personaggi principali della saga.
È diviso in sezioni, in ognuna di esse viene spiegato una parte della vita dei Cacciatori di demoni (la loro storia, le armi, i demoni da combattere ecc..).
Come molti sapranno, amo la saga di Shadowhunters ma più vengono pubblicati libri, più mi rendo conto di quanto la scrittrice la stia trasformando in un mero prodotto commerciale.
Difatti, anche la lettura del manuale l'ho trovata noiosissima. È un elenco delle caratteristiche della vita degli Shadowhunters e la Clare non ha fatto nulla perché fosse più interessante. Poiché è un manuale di formazione, è giusto che sia un elenco di nozioni ma è anche vero che sono state utilizzate unicamente frasi piuttosto brevi che spezzano di continuo la lettura, rendendola impassibile e tediosa da continuare.
Quindi la scrittrice avrebbe potuto rendere più intrigante la narrazione ma ha lasciato molto al caso.
Le scritte, poi, sono per lo più incomprensibili, quindi l'unico elemento del libro che sarebbe potuto essere vagamente interessante, si è rivelato essere illeggibile.
Dunque, non sono stata affatto soddisfatta da questa lettura, non la consiglio a nessuno, né a chi fosse già un amante della saga né tanto meno a chi deve iniziarla.
Voto: 2.5/5
Alla prossima!
sabato 18 maggio 2019
RACCONTO “l'amore di una mamma'
C'erano una volta una donna con la sua bambina ed erano una vera e propria forza della natura quando stavano insieme.
Il loro era uno di quei legami che nessuno poteva spezzare. Erano lì, insieme, nonostante tutto.
La bambina però iniziava a crescere e scopriva che il mondo attorno a lei era così bello. I fiori la incantavano, così come il mare, la neve e il sole che con i suoi occhi non riusciva mai a fissare a lungo.
Però la madre si accorgeva di tutto questo, di quanto la bambina avesse voglia di uscire fuori ed avere esperienza del mondo, della terra, degli alberi, del canto degli uccelli. Ed era spaventata. Aveva paura che le potesse capitare qualcosa, il mondo, infondo, non era un bel posto e lei lo sapeva. Anzi, era un luogo orribile, pieno di insidie.
Là fuori sei una vittima, una preda che non riesce a sopravvivere per molto tempo.
Così la mamma pensò bene di rinchiudere la figlia in una gabbia fatta d'oro. Non c'erano esemplari di gabbie tanto belli come quello che ha fatto per la bambina, ormai ragazza.
Eppure, lei era infelice. A nessuno piace essere prigionieri, perché per quanto potesse essere bella, quella era pur sempre una prigione. Creata per lei dalla persona che un tempo dichiarava di amarla più della sua vita.
Ma amare non significa lasciare liberi?
L'amore dovrebbe essere quel sentimento che non porta a voler quel qualcuno tutto per sé ma dovrebbe significare volere il meglio per quella persona, e se il meglio non siamo noi.. pazienza, non bisogna mai costringere qualcuno ad amarci. L'amore è spontaneo, non obbligato, è dolce, non violento.
Nonostante la sua volontà di proteggerla, la ragazza aveva trovato un modo per lasciare la sua prigione.
Una volta fuori, aveva fatto un bel respiro: era libera. E subito aveva corso per tutti i boschi, si era tuffata in ogni mare e aveva cantato assieme ad ogni uccello.
Ma la madre, non appena aveva scoperto la sua fuga, era rimasta lì, davanti alla gabbia. Piangeva e si chiedeva cosa avesse spinto la figlia a lasciarla da sola. Mai e mai le era passato per la testa che forse la causa era stata il suo comportamento. Pensava di amarla, tenendola stretta a sé.
24 Novembre 2035
La madre, ormai anziana, non aveva mai ritrovato la sua adorata figlia. Era rimasta davanti alla gabbia, inconsapevole di che fine avesse fatto la ragazza,
Aveva acceso la televisione, a quell'ora ci sarebbe dovuto essere il telegiornale, il sottofondo delle parole dette dal giornalista la rilassavano.
Ad un tratto, una notizia diverse dalle altre l'aveva colpita: ‘Donna adulta ritrovata in mare.
Sembrano essere passati anni dalla morte del corpo, nessuno l'ha riconosciuta. La popolazione afferma di non averla mai vista; la polizia sta cercando di capire e di connettere i fili che permettono di risolvere il mistero.. Ora passiamo alla prossima notizia..’
sabato 11 maggio 2019
RECENSIONE di Shadowhunter, 3B
Buon giorno lettori!
Martedì 7 maggio si è conclusa una serie tv: Shadowhunters.
La serie, iniziata ormai 4 quattro anni fa, si è conclusa pochi giorni fa lasciando tutti quanti a bocca aperta, inclusa la sottoscritta.
Con grande delusione da parte dei fan, Shadowhunter ha visto la fine con la parte B della terza stagione perché, purtroppo, non ha mai seguito le vicende descritte da Cassandra Clare (scrittrice dei libri che hanno dato vita alla serie tv). Gli ascolti, quindi, sono calati man mano che la serie proseguiva e non seguiva i libri.
Ma ritorniamo alla terza stagione, cosa è accaduto nella seconda parte?
ATTENZIONE SPOILER
Ho amato la terza B perché i produttori, ed ovviamente anche gli attori, sono riusciti a creare e a finire una storia meravigliosa.
Uno degli elementi che più mi ha colpito è stato come è stata interpretata ed inscenata la reazione di Magnus dopo aver perso i suoi poteri. La tristezza che provava ha colpito tutti i fan e non so quante volte io stessa ho pianto perché avrei voluto abbracciare Magnus ma questo non si può!
Finalmente, Simon e Izzy sono diventati una coppia, sono meravigliosi insieme. Tuttavia avrei voluto saperne di più, la loro relazione è sempre stata eclissata per dare spazio ad eventi più importanti. Forse allungare il numero degli episodi sarebbe stata una possibile soluzione per rimediare all'errore.
Gran parte della stagione si è evoluta attorno alla relazione più che complicata tra Jonathan e Clary. I due fratelli sono legati tra loro ma l'amore morboso che Jonathan prova nei confronti della sorella non permette loro di avere una sana relazione fratello-sorella.
Punto a favore per l'attore che interpreta Jonathan: la mimica facciale e il modo in cui dà vita al suo personaggio sono stati impeccabili. È un ruolo fatto appositamente per lui ed è stato un peccato che non sia entrato nella serie da prima ma solo nella terza stagione.
Passiamo ad Alec e Magnus.. che dire, sono sempre stata la mia coppia preferita e quello che ha fatto Magnus per salvare Alec e l'intero Shadow world mi ha sorpresa. Ma fortunatamente la loro relazione riesce a superare tutto, anche se c'è l'Inferno di mezzo.
IL FINALE
Dalla durata di due ore, il finale mi ha delusa e non poco. L'intero episodio è stato mozzafiato e ho iniziato a piangere come una bambina quando Clary inizia pian piano a perdere le rune e la memoria perché gli Angeli, i veri nemici in questo episodio, hanno deciso di punirla perché ha infranto le regole.
La scena finale si sposta sulle vicende un anno dopo la perdita della memoria della protagonista: ognuno vive la sua vita nel migliore dei modi possibili, nonostante tutti sentano la mancanza di Clary alla quale nessuno può avvicinarsi, altrimenti si rischierebbe di far adirare maggiormente gli Angeli.
Clary è ormai una pittrice, frequenta l'accademia d'arte dove sarebbe sempre voluta andare ma Jace, nonostante i limiti imposti, decide di vederla tutti i giorni nascondendosi grazie all'uso di una runa particolare.
Ad una mostra di Clary, lei lo vede, nonostante non potrebbe perché non possiede più la Vista.
Lo rincorre, lo chiama per nome e sembra quasi riconoscere i tatuaggi, ovvero le rune, sul corpo di Jace.
Ecco il finale.
Definirlo finale mi sembra a dir poco eccessivo. Infatti il pubblico è diviso a metà: Clary ha recuperato la memoria oppure no?
È una risposta alla quale nemmeno i produttori hanno voluto rispondere ed è questo che più mi ha infastidito.
Si tratta del finale della serie, bisogna essere chiari, cosa che loro non sono stati.
Per questo motivo non me la sento di dare alla terza stagione più 4/5.
Un final meno criptico sarebbe stato la ciliegina sulla torta che però è mancata.
Alla prossima con una nuova recensione.
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