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giovedì 29 aprile 2021

RECENSIONE "Shadowhunters e gli Angeli caduti" di Cassandra Clare

Buongiorno lettori! Siamo quasi alla fine di aprile e anche la saga di shadowhunters sta volgendo al termine; oggi vi parlo del primo volume della seconda trilogia di The Mortal Instruments: Shadowhunters e la città degli angeli caduti.
Nello scorso libro, i nostri protagonisti, dopo tanto penare, erano riusciti a stare finalmente bene: la felicità e la fortuna erano dalla loro parte per una volta. Ma la gioia è effimera, e lo capiranno presto: Simon non sa prendere delle decisioni, un ragazzo dal passato di Maia ritorna, Jace inizia a comportarsi in modo strano e Alec realizza che Magnus ha vissuto mille vite e lui è appena all'inizio della sua. 
Tutti presi dalle loro vite private, ma il male comincia a ritornare a New York; Simon, Clary e Jace saranno i testimoni di un ritorno inaspettato che sconvolgerà le loro vite e non solo. Un libro che negli ultimi capitoli sorprende e che risponde a molte delle domande che all'inizio e nel corso delle storia erano rimaste in sospeso.
A mio parere si tratta un po' di un romanzo che sarebbe potuto essere molto più "snello" di quello che è: l'indecisione di Simone dura troppo a lungo e forse non era nemmeno così necessaria, gli incubi di Jace sono la costante in questo volume, ma una volta che li si racconta due o tre volte, è inutile continuare a narrare della "pazzia" di Jace. D'altro canto, gli ultimi capitoli sono l'apice di questo libro e forse sono tra le pagine più emozionanti che Cassandra Clare abbia mai scritto. Una volta arrivati quasi alla fine della lettura, è impossibile staccarsi dal volume e solo un buon volume può creare una storia così. 
Come sempre, la scrittrice è dotata di grande immaginazione e lo si può notare nel personaggio di Jordan, inaspettato e che porterà grandi novità. Mi sarebbe piaciuta una focalizzazione su Jocelyn che, invece, viene solo descritta come una madre iperprotettiva... Certo, ama Clary, è sua figlia, ma è molto più di questo. 
Detto ciò, rimane una buona lettura, un po' lenta e noiosa all'inizio ma il finale ne varrà la pena. 

4/5 

Playlist:
-Better days; One Republic
-Monster; Imagine Dragons
-Give your heart a break; Demi Lovato
-All you had to do was stay; Taylor Swift
-Demons; Imagine Dragons

domenica 18 aprile 2021

RECENSIONE di "Shadowhunters e la città di vetro"

Buongiorno lettori, siamo a metà aprile e oggi vi parlo dell'ultimo volume della prima trilogia di Shadowhunters-The Mortal Instruments. Una saga del mio cuore che si sta riconfermando una delle migliori degli ultimi anni. Cassandra Clare ha creato un mondo fantastico in cui immergervi sarà un piacere per l'animo, soprattutto se siete fan degli urban fantasy.
In questo terzo volume, Clary, Jace, Isabelle, Alec e Simon affronteranno Valentine e lo faranno proprio ad Idris, nella città natale degli Shadowhunters; un fine poetico in un certo senso.
Alti e bassi, intrighi e passioni sono le parole chiave per descrivere questo libro: la vita degli shadowhunters (e non solo) è in pericolo, ma questo non ferma i protagonisti dall'abbandonarsi ai loro sentimenti. Ne affronteranno delle belle, e proprio le loro sofferenze permettono ai lettori di immedesimarsi: il loro dolore è il nostro dolore, lo sentiamo sulle pelle e ritorniamo tutti un po' adolescenti.
La ricchezza di dettagli è quello che più mi colpisce in ogni narrazione scritta di Cassandra Clare e il modo in cui ha immaginato e descritto Idris mi ha davvero colpita. 
Anche i colpi di scena sono il suo forte e i nuovi personaggi che vengono introdotti parteciperanno alle dinamiche, e le fomenteranno, portando Clary, Jace, Alec, Isabelle e Simon a confrontarsi con difficoltà, emotive e non solo, che mai avevano affrontato.
Il finale è una delle scene più sorprendenti: magia, religione e amore si fondono e i lettori non crederanno a quello che leggeranno; credo sia stato uno dei finali migliori che io abbia mai letto, e ne ho letti diversi di fantasy.  Le ultime pagine, per chi ci è cresciuto con i personaggi di Shadowhunters, sono un pugnale negli occhi: non potrete non leggere.
Un libro, e una prima parte della saga che vi consiglio vivamente; spero possiate godere di questi libri come ho fatto io.
Alla prossima recensione!

5/5

Playlist:
-18; One Direction
-7 Years; Lukas Graham 
-Bad liar; Imagine Dragons
-Cardigan; Taylor Swift
-Exile; Taylor Swift feat Bon Iver



domenica 11 aprile 2021

RECENSIONE "Frankenstein" di Mary Shelley

Buongiorno lettori, Aprile è cominciato e la primavera è nel suo mese migliore. Ci saranno tanti nuovi libri qui sul blog e non posso che esserne felice. Oggi vi parlo di "Frankenstein" di Mary Shelley, il classico del genere gotico che chi è amante di atmosfere cupe, non può non leggere.
Frankenstein mescola magia e scienza e crea la vita, ma non quella che si aspettava: realizza un mostro e, terrorizzato, scappa via. La creatura "nasce" e cresce da sola: in tutti i giorni in cui è in vita non fa altro che ricevere odio e disprezzo da chi la circonda: il suo aspetto allontana e spaventa tutti. Una vita in solitudine che effetto può fare sull'animo di una persona? Mary Shelley ci racconta il misterioso rapporto padre-figlio creando un mondo in cui bene e male non sono due entità separate, ma sono così legate tra di loro che a volte non si riesce a capire quale sia il confine tra le due.
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Molti di voi avranno già letto questo romanzo gotico, io solo di recente ne ho avuto la possibilità e adesso posso affermare che mi è dispiaciuto non averlo letto prima: una storia magica, ricca di odio e di amore, e Mary Shelley riesce ad indagare la complessità dei rapporti umani e della psiche in modo meraviglioso. Avrei voluto tuffarmi prima in questa lettura, ma meglio tardi che mai.
L'autrice crea una struttura "a matriosca" coinvolgendo il lettore e spronandolo a stare sempre più attento: a parlare non è solo Frankenstein, ma anche la Creatura e proprio nei capitoli dedicati ad essi, il lettore non può non entrare in sintonia con questa. 
Uno stile impeccabile: la prima cosa che ho pensato mentre lo stavo leggendo è che Mary Shelley scrive proprio bene. Certo, il lavoro dei traduttori ha aiutato ma le parole che usa, il modo in cui le lega tra di loro, mi ha incantata. Non mi sono mai soffermata a pensare:"ma la Shelley è brava o meno?" Eppure questo è un particolare che non passa inosservato e che mi ha fatto innamorare di questa storia, che entra a far parte dei miei libri preferiti. 
Sarebbe consigliabile leggerlo d'inverno ma se non lo avete mai fatto, correte in libreria (o su amazon, che qui è tutta una zona rossa) e godetevi lo spettacolo messo in piedi da Mary Shelley.

Voto: 5/5

Playlist:
-What other people say; Demi Lovato ft Sam Fisher
-Coraline; Maneskin
-All you had to do was stay; Taylor Swift
-Astronaut; Simple Plan
-Better days; One Republic

domenica 21 marzo 2021

RECENSIONE "Città di cenere" di Cassandra Clare

Buongiorno lettori! Questa sarà l'ultima recensione di marzo ed è assurdo come il tempo voli via. Sto rileggendo la saga di Shadowhunters and the mortal instruments, quindi preparatevi a tante recensioni di fantasy. Mi mancano gli ultimi due volumi su sei da leggere ma ora vi parlo del secondo: Shadowhunters e la città di cenere. Si tratta a mio parere di un romanzo di transizione in cui però ne accadono di ogni: Clary e Jace cercano di stare lontani l'uno dall'altra e arrivano a ignorarsi, a provare di stare insieme ad un'altra persona pur di non stare insieme. Ma la passione dei sentimenti non si può annullare: i loro sguardi parlano per loro. Jace, ormai riconosciuto da tutti come il figlio di Valentine, inizia ad essere sospettato dagli altri Shadowhunters: la sua incredibile forza e il suo carattere schivo faranno diffidare di lui i suoi colleghi. Valentine sta elaborando un piano e in questo libro lo vediamo, anche se all'inizio facciamo un po' fatica a capire cosa stia tramando. E Simon... Be', lui è il personaggio che si trasformerà di più in questo volume e la sua storia vi sorprenderà. Come tutti i libri di Shadowhunters, anche questo mi ha emozionata, pure a distanza di diversi anni dalla prima lettura. E' impossibile mettere giù il libro, ne succedono di ogni e gli Shadowhunters non possono stare proprio con le mani in mano e lo dimostreranno capitolo dopo capitolo. Eppure i momenti di dolcezza non mancano: Jace e Clary non possono smettere di amarsi da un momento all'altro ma non è naturale il loro amore: sono fratello e sorella e dovrebbero tenere l'uno all'altra come un fratello ama sua sorella, ma per loro non è così, ed entrambi reagiscono in modo diverso. Cambiamento è la parola che utilizzerei per descrivere questo libro: tutti stanno affrontando un momento no nella loro vita e cercano di fare il possibile per fare andare tutto bene. Ma il cambiamento è in atto e non possono fermarlo, per quanto vorrebbero ritornare indietro. Ho apprezzato questo libro proprio perché l'autrice analizza come tutti siamo soggetti a trasformazioni e come le affrontiamo. L'attenzione e la cura per i dettagli di Cassandra non si smentisce mai e in questo volume lo dimostra: tutti i personaggi stanno andando in contro a dei grandi cambiamenti, e senza i piccoli dettagli, tutta la storia sarebbe potuta crollare, perché proprio per questi tutto avrà un senso alla fine. Un stile che ti trasporta in un mondo nuovo da cui non si vuole mai andare, ma rimane, però, un romanzo di transizione che è fondamentale per la comprensione dela storia. Voto: 4/5
Playlist: -What other people say; Demi Lovatofeat Sam Fischer -Soon you'll get better; Taylor Swift -Torna a casa; Maneskin -A year without rain; Selena Gomez and the Scene -Astronaut; Simple Plan

domenica 7 marzo 2021

RECENSIONE "Milk and Honey" di Rupi Kaur

 


Buongiorno lettori! 

Nuovo mese, nuovi ed interessanti libri. Voglio iniziare questo marzo, il mese della primavera, con quello che è divenuto uno dei miei libri preferiti: Milk and Honey di Rupi Kaur. Si tratta di un libro di poesie, uno dei pochi che io abbia letto. 

Il motivo per il quale non leggo spesso poesie è perché la poesia è un'arte pregiata, non sempre si capisce e voglio essere sicura di riuscire a comprendere le parole che leggo. 

Rupi Kaur non mi era sconosciuta, anzi, avevo letto su internet qualche sua poesia ma leggere l'intero corpo di testi è stata una sensazione totalmente diversa. E le sue parole mi hanno conquistata fin dalla prima pagina.

"Milk and Honey" è una sua auto pubblicazione, tra l'altro illustrata, del 2014. E' diviso in quattro sezioni ognuna delle quali affronta temi molti delicati: lo stupro, la solidarietà femminile, l'amore, il dolore, il femminismo ed altri altrettanto importanti.

Le parole dell'autrice colpiscono nella loro semplicità: parlano dritto al cuore e non so quante poesie mi hanno fatto venire i brividi. Rupi e le sue poesie saranno un porto sicuro ogni qual volta mi andrà di essere consolata, di sentirmi ispirata e quando avrò bisogno di una dose di incoraggiamento per prendere delle decisioni.

La lunghezza delle poesie è solitamente breve, ma non mancano altre più lunghe, per lo più riguardanti il suo rapporto con il padre e con l'amore. 

Attraverso le quattro sezioni, si affronta un viaggio di crescita personale in cui Rupi accompagna se stessa e i suoi lettori alla ricerca del benessere, dell'amore verso gli altri e verso di noi. Perché amarsi non è egoistico, è necessario. E questo l'autrice lo fa presente più di una volta.

La poetessa è schietta: non ha peli sulla lingua e chiama le cose con il loro nome; all'inizio questo suo essere così diretta mi ha destabilizzata, ma poi ho iniziato a capire l'importanza di essere sinceri. Coprire qualcosa con il velo e chiamarla in modo diverso aumenta lo stigma e la paura verso la cosa stessa.

Parole non solo affilate, ma dolci come il miele. Prima ti feriscono, colpendoti nell'intimità facendoti capire cose che forse non avresti voluto comprendere, e poi ti guariscono con la loro tenerezza.

Insomma, una raccolta di poesie che mi è entrata nel cuore e dal quale non ne uscirà facilmente.

Consiglio la lettura a un pubblico per lo più dai 20 anni di età, vista la delicatezza di alcune tematiche trattate.

Buona lettura!

Voto: 5/5

Playlist:

-Treat myself; Victoria Justice

-Just a little bit of your heart; Ariana Grande

-The man; Taylor Swift

-Treat people with kindness; Harry Styles

-Dying in LA; Panic! at the Disco

domenica 21 febbraio 2021

RECENSIONE "Shadowhunters città di ossa"

Buongiorno lettori, come sta andando il 2021 fino ad adesso? Io mi sto preparando per l'inizio dei nuovi corsi in Università!

Oggi vorrei parlarvi di un libro che mi tanto a cuore: Shadowhunters e la città di ossa, il primo della saga di Shadowhunters scritta da Cassandra Clare. Avevo letto l’intera saga qualche anno fa grazie ad una mia compagna di classe e mi era entrata nel cuore, e volevo rileggerla per riuscire ad aggrapparmi ancora una volta a quelle emozioni.

Città di ossa parla di una mondana (chi non fa parte del mondo nascosto, ovvero gli esseri umani senza poteri di alcun tipo), Clary, che inizia a vedere e a disegnare cose che non dovrebbe. Fin quando quello che vede non la porta a scontrarsi con degli occhi azzurri, occhi appartenenti ad un ragazzo che aveva appena ucciso un uomo. O meglio, Clary vedeva un uomo, ma si trattava in verità di un mostro, di un demone. Quando i loro occhi si incontrano, Jace capisce che non si tratta di una mondana qualsiasi: Clary è una shadowhunter, caccia demoni come lui, altrimenti non avrebbe potuto vedere lui e i suoi compagni di squadra all’opera.

Clary pian piano viene catapultata nel mondo dei cacciatori di demoni: molte saranno le delusioni, le sofferenze ma finalmente Clary ha capito chi è. Prima si sentiva fuori luogo, ora si trova dove era destinata ad essere.

Il mondo degli shadowhunters creato da Cassandra è pura magia: un urban fantasy che non può assolutamente mancare nella vostra liberia. Fan di Harry Potter e Twilight: questo libro per voi, non potete non leggerlo nella vostra vita. Lo stile di Cassandra è squisito, non potrete assolutamente staccare gli occhi dalle pagine e divorerete i sei libri in men che non si dica. Una storia ricca di dettagli che vi farà innamorare, un mix tra amore, guerra e magia che la scrittrice ha creato pensando a tutto, non tralasciando fuori nulla.

Nonostante possa sembrare a primo acchito la solita storiella adolescenziale, lasciate che vi dica una cosa: shadowhunters può insegnarvi molte cose, vi può far immergere in un mondo in cui ritroverete voi stessi, staccando dalla realtà quotidiana.

Voto: 5/5

P.S. Guardate il film, non la serie tv, c’è Lily Collins che interpreta Clary, e nessuna avrebbe potuto fare miglior lavoro di lei.

Playlist:

-Give your heart a break; Demi Lovato

-Love story; Taylor Swift

-Falling; Harry Styles

-Don’t let it break your heart; Louis Tomlinson

domenica 7 febbraio 2021

RECENSIONE "La legge dell'attrazione" di Esther e Jerry Hicks


Buongiorno lettori! Siamo già quasi alla metà di febbraio ed è da non crederci come il tempo passa veloce veloce. Quasi non ci accorgiamo dei giorni che si succedono.
Ma bando alle ciance! Oggi voglio parlarvi di un libro per il quale avevo grandi aspettative: la legge dell'attrazione, di Esther e Jerry Hicks. Marito e moglie sono all'interno di un viaggio spirituale ed incontrano un gruppo di entità benevole, Abraham, che spiega loro (attraverso il corpo di Esther) qual è la nostra funzione qui sulla Terra: siamo Esseri non Fisici, facente parte dell'Universo stesso, e abbiamo deciso di vivere un'esperienza umana, incarnandoci in corpi fisici. Vogliamo vivere la vita umana, e lo facciamo di continuo: ci rincarniamo in un corpo e in un altro, ma ci dimentichiamo di aver vissuto altre vite e di essere spiriti, prima che umani. In quanto esseri viventi sulla Terra, siamo soggetti a tre leggi Universali: la Legge dell'Attrazione, la Legge della Creazione Intenzionale e l'Arte del Permettere. In sostanza: siamo i creatori della nostra esistenza, attraverso i nostri pensieri creiamo. Odiamo una cosa? Quella arriva nella nostra vita, perché abbiamo desiderato intensamente che non venisse. Vogliamo prendere tutti bei voti all'università? Pensandolo intensamente, otterremo proprio questi risultati.
Ma.
Un libro così bello non avrebbe dovuto avere "ma", ed invece ce n'è sono fin troppi.
In primo luogo, le ripetizioni sono molte, ogni 2/3 pagine veniva ripetuto che noi siamo i creatori della nostra esistenza. E va bene, però non c'è bisogno di continuare a dirlo.
In secondo luogo, ci sono diverse contraddizioni: viene detto che NON abbiamo influenza sulle vite degli altri, ma qualche pagina dopo viene smentito tutto ciò. Inoltre, accade più volte che sia all'interno del libro questa contraddizione.
Infine, ecco la cosa più grave: se abbiamo paura del tumore, o di una rapina o di uno stupro, pensando a quanto non vorremmo vivere tali esperienze, esse accadono. Ma di cosa stiamo parlando? Da quando in qua chi ha paura di essere stuprata, allora viene abusata sessualmente? Tutte abbiamo paura di una cosa di questo tipo, ma non tutte le donne vengono stuprate. Nessuno vuole ammalarsi, ma solo qualcuno di noi poi si ammala per davvero.
Non ha senso come discorso, e non lo accetto.
In definitiva, nell'ultima parte del libro viene detto che dovremmo distaccarci da tutto quello che è negativo, quindi se un amico sta male, bisogna allontanarlo, se vediamo qualcuno che potrebbe essere salvato con il nostro intervento (come in una rissa violenta), se ciò ci fa stare male, allora siamo tenuti a NON intervenire. Ancora una volta, gli autori cosa si sono bevuti? È impossibile pensare certe cose, figuriamoci scriverle!
D'altro canto, tolto tutto ciò, è un libro suggestivo e interessante, scritto in modo scorrevole (eliminando le ripetizioni), che sarebbe potuto essere meraviglioso, ma ha fallito.
Voto: 3/5, a mio malincuore.

Playlist:
-I love me; Demi Lovato
-Just like magic; Ariana Grande
-She; Selena Gomez
-Hall of fame; The Script
-Kings and Queens, Ava Max

mercoledì 27 gennaio 2021

RECENSIONE "la tregua" di Primo Levi


La giornata della memoria è qui. Un giorno in cui non bisogna dimenticare. Non bisognerebbe mai scordare, per nessuno dei 365 giorni che compongono l'anno. Ma il 27 gennaio dobbiamo riunirci tutti per commemorare le vittime dell'Olocausto. Vittime della follia di un uomo-sì, va chiamato uomo-e del potere dal quale i suoi alleati erano accecati. Tutti sapevano e nessuno ha parlato: è stata l'omertà la più grande alleata di Hitler. 

Primo Levi, per le sue origini ebraiche, è stato catturato e mandato ad Auschwitz. Non è morto per le mani dei tedeschi, né per il lungo e stremante viaggio di ritorno, ma per la sua stessa mano e mente, offuscata e distrutta dal dolore e dalla disumanità che ha vissuto nel campo di concentramento.

Il libro di cui vi voglio parlare oggi è La tregua, il secondo volume, preceduto da "Se questo è un uomo", in cui Levi e i suoi compagni vengono liberati dall'armata russa. Ci vogliono ancora parecchi mesi per ritornare a casa e solo perché è stato liberato non significa che il suo incubo è finito, anzi. Più volte rischierà di morire, e non solo lui, e più volte dovrà faticare per sopravvivere, per ottenere acqua e cibo e dei vestiti. 

Durante questa Odissea, Levi incontra molte persone che lo aiutano e lo arricchiscono in un modo o nell'altro e sembra quasi aver ritrovato l'umanità e il calore umano che il campo di concentramento gli aveva tolto. Ma il ricordo è vivo, ora più che mai. Levi ce lo spiega nelle ultime pagine del libro: è a Torino, è a casa, ma è solo in un ambiente spoglio in cui  le pareti fredde non fanno altro che fargli venire in mente quello che lui ha vissuto. E' a casa, il suo corpo è a Torino, ma la sue mente e la sua anima non dimenticano e non possono cancellare quello che gli è accaduto. Durante il viaggio di ritorno, era sempre in compagnia, ora che si trovava da solo, non poteva fare a meno di pensare. E a volte sono i nostri stessi pensieri che ci distruggono lentamente e ci portano alla deriva. Primo Levi ha posto fine alla sua vita il giorno 11/4/1987, e ha spento così i suoi pensieri.

Un libro straziante che in alcuni punti faceva intravedere ai lettori un barlume di speranza. Speranza di cui Levi e i suoi compagni avevano bisogno. Tutti loro avevano il desiderio di ricominciare da capo e di dimenticare quello che gli era successo. Ma la memoria è un bene prezioso che dobbiamo preservare a tutti costi, e Levi lo fa di continuo dopo il suo ritorno: parla di quello che i nazisti gli hanno portato via nei libri e nelle scuole. Perché, nonostante tutto, non bisogna mai dimenticare.

Leggere Primo Levi mi costa sempre perché devo sedermi e fare i conti con il privilegio in cui la mia vita è sommersa, ho vestiti, cibo, una famiglia che mi ama, degli amici di cui non potrei fare a meno, nessuno mi minaccia o tortura per le mie origini, il colore della mia pelle, la mia religione e i miei ideali politici. Dovrebbero essere diritti, ma di fatto non è così, si tratta di privilegi di cui ancora troppe persone sono prive e che la comunità ebraica, incluso Levi, non aveva. 

Al contrario di quello che si può pensare, Hitler ha rubato le persone della loro dignità poco tempo fa: non sono passati nemmeno cento anni dalla strage della Seconda Guerra Mondiale, e nessuno di noi può permettersi di dimenticarsi, mai.

Non darò una valutazione a "la tregua" ma vi consiglio di sedervi comodi sul vostro divano e di immergervi nel passato cruento di Primo Levi.


domenica 24 gennaio 2021

RECENSIONE "to all the boys I've loved before" di Jenni Han

 


“To all the boys I’ve loved before” (tutte le volte che ho detto ti amo, in italiano” di Jenny Ho racconta la storia di Lara Jean, adolescente innamorata dell’amore, ma che non è mai stata in una relazione per davvero. L’amore è bello ma è altrettanto spaventoso. I libri, così pensa Lara Jean, sono più semplici: puoi innamorarti di un personaggio, di una storia d’amore ma non soffrirai mai.

Lara Jean si è innamorata di soli 5 ragazzi: ha scritto ad ognuno di loro una lettera; però non le ha mai spedite perché spaventata. Una di queste era per Josh, il suo migliore amico, ma anche, e soprattutto il ragazzo di sua sorella Margot, il suo punto di riferimento dopo la morte della madre. Un giorno queste lettere vengono spedite, ma non da Lara Jean, la cui vita è destinata d’altro canto a cambiare.

Ho visto me stessa in Lara Jean più e più volte: l’amore fa soffrire, è inevitabile. E la sua storia mi ha rincuorata e mi ha dato speranza come pochi libri nella mia vita.

In questo periodo sto sperimentando diversi tipi di letture, è questo young adult così dolce, anche se a tratti un po’ infantile, mi ha riportata a casa.

Uno stile semplice e scorrevole, che non ti fa divorare il romanzo, ma te lo fa godere a poco a poco, assaporando ogni momento in cui Lara Jean inizia a non avere paura e in cui comincia a lasciarsi andare all’amore, in ogni sua sfumatura.

Ma.

Già, c’è un “ma”. Il finale aperto. Ho visto il film di Netflix (in cui tutto è spiegato molto bene) e so che ci sono i sequel, quindi intuisco cosa farà la protagonista, ma nel libro tutto ciò non viene mostrato. Lara Jean scrive un’ennesima lettera d’amore e si intuisce che la farà leggere alla persona indirizzata, ma avrei voluto vederlo, e questo non è accaduto. D’altro canto ho apprezzato la circolarità del romanzo: tutto inizia e finisce con una lettera d’amore.

Un libro che consiglierai a chiunque è spaventato dai nuovi inizi e dai sentimenti: Lara Jean e il suo romanticismo vi faranno passare la paura.

Voto: 4/5

Playlist:

-Lover; Taylor Swift

-Heart attack; Demi Lovato

-Shallow; Lady Gaga ft Bradley Cooper

-Goddess; Avril Lavigne

 

domenica 17 gennaio 2021

RECENSIONE "il labirinto degli spiriti" di Zafon

 


Buongiorno lettori, gennaio sta quasi per finire e non è da crederci: gli altri anni mi sembrava che questo mese non finisse mai, ed invece sta quasi terminando.

Oggi vorrei parlarvi di un libro e di un autore che mi sono entrati nel cuore: il labirinto degli spiriti di Zafòn. Si tratta dell’ultimo libro della saga del Cimitero dei libri dimenticati. La famiglia Sempere è al centro della storia di ognuno dei quattro testi; l’autore va avanti e indietro per analizzare la storia di mistero che circonda la famiglia Sempere, librai di generazioni e generazione.

Con “il labirinto degli spiriti” la loro avventura termina e con loro se ne va via un pezzo del mio cuore. In quest’ultimo passaggio della storia, tutto quello che non si era compreso fino ad adesso, troverà un senso. E sarà Alicia Gris a darlo. Si tratta di un personaggio che arriva dal passato di Fermìn, e più di questo non dico, dovrete comprare il libro per scoprirlo. Alicia è il pezzo mancante al puzzle della saga del cimitero dei libri dimenticati.

All’inizio del romanzo, non si capisce molto: è tutto confusionario e non capisco cosa viene detto e quali personaggi vengono introdotti. Poco si comprende dei legami che uniscono tutti quanti. Pagina dopo pagina la storia entra nel vivo e campirete sempre di più.

Qualsiasi cosa racconti, Zafòn vi farà perdere la testa e non riuscirete più a mettere il libro giù. Ogni parola vi incanterà come non mai e non ho mai letto nessun autore che riuscisse ad unire capacità di scrivere in maniera sublime e capacità di narrare le storie. Carl Louis Zafòn è il miglior storyteller che io abbia mai letto.

Voto: 5/5

Playlist:

-Lover; Taylor Swift

-Mad woman; Taylor Swift

-People help the people; Birdy

-Second chances; Imagine Dragons

-Been through it all; MGK

domenica 10 gennaio 2021

RECENSIONE "Dash and lily's book of dares" di Rachel Cohn e David Levithan


Il natale è passato tra troppo poco tempo, già mi manca e non c’è modo migliore di ricordarlo che con un bel libro che ha il suo centro sul Natale: Dash and Lily’s book of dares, di Rachel Cohn e David Levithan. Netflix ne ha pubblicato una mini serie molto carina (potete leggere quello che ne penso qui).

Dash e Lily sono due amanti dei libri, ma sono diversi in un’unica grande cose che li porterà quasi a separarli: Lily ama il Natale, per lei è l’incarnazione della speranza, della gioia e della bontà. Per Dash il Natale è un giorno come un altro: si tratta di un’occasione per fingersi persone migliori, ma non per esserlo.

Dash e Lily non si conoscono ma Lily è stanca di stare da sola, vuole andare oltre i suoi limiti e suo fratello ha la soluzione giusta per lei: scrivere ad una persona attraverso un notebook. Scrive un indovinello che solo una persona audacie e amante dei libri potrebbe risolvere. Lascia il notebook nella sua libreria preferita, e sarà Dash a rispondere al suo messaggio. Da questo momento in poi i due si sfideranno ad uscire reciprocamente dalla loro comfort zone e per migliorarsi, ogni giorno di più.

Ne nascerà una bella storia (d’amore o amicizia che sia)? Dovete leggere il libro per scoprirlo.

La storia di Dash e Lily ha dei tratti infantili: si tratta di un romanzo che farei leggere a chi inizia, nella preadolescenza, ad avvicinarsi alla lettura, e in particolar modo agli young adult. Adatto per chi ama il Natale e per chi lo odia, perché sì: la magia di Dash e Lily potrebbe farvi cambiare idea.

Un libro a quattro mani, non avevo mai letto un’opera di questo tipo, e non mi è dispiaciuto: i due personaggi, grazie all’intervento di due autori, sono ben caratterizzati ed è molto semplice per il lettore immedesimarsi nei due, o in qualunque degli altri personaggi.

Non è tipo di storia che leggerei di norma perché molto infantile, si tratta di una storia tra ragazzi piccoli, ed è rappresentata nella sua più totale dolcezza ed innocenza. Ma Dash e Lily hanno contribuito a rendere più magico il mio Natale, in quest’anno in cui tutto è stato più spento. Dash e Lily hanno contribuito ad accendere una piccola luce nel periodo buio che stiamo (purtroppo) ancora vivendo.

Uno stile molte semplice, e a tratti carico di ironia, soprattutto se a pronunciare certe espressioni è Dash; vale lo stesso per il lessico utilizzato: l’ho letto in inglese e non l’ho trovato molto complesso, ed è adatto a chi vuole migliorare il proprio inglese, anche se di partenza non ha un’ottima base.

Voto: 3.5/5



Playlist:

-Santa tell me; Ariana Grande

-All I want for Christmas is you; Mariah Carey

-Safety pin; 5SOS

-I don’t even know your name; Shawn Mendes

-Love story; Taylor Swift


domenica 27 dicembre 2020

RECENSIONE "A christmas carol" di Charles Dickens

 


Buongiorno lettori, il periodo natalizio è quasi terminato, metà delle feste sono lontane da noi ma io non smetterò di parlare di Natale fino al 6 gennaio, quindi arrendetevi pure amici miei.

Per questo motivo oggi vi voglio parlare di un libro che mi ha entusiasmata in questo periodo natalizio: A christmas carol di Charles Dickens, il miglior autore vittoriano. Tempo fa provai a leggere “Oliver Twist” ma non riuscii a finirlo, causa probabile la mia giovane età (credo). Quest’anno, quindi, ho voluto dare un’altra possibilità al caro Dickens.

A christmas carol è stato un breve racconto che mi ha affascinata: un uomo, Scrooge, pensa solo al denaro, al guadagno e non sente più lo spirito natalizio da molo tempo ormai. Ma nulla è mai davvero perduto: i miracoli sono l’ingrediente segreto del Natale. L’uomo, infatti, capisce a quella misera fine è destinato quando tre fantasmi del natale passato, presente e futuro gli faranno visita. La vita di Scrooge cambierà radicalmente ed è soprattutto di questo che voglio parlarvi oggi, certo Dickens è uno scrittore magnifico, in grado di entrare ne cuore delle persone ed è stato capace, attraverso le sue parole, a descrivere l’Inghilterra vittoriana in ogni sua peculiarità; ma Dickens è molto più di questo: in un natale così strano come questo, l’autore mi ha insegnato il valore di questo periodo dell’anno. Ho pensato a chi non ha potuto abbracciarsi, a chi ha perso qualcuno di caro, a chi lotta per la vita proprio in questi stessi istanti. Ma Dickens mi ha fatto soprattutto pensare a chi non ha amore nella sua vita in questo momento: c’è sempre la possibilità che le cose cambino e per il meglio. Non arrendetevi mai, la luce si può trovare nei momenti più bui.

Grazie a questo meraviglioso scrittore che in poche pagine mi ha insegnato questo e molto altro.

Buone feste a tutti voi, cari lettori.

Voto: 5/5

Playlist:

last christmas-Mariah Carey

santa tell me-Ariana Grande

christmas tree-Taylor Swift

it’s beginning to look a lot like christmas-Michael Bublè

domenica 13 dicembre 2020

RECENSIONE "the shadow of night" di Deborah Harkness

 


Buongiorno lettori! Il Natale si avvicina sempre di più e oggi vorrei parlarvi del secondo libro di una saga molto affascinante: The shadow of Night di Deborah Harkness.

In questo volume, Matthew e Diana sono nella Londra del 1500 e ne vivranno delle belle, per poi ritornare nel mondo contemporaneo alla fine del romanzo.

Questa saga prometteva molto bene, ma qualcosa doveva per forza andare storto.

SPOILER ALERT

Tutta la prima parte è noiosa e priva di contenuti, potevano essere tagliate le mille scene in cui i due ci danno dentro (l'abbiamo capite che siete innamorati, ma c'è un libro da trovare e il mondo da salvare).  Poi, appena pensano di aver figlio ecco che taaaaac Diana rimane incinta, perché accade così, in due minuti, appena si spera di diventare genitori.

La prima metà del libro non tratta di granché e non so quante volte ho desiderato di porre fine a quell'agonia. Ma.

Esatto, c'è un "ma". La seconda parte è a dir poco entusiasmante: Diana non è solo una strega, ma è molto più di tutto ciò, e il passato di Matthew non fa altro che ritornare di continuo a distruggere la felicità momentanea che i due hanno raggiunto.

Molto interessante la seconda parte ma non mi sono sfuggiti gli elementi misogini: Matthew si arrabbia ed entra nel panico se sente il profumo di un'altra persona su Diana. Qualsiasi persona. Donna, uomo, bambino e pure Babbo Natale (scherzo, era tanto per rimanere in tema). Siamo nel 2020 o no? Deborah, dovresti saperlo che non è amore se si arrabbia per del profumo e che la scusa "i vampiri sono possessivi" giustifica un po' quegli uomini che possessivi lo sono per davvero. Certe tematiche sono importanti e un libro così mainstream non può sorvolare e giustificare determinate reazioni. Svegliaaaaa, ce la possiamo fare ad evolverci.

Freccia scoccata a favore di Deborah: lo stile ci mostra quanto impegno e quanto sia talentuosa la scrittrice, ma il successo del secondo libro potrebbe aver influenzato negativamente la stesura del secondo libro.

Eppure Deborah, ti vogliamo bene ma potevi fare di meglio, un libro è bello se è così sempre, non solo se lo è la seconda parte.

3.5/5



Playlist:

•Love story; Taylor Swift

•Can't keep my hands off you; Imagine Dragons

•Paper rings; Taylor Swift

•Half a heart; 1D

domenica 29 novembre 2020

RECENSIONE "memorie di una geisha" di Arthur Golden

 

Buongiorno lettori! Questa è l'ultima domenica di novembre, è un periodo perfetto per parlare del libro di oggi: memoria di una geisha, di Arthur Golden, pubblicato nel 1997. La cultura giapponese è molto interessante, mi ha sempre affascinante e leggere questo libro mi ha avvicinata ad essa.

Chiyo è ancora molto piccola quando suo apdre vende lei e sua sorella ad un uomo, perché diventino Geishe. Geishe, non prostitute, e la differenza in Giappone è sentita. 
Chiyo dovrà affrontare mille ostacoli e sarà più volte sul punto di cadere, perché la vita delle geishe è più dura di quanto pensasse: ricca di insidie e invidia, ma Chiyo ci proverà con tutta se stessa.
//
Per tutta la durata del libro ho pensato che si trattasse di una storia vera, anche se l'autore era stato chiaro fin da subito: le fonti erano vere, nomi, personaggi e storie un po' meno. Ma anche se non vera, non significa che la storia fosse falsa: qualsiasi geisha avrebbe potuto vivere quello che Chiyo ha vissuto.
Un romanzo dai modi cortesi, mi dava calma mentre lo leggevo; l'autore ha descritto in modo dettagliato la cultura giapponese e delle geishe, il tutto realizzato dal punto di vista di una bambina, e poi di una giovane donna. Leggere questo libro è stato come vivere il percorso personale di Chiyo. 
L'inizio è un po' lento ma questo ritmo dura poco, il giusto per arrivare dritto al cuore della storia.
Ve lo consiglio assolutamente, da leggere in un momento di calma e per staccare da tutto il resto.
Voto: 4/5

Playlist:
•Bad blood; Taylor Swift
•Battle cry; Imagine Dragons
•Been through it all; MGK
•Birdie; Avril Lavigne

domenica 15 novembre 2020

RECENSIONE "After 2" di Anna Todd

 


Buona domenica lettori!

Quando avevo 14 anni, una mia compagna di liceo mi aveva detto di leggere After. Al tempo i libri non c'erano ancora, e passai la notte a leggere il primo libro della saga.

Ad oggi credo di essere arrivata al terzo libro, ma non ricordo nulla. Vista la mia perplessità, una volta cresciuta, nei confronti sia dei libri che dei film, ho pensato di fare entrambe le cose: leggere e guardare. In fondo, non si può criticare senza conoscere per davvero la materia che si sta per giudicare.

Oggi vi parlo del secondo libro della saga.

Abbiamo lasciato Hardin e Tessa separati, la ragazza non voleva più avere a che fare con Hardin: l'aveva ferita.

SPOILER ALERT

Niente da fare, Tessa lo ha perdonato (ma dai, che notizia shock) nonostante la crudeltà del gesto: l'amore non è solo, o prevalentemente sofferenza, ma l'amore è più gioia e serenità che altro. Se non provate queste emozioni, questa serenità, allora scappate, non fate come Tessa. 

Forse Hardin non abusa mai fisicamente di lei, ma emotivamente? Tirano fuori il peggio l'una dell'altro e invece di separarsi, si attraggono come calamite, nell'ultimo disperato tentativo di farcela. Ma non è resilienza, è ben altro.

After we collided è un bel libro, se togliessimo tutto la tossicità, non è poi scritto così male, anzi. Ma quello che salta all'occhio è la dipenda dei protagonisti, mentre l'amore (quello vero) non è dipendenza. 

Questa rappresentazione dei sentimenti così malsani ha rovinato uno young adult potenzialmente bello, ed invece no: Anna Todd ha voluto spegnere la candela del buon libro. Pace, è stata una sua scelta.

After 2 è una riproposizione degli stessi pattern del primo (e sospetto dei successivi) libro: litigano, lui ritorna, fanno pace come se nulla fosse, con la promessa di un futuro migliore.

Confrontando il libro con il film (di cui parlerò sulla mia pagina instagram Blognuovimondi) ci sono delle differenze che voglio mettere in evidenza anche qui: Tessa, nei libri, per quanto viva una situazione orribile, è molto più forte, nel secondo film, invece, Tessa corre da Hardina appena quest'ultimo ritorna sui suoi passi: ma farsi aspettare? Ma l'orgoglio personale?

In realtà, il secondo film è un 365 giorni un po' più soft, ma non è questa la sede in cui ne parlerò.

In definitiva, After mi ha deluso, ma non troppo rispetto alle mie aspettative. Peccato che sarebbe potuta andare decisamente meglio.

Voto: 3/5



Playlist:



•Exile; Taylor Swift

•Off the table; Ariana Grande

•Love was made to break; Andy Black

•Apologize; One Republic

•If you want my love; Little mix

domenica 8 novembre 2020

RECENSIONE "Stupro" Joanna Bourke


Buona domenica lettori!
In questo periodo di quarantena (per me) leggere è una delle poche cose che riescono a risollevare il mio morale. 
Da qualche mese mi sto dedicando alle letture di saggi femministi e la mia visione sull'argomento si sta ampliando sempre di più; oggi vi parlo di "stupro" di Joanna Bourke, uscito nel 2009. Una mia amica che frequenta sociologia mi ha consigliato questo libro (introvabile).
Si tratta della storia dello stupro dal 1860 ad oggi. È un titolo molto forte che l'autrice sceglie con cura, e la narrazione lo è altrettanto. Ci sono stati dei momenti in cui ho dovuto chiudere le pagine, prendermi una pausa e poi ritornare a leggere.
La studiosa si concentra anche sulla violenza sulle bambine, sulle malattie sessualmente trasmissibili, e scrive anche dei metodi di punizione per gli stupratori, come questi si sono evoluti nel corso del tempo e della concezione della donna, dello stupro e come di questo sia stato considerato socialmente in passato ed oggi.
Il primo di questi argomenti è stato abbastanza cruento, quindi per chi di voi fosse particolarmente sensibile sconsiglierei di leggere quelle pagine; d'altronde Joanna Bourke dice una verità, che seppur scomoda, dovrebbe essere raccontata e conosciuta.
Non credo di aver letto mai un saggio così approfondito e denso, per questo ho impiegato diverso tempo a leggerlo ma non me ne pento.
Inoltre ci sono molte storie vere descritte, molto profonde e che fanno riflettere.
Come avevo già accennato sulla mia pagina instagram ( blognuovimondi ), non è adatto a chi inizia ora a leggere libri femministi ma magari è più adatto a chi già sa qualcosa sul tema.
4/5


(Per i saggi femministi, preferisco non inserire una playlist)
Alla prossima!

domenica 1 novembre 2020

RECENSIONE "the vagina monologues" di Eve Ensler


Il femminismo è uno dei temi che più mi sta a cuore e sono molto contenta del fatto che giorno dopo giorno il femminismo aiuta così tante donne. È un safe space per tutte noi, è una rivoluzione che sta portando (e porterà) grandi cambiamenti.
Da poco tempo mi sono avvicinata ai gender studies, e sto iniziando a leggere sempre più saggi femministi. 
Di recente, mi sono imbattuta su un'opera ancora più interessante: the vagina monologues di Eve Ensler. Si tratta di un'opera teatrale; devo ammettere la verità: non sono una grande fan di queste ultime, preferisco guardarle a teatro che leggerle, la lettura non riesce a rendere (solo in questo caso!) la bellezza di uno spettacolo teatrale.
Ritornando a "the vagina monologues", bisogna dire che è stato divertente leggerla. La rileggerei in questo momento. Depilazione, sesso e molto di più: tutte esperienze di donne che parlano di ciò che è accaduto loro personalmente. Eve Ensler riesce a rendere il tutto aggiungendo una buona dose di ironia che conferisce all'opera un aspetto leggero, anche se gli argomenti trattati sono in realtà complessi e ancora oggi dividono il mondo in due.
È un libro piuttosto corto ed è ottimo per chi vuole avvicinarsi ai gender studies ma vedendo in libreria dei tomi grossi si spaventa e ritorna in dietro. Tha vagina monologues fa al caso vostro.
È entrato nella top ten dei miei libri preferiti e non vedo l'ora di avere l'occasione di rileggerlo.
5/5


Playlist:
•Mad woman; Taylor Swift
•Free woman; Lady Gaga
•Positions; Ariana Grande
•She; Selena Gomez
•Motive; Ariana Grande

lunedì 26 ottobre 2020

RECENSIONE "Il buio oltre la siepe" di Harper Lee


"Il buio oltre la siepe" è un dei tanti libri presente in una lista di 100 libri che vanno letti almeno una volta nella nostra vita. Non so quando terminerò la lista, ma sto cercando, pian piano, di leggere questi libri. Qualcuno di essi mi colpisce di più, altri di meno. Il buio oltre la siepe è uno di quelli che hanno centrato il mio cuore.
L'ho preso in prestito quest'estate, e, lista o meno, volevo leggerlo da tanto tempo.
All'inizio è stato molto lento quasi da lasciarlo sul comodino e basta, ma ho resistito, volevo entrare nel cuore della storia e l'ho fatto: una storia di razzismo, visto dagli occhi di una bambina che trova innaturale e sbagliato che un uomo di colore che tutti sanno innocente, viene condannato solo per il colore della pelle.
Ci troviamo in Alabama, negli anni Trenta.
Una storia che tutti dovremmo leggere e io ho deciso di farlo quando le rivolte negli USA per ciò che era accaduto a George Floyd (e non solo a lui) erano nel mirino dei media. Non c'è un modo migliore di lottare il razzismo partendo dalle basi: da un libro narrato dal punto di vista di una bambina, perché è in questo modo che si capisce l'ingiustizia e la fatica che la comunità delle persone di colore deve vivere sulla propria pelle ogni singolo giorno.
"Il buio oltre la siepe" è un romanzo dolce, un po' lento all'inizio e solo dopo diversi capitoli si entra nel vero della storia. Avrei preferito aver centrato prima il punto, piuttosto che di parlare di tante cose prima, cose che non riguardano l'argomento centrale e che rallentano la narrazione.
Una volta entrati nel vivo della storia, però, non potrete metterlo giù. Vi farà arrabbiare e piangere e, cosa più importante, capire e crescere.
Voto: 4/5
Playlist: 
•How to save a life; The Fray
•Dancing with out hands tied; Taylor Swift
•Invisible; 5SOS
• Me against the world; Simple Plan
•Vengo dalla Luna; Maneskin

domenica 11 ottobre 2020

RECENSIONE "Il prigioniero del cielo" di Zafón


È autunno, non c'è niente di meglio di un buon libro e una tazza di tè fumante tra le mani.
Nonostante si abbia meno tempo in autunno/inverno, è più romantico (in tutti i sensi) leggere durante queste stagioni.
Oggi vi voglio parlare di un libro che porta con sè un'atmosfera autunnale: il prigioniero del Cielo di Zafòn.
È il penultimo romanzo della saga del Cimitero dei libri dimenticati e non vedo l'ora di terminare questa saga.
L'ho letto (purtroppo) quest'estate, ero in vacanza e al mare non amo leggere; non sono riuscita a godermi a pieno questo libro ma voglio rimediare al più presto e rileggerlo, proprio in occasione dell'acquisto dell'ultimo pezzo della saga.
In "il prigioniero del cielo" c'è un salto in avanti. Il protagonista è Daniel Sempere, sposato e padre di un bimbo, che ora dirige la libreria di famiglia. Personaggio su cui si incentra la storia è Fermín, in quanto un uomo ambiguo entrerà nella libreria, acquisterà una preziosa copia de "il conte di Montecristo", e Sempere scoprirà come la vita di Fermin, a causa di quel libro, si intrecci a quello di sua madre, ormai morta da tempo, e dello scrittore maledetto David Martín. Daniel indagherà sul suo amico Fermín, e si imbarcherà in una nuova avventura ricca di mistero che porterà Daniel a scoprire molto su se stesso e sulle persone che gli sono attorno.
Trama complicata, con sfondo Barcellona,  che non può non attrarvi: mistero, magia, amore e passione si legano all'interno di una storia che poche altre volte ho incontrato nella mia (breve) vita di lettrice.
Una scrittura così fluida che incanta e permette al lettore di lasciare la realtà per un po' e abbandonarsi ai misteri di una Barcellona ancora tutta da scoprire.
Zafón non delude mai, e non lo ha fatto nemmeno questa volta.
Voto: 5/5


Playlist:
•You found me; the Fray
•Been through it all; MGK
•Better; Zayn
•Camouflage; Selena Gomez

domenica 20 settembre 2020

RECENSIONE "il mondo di Sofia" di Jostein Gaarder

Buongiorno a tutti lettori!
Come è andata questa settimana? La mia impegnativa (l'università è riniziata e ritornano i cari vecchi libri di cui fare i riassunti).
Tornando invece a libri non da studiare, ma da leggere, oggi vorrei parlarvi di un libro per il quale provavo grandi aspettative: il mondo di sofia di Jostein Gaarder.
Sofia è una ragazza adolescente che non sa nulla della filosofia, ma un giorno le vengono ricapitate lettere, alcune delle quali non sembrano nemmeno destinate a lei, ma ad un'altra ragazza. Parte di queste lettere sono di un uomo (il cosidetto "capitano"), le altre sono del suo nuovo insegnante di filosofia, che, per l'appunto, inizia ad insegnare filosofia. Però Sofia non capisce l'arrivo di queste lettere, non conosce né l'identità del suo insegnante di filosofia, né del capitano. Ma è pronta a capirci di più, e per farlo dovrà prima imparare il pensiero dei grandi filosofi.
//
A primo acchito questo libro mi aveva stuzzicata: avevo pensato che sarebbe stato interessante da leggere, la filosofia è affascinante e se viene inserita all'interno di un romanzo lo sarebbe diventata ancora di più. In realtà mi sbagliavo, e di grosso.
La teoria dei vari filosofi non viene presentata in maniera interessante, anzi, sembra di leggere un qualsiasi manuale scolastico; lo stile in generale è pesante e molto ripetitivo. Delle volte viene usato un linguaggio per bambini, oppure vengono presentati fatti che sono ovvi, e che quindi non andrebbero esplicitati.
L'autore ha cercato (senza riuscirci) di rendere stimolante lo studio della filosofia; credo che il più grande errore sia stato inserire il pensiero dei maggiori filosofi all'interno di una storia romanzesca molto noiosa e priva di stimoli. Molte volte mi perdevo ed è stato una grande fatica leggerlo.
Non lo consiglio per nulla. Forse ad un pubblico di persone di 13/14/15 anni al massimo ma anche in questo caso non credo proprio si possa trattare di una lettura soddisfacente.
Voto: 2/5
Playlist: 
•Black magic; little mix
•Paint the town green; the script
•Preacher; one republic
•

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