Maria Montessori è stata la prima donna medico qui in Italia nata nel 1870 e deceduta nel 1952.
Oltre che essere una donna di scienza, si è occupata di bambini. Ha rivoluzionato il mondo della pedagogia, realizzando una nuova teoria per far sì che i bambini potessero crescere in armonia e potessero accedere ad uno sviluppo completo. Questo metodo prende il nome dalla sua creatrice e viene ancora oggi usato perché considerato ancora molto valido.
Una grande donna, capace di far parte di un mondo di uomini in cui sarebbe potuta soffocare ma invece è riuscita a farsi strada.
Ancora oggi, sebbene la situazione sia molta diversa, le donne di oggi faticano a lavorare in un ambiente in cui vengono sempre sminuite e derise.
Ed è grazie alla sua tenacia che è riuscita a fare tutto ciò, e vi ho raccontato la sua storia nel tentativo di infondere un po' di forza e positività.
In questo blog troverete per lo più recensioni di libri e film, ma non mancheranno anche degli articoli su temi che mi stanno a cuore. Buona lettura.
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domenica 25 agosto 2019
domenica 28 luglio 2019
UNA DONNA DI OGGI Malala Yousafzai
Malala Yousafzai è un'attivista pakistana nata il 12 luglio del 1997 a Mingora.
È famosa per essere stata la più giovane vincitrice del premio Nobel per la Pace.
La sua storia inizia con un forte amore per l'istruzione, suo padre è un insegnante e l'ha sempre aiutata a coltivare la sua cultura. Ma il Pakistan è stato, nel corso degli anni, tempio di assedi. Al tempo di Malala sono stati i Talebani ad impedire, soprattutto alle donne, di godere dei loro diritti. Pian Piano, alle donne viene proibito di andare a scuola, di avere un'istruzione. Malala, nel frattempo, inizia a collaborare con la BBC e racconta le violenze quotidiane che la popolazione della valle dello Swat subisce attraverso un blog. Diviene un nemico dei Talebani ed è per questo motivo che questi ultimi utilizzano una pistola contro di lei mentre stava ritornando a casa con l'autobus. Non è stata l'unica vittima dell'attentato ma anche altri suoi compagni sono stati feriti, nessuno come Malala, però. Infatti nessuno più credeva in lei, pensavano fosse morta. Solo i suoi genitori, grazie alla loro tenacia, sono riusciti a farla portare in Inghilterra e a salvarle così la vita.
Dopo il suo ricovero, Malala si batte giorno dopo giorno per i diritti di tutti i bambini a ricevere un'istruzione.
Vorrei che quello che ognuno portasse a casa da questa storia è la determinazione che Malala, nonostante la giovane età, ha avuto nel combattere gli atti di violenza e ingiustizia che ci sono stati nel suo paese, simbolo di situazioni simili che avvengono in altri luoghi della Terra, dove, ancora oggi, non tutti i bambini possono andare a scuola.
Prendiamo la sua forza come esempio e facciamola nostra, sempre e comunque.
È famosa per essere stata la più giovane vincitrice del premio Nobel per la Pace.
La sua storia inizia con un forte amore per l'istruzione, suo padre è un insegnante e l'ha sempre aiutata a coltivare la sua cultura. Ma il Pakistan è stato, nel corso degli anni, tempio di assedi. Al tempo di Malala sono stati i Talebani ad impedire, soprattutto alle donne, di godere dei loro diritti. Pian Piano, alle donne viene proibito di andare a scuola, di avere un'istruzione. Malala, nel frattempo, inizia a collaborare con la BBC e racconta le violenze quotidiane che la popolazione della valle dello Swat subisce attraverso un blog. Diviene un nemico dei Talebani ed è per questo motivo che questi ultimi utilizzano una pistola contro di lei mentre stava ritornando a casa con l'autobus. Non è stata l'unica vittima dell'attentato ma anche altri suoi compagni sono stati feriti, nessuno come Malala, però. Infatti nessuno più credeva in lei, pensavano fosse morta. Solo i suoi genitori, grazie alla loro tenacia, sono riusciti a farla portare in Inghilterra e a salvarle così la vita.
Dopo il suo ricovero, Malala si batte giorno dopo giorno per i diritti di tutti i bambini a ricevere un'istruzione.
Vorrei che quello che ognuno portasse a casa da questa storia è la determinazione che Malala, nonostante la giovane età, ha avuto nel combattere gli atti di violenza e ingiustizia che ci sono stati nel suo paese, simbolo di situazioni simili che avvengono in altri luoghi della Terra, dove, ancora oggi, non tutti i bambini possono andare a scuola.
Prendiamo la sua forza come esempio e facciamola nostra, sempre e comunque.
domenica 26 maggio 2019
UNA DONNA DI OGGI: Jane Austen
Jane Austen è una scrittrice brittanica nata il 16 dicembre 1775.
È cresciuta in un ambiente cutluralmente ricco e circondata da una famiglia numerosa e amorevole.
Scrive romanzi famosi e tradotti in tutto il mondo, come "Orgoglio e pregiudizio" e "Ragione e sentimento".
Rimarrà per sempre da sola, non si sposerà mai nonostante la società in cui è vissuta. Infatti all'epoca era necessario sposarsi, soprattutto per una donna, per non essere considerata ''poco di buono'' e per ottenere quel rispetto e quella considerazione sociale che solo una donna sposata poteva ottenere.
Tuttavia non si è mai innamorata e ha deciso di non sposarsi, ignorando la società maschilista in cui viveva.
Parallelamente, anche le donne protagoniste dei suoi romanzi sono forti e provano ad emanciparsi, ad esempio non sposandosi o non seguendo, più generalmente, tutte le regole imposte dalla società.
Jane Austen soffriva come noi soffriamo, soggetta a pregiudizi ai quali ancora oggi molte donne sono soggette.
Ma ha avuto la forza di cambiare tutto questo, di dire di "no" e se lei l'aveva capito e fatto all'inizio del 1800, anche noi donne del Ventunesimo secolo possiamo farlo.
È cresciuta in un ambiente cutluralmente ricco e circondata da una famiglia numerosa e amorevole.
Scrive romanzi famosi e tradotti in tutto il mondo, come "Orgoglio e pregiudizio" e "Ragione e sentimento".
Rimarrà per sempre da sola, non si sposerà mai nonostante la società in cui è vissuta. Infatti all'epoca era necessario sposarsi, soprattutto per una donna, per non essere considerata ''poco di buono'' e per ottenere quel rispetto e quella considerazione sociale che solo una donna sposata poteva ottenere.
Tuttavia non si è mai innamorata e ha deciso di non sposarsi, ignorando la società maschilista in cui viveva.
Parallelamente, anche le donne protagoniste dei suoi romanzi sono forti e provano ad emanciparsi, ad esempio non sposandosi o non seguendo, più generalmente, tutte le regole imposte dalla società.
Jane Austen soffriva come noi soffriamo, soggetta a pregiudizi ai quali ancora oggi molte donne sono soggette.
Ma ha avuto la forza di cambiare tutto questo, di dire di "no" e se lei l'aveva capito e fatto all'inizio del 1800, anche noi donne del Ventunesimo secolo possiamo farlo.
domenica 24 marzo 2019
UNA DONNA DI OGGI: Frida Kahlo
Frida Kahlo nasce a Coyoacan (Città del Messico) nel1907 da padre tedesco e madre messicana. Fin da piccola è caratterizzata da una personalità forte e passionale, tant'è che le piaceva dire di essere nata nel 1910, anno della rivoluzione messicana, perché si sentiva figlia rivoluzionaria della rivoluzione stessa.
Attenta alla politica e sostenitrice del partito socialista, inizia a dipingere, così, per gioco.
Quella di Frida sembra la vita di una qualsiasi ragazza della sua età fin quando a 18 anni mentre ritorna a casa con il suo ragazzo, sale sull'autobus dove ci sarà un incidente. Le conseguenze sono terribili, infatti subisce fino a 32 operazioni chirurgiche. Messa a letto dall'incidente per diverso tempo, i suoi genitori le regalano uno specchio e dei colori. In quel momento nasce la Frida che noi oggi conosciamo, la pittrice, la donna che non si arrende mai.
Inizia a dipingere sul serio, soprattutto se stessa, perché, come disse, è l'unico soggetto che conosce davvero bene.
Finita la convalescenza, porta i suoi dipinti a Rivera, un famoso pittore messicano. Si innamorano e si sposano, anche se Frida è consapevole della quantità di problemi che avranno in futuro. Tradimenti e relazioni extraconiugali di cui sono protagonisti entrambi. Frida infatti avrà numerose relazioni con donne e uomini, senza distinzione di alcun tipo.
Lei e il marito si lasceranno e ritorneranno insieme, consapevoli ancora una volta dei loro problemi.
Ma quello che mi colpisce di Frida è la sua passione, la sua volontà di emanciparsi come donna e come persona. Non le importa dei giudizi altrui, continuerà a baciare e a toccare persone di entrambi sessi, senza paura, senza limitazioni di alcun tipo.
Inoltre, Frida è quel tipo di donna, di persona, che non si è mai lasciata abbattere, è sempre andata avanti, a testa alta, senza paura.
Per questo io oggi vi ho raccontato la sua storia, per farvi capire che voi donne potete essere come lei: travolgenti, forti e passionali
sabato 16 febbraio 2019
UNA DONNADI OGGI: Artemisia Gentileschi
Artemisia Gentileschi nasce a Roma l'8 luglio 1593 da Orazio e Prudenzia di Ottaviano Montoni.
Suo padre è un ottimo pittore e, nel 1605, dopo che Artemisia perde sua madre, la ragazza si dedica completamente alla pittura. Prima della morte della moglie di Orazio, Artemisia aiutava il padre a gestire il suo studio; ma è quando Prudenzia muore che Artemisia inizia a dipingere, sotto l'attenta guida del padre.
Tutti noi conosciamo Artemisia per i suoi meravigliosi quadri, ma pochi la conoscono anche per le sue vicende personali.
La vita della pittrice ha una svolta quando, raggiunta una certà età, suo padre desidera che ella si sposi. Sceglie per lei un amico di famiglia dall'ottima reputazione e con valide connessioni all'interno della società di Roma.
Si tratta di Agostino Tassi: amico e collaboratore del padre.
Tassi era un uomo dal passato burrascoso ma questo di certo non ferma Orazio.
In un primo momento Tassi cerca di avvicinarsi ad Artemisia ma questi approcci non otterranno mai il risultato voluto. Quindi un giorno l'uomo, con la complicità della badante di Artemisia e di un suo amico e l'assenza di Orazio, la stupra.
Questo evento segna profondandamente la carriera e la vita dell'artista.
Con la promessa di 'matrimonio riparatore', Tassi approfitta più e più volte di Artemisia, anche quando il padre era a conoscienza di tutto (quest'ultimo rimane zitto per non rovinare il buon nome della famiglia e il rapporto con Tassi).
Purtroppo, padre e figlia realizzano ben presto che l'uomo è già sposato, quindi non ci sarà mai nessun matrimonio. A questo punto, il padre di Artemisia decide di denunciarlo e il processo ha inizio.
Dopo torture fisiche e psicologiche fatte ad Artemisia per accertare che ella sia stata davvero 'sverginata', il processo ha fine: Tassi è colpevole. La sua pena è quella di andare in prigione per cinque anni o l'esilio perenne da Roma. Sceglie l'ultima opzione ma ovviamente, visto le influenze esercitate, non sconterà mai la pena. Sarà Artemisia, in un secondo momento, a trasferirsi a Firenze dove riuscirà a rifarsi una vita.
Ogni volta che ripenso a questa storia, penso alle sofferenze di una donna appartenente ad una società fortemente misogena ma che riesce, nonostante tutto, a denunciare e ad andare avanti con testa alta e forza d'animo.
A mio parere, Artemisia non è solo una talentuosa puttrice, ma è prima di tutto una donna grandiosa.
sabato 12 gennaio 2019
UNA DONNA DI OGGI: Rosa Parks
Rosa Luise Parks è nata il 4 febbraio del 1913 a Tuskegee.
Durante il periodo storico in cui Rosa si colloca, le persone di colore negli Stati Uniti venivano trattate peggio di animali perché non essere bianchi era considerato un crimine.
Le persone di colore affrontavano giornalmente episodi di razzismo e non potevano ribellarsi perché farlo sarebbe stato contro legge.
Così un giorno, il primo dicembre del 1955, Rosa Parks, mentre ritornava dal lavoro in autobus, decise di sedersi al primo posto nella sezione dedicata alle persone bianche perché non c'erano altri posti disponibili. Non ci è voluto molto tempo prima che qualcuno la cacciasse da quel sedile perché non le apparteneva. Più precisamente ci sono volute solo tre fermate per cercare di fermare la lotta tacita che Rosa stava mettendo in atto sedendosi lì. Una persona bianca salì sul mezzo e pretendeva che Parks si alzasse perché quel posto non era suo, lei, donna nera, non era degna di sedersi nella sezione dei bianchi.
La donna rimase in silenzio ma da quel sedile nessuno l'ha fatta alzare, né il passegero né l'autista. Quest'ultimo ha persino dovuto chiamare la polizia per rimuovere Rosa da quella postazione. Venne arrestata.
Dal giorno successivo, per 381 giorni consecutivi, la comunità statunitense delle persone di colore decise di non usufruire più dei pullman pur di portare avanti la lotta inizata da Rosa Parks.
Solo dopo più di anno, il caso della donna, emblema delle condizoni delle persone di colore, è stato portato davanti ad un giudice che finalmente ha constatato che l'atteggiamento razzista attuato contro di lei sull'autobus era anticostituzionale.
In questo modo, da quel giorno ella diventa simbolo e colonna portante di tutti gli atteggiamenti e i sopprusi dei quali chi non aveva la pelle bianca era stata vittima.
Rosa Parks, icona e mito da seguire ancora oggi, muore il 24 ottobre del 2005 a Detroit con la consapevolezza che la sua esistenza ha cambiato il nostro modo di vivere e pensare.
Le persone di colore affrontavano giornalmente episodi di razzismo e non potevano ribellarsi perché farlo sarebbe stato contro legge.
Così un giorno, il primo dicembre del 1955, Rosa Parks, mentre ritornava dal lavoro in autobus, decise di sedersi al primo posto nella sezione dedicata alle persone bianche perché non c'erano altri posti disponibili. Non ci è voluto molto tempo prima che qualcuno la cacciasse da quel sedile perché non le apparteneva. Più precisamente ci sono volute solo tre fermate per cercare di fermare la lotta tacita che Rosa stava mettendo in atto sedendosi lì. Una persona bianca salì sul mezzo e pretendeva che Parks si alzasse perché quel posto non era suo, lei, donna nera, non era degna di sedersi nella sezione dei bianchi.
La donna rimase in silenzio ma da quel sedile nessuno l'ha fatta alzare, né il passegero né l'autista. Quest'ultimo ha persino dovuto chiamare la polizia per rimuovere Rosa da quella postazione. Venne arrestata.
Dal giorno successivo, per 381 giorni consecutivi, la comunità statunitense delle persone di colore decise di non usufruire più dei pullman pur di portare avanti la lotta inizata da Rosa Parks.
Solo dopo più di anno, il caso della donna, emblema delle condizoni delle persone di colore, è stato portato davanti ad un giudice che finalmente ha constatato che l'atteggiamento razzista attuato contro di lei sull'autobus era anticostituzionale.
In questo modo, da quel giorno ella diventa simbolo e colonna portante di tutti gli atteggiamenti e i sopprusi dei quali chi non aveva la pelle bianca era stata vittima.
Rosa Parks, icona e mito da seguire ancora oggi, muore il 24 ottobre del 2005 a Detroit con la consapevolezza che la sua esistenza ha cambiato il nostro modo di vivere e pensare.
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