In questo blog troverete per lo più recensioni di libri e film, ma non mancheranno anche degli articoli su temi che mi stanno a cuore. Buona lettura.
giovedì 29 aprile 2021
RECENSIONE "Shadowhunters e gli Angeli caduti" di Cassandra Clare
domenica 18 aprile 2021
RECENSIONE di "Shadowhunters e la città di vetro"
domenica 11 aprile 2021
RECENSIONE "Frankenstein" di Mary Shelley
domenica 21 marzo 2021
RECENSIONE "Città di cenere" di Cassandra Clare
domenica 7 marzo 2021
RECENSIONE "Milk and Honey" di Rupi Kaur
Buongiorno lettori!
Nuovo mese, nuovi ed interessanti libri. Voglio iniziare questo marzo, il mese della primavera, con quello che è divenuto uno dei miei libri preferiti: Milk and Honey di Rupi Kaur. Si tratta di un libro di poesie, uno dei pochi che io abbia letto.
Il motivo per il quale non leggo spesso poesie è perché la poesia è un'arte pregiata, non sempre si capisce e voglio essere sicura di riuscire a comprendere le parole che leggo.
Rupi Kaur non mi era sconosciuta, anzi, avevo letto su internet qualche sua poesia ma leggere l'intero corpo di testi è stata una sensazione totalmente diversa. E le sue parole mi hanno conquistata fin dalla prima pagina.
"Milk and Honey" è una sua auto pubblicazione, tra l'altro illustrata, del 2014. E' diviso in quattro sezioni ognuna delle quali affronta temi molti delicati: lo stupro, la solidarietà femminile, l'amore, il dolore, il femminismo ed altri altrettanto importanti.
Le parole dell'autrice colpiscono nella loro semplicità: parlano dritto al cuore e non so quante poesie mi hanno fatto venire i brividi. Rupi e le sue poesie saranno un porto sicuro ogni qual volta mi andrà di essere consolata, di sentirmi ispirata e quando avrò bisogno di una dose di incoraggiamento per prendere delle decisioni.
La lunghezza delle poesie è solitamente breve, ma non mancano altre più lunghe, per lo più riguardanti il suo rapporto con il padre e con l'amore.
Attraverso le quattro sezioni, si affronta un viaggio di crescita personale in cui Rupi accompagna se stessa e i suoi lettori alla ricerca del benessere, dell'amore verso gli altri e verso di noi. Perché amarsi non è egoistico, è necessario. E questo l'autrice lo fa presente più di una volta.
La poetessa è schietta: non ha peli sulla lingua e chiama le cose con il loro nome; all'inizio questo suo essere così diretta mi ha destabilizzata, ma poi ho iniziato a capire l'importanza di essere sinceri. Coprire qualcosa con il velo e chiamarla in modo diverso aumenta lo stigma e la paura verso la cosa stessa.
Parole non solo affilate, ma dolci come il miele. Prima ti feriscono, colpendoti nell'intimità facendoti capire cose che forse non avresti voluto comprendere, e poi ti guariscono con la loro tenerezza.
Insomma, una raccolta di poesie che mi è entrata nel cuore e dal quale non ne uscirà facilmente.
Consiglio la lettura a un pubblico per lo più dai 20 anni di età, vista la delicatezza di alcune tematiche trattate.
Buona lettura!
Voto: 5/5
Playlist:
-Treat myself; Victoria Justice
-Just a little bit of your heart; Ariana Grande
-The man; Taylor Swift
-Treat people with kindness; Harry Styles
-Dying in LA; Panic! at the Disco
domenica 21 febbraio 2021
RECENSIONE "Shadowhunters città di ossa"
Buongiorno lettori, come sta andando il 2021 fino ad adesso? Io mi sto preparando per l'inizio dei nuovi corsi in Università!
Oggi vorrei parlarvi di un libro che mi tanto a cuore: Shadowhunters e la città di ossa, il primo della saga di Shadowhunters scritta da Cassandra Clare. Avevo letto l’intera saga qualche anno fa grazie ad una mia compagna di classe e mi era entrata nel cuore, e volevo rileggerla per riuscire ad aggrapparmi ancora una volta a quelle emozioni.
Città di ossa parla di una mondana (chi non fa parte del mondo nascosto, ovvero gli esseri umani senza poteri di alcun tipo), Clary, che inizia a vedere e a disegnare cose che non dovrebbe. Fin quando quello che vede non la porta a scontrarsi con degli occhi azzurri, occhi appartenenti ad un ragazzo che aveva appena ucciso un uomo. O meglio, Clary vedeva un uomo, ma si trattava in verità di un mostro, di un demone. Quando i loro occhi si incontrano, Jace capisce che non si tratta di una mondana qualsiasi: Clary è una shadowhunter, caccia demoni come lui, altrimenti non avrebbe potuto vedere lui e i suoi compagni di squadra all’opera.
Clary pian piano viene catapultata nel mondo dei cacciatori di demoni: molte saranno le delusioni, le sofferenze ma finalmente Clary ha capito chi è. Prima si sentiva fuori luogo, ora si trova dove era destinata ad essere.
Il mondo degli shadowhunters creato da Cassandra è pura magia: un urban fantasy che non può assolutamente mancare nella vostra liberia. Fan di Harry Potter e Twilight: questo libro per voi, non potete non leggerlo nella vostra vita. Lo stile di Cassandra è squisito, non potrete assolutamente staccare gli occhi dalle pagine e divorerete i sei libri in men che non si dica. Una storia ricca di dettagli che vi farà innamorare, un mix tra amore, guerra e magia che la scrittrice ha creato pensando a tutto, non tralasciando fuori nulla.
Nonostante possa sembrare a primo acchito la solita storiella adolescenziale, lasciate che vi dica una cosa: shadowhunters può insegnarvi molte cose, vi può far immergere in un mondo in cui ritroverete voi stessi, staccando dalla realtà quotidiana.
Voto: 5/5
P.S. Guardate il film, non la serie tv, c’è Lily Collins che interpreta Clary, e nessuna avrebbe potuto fare miglior lavoro di lei.
Playlist:
-Give your heart a break; Demi Lovato
-Love story; Taylor Swift
-Falling; Harry Styles
-Don’t let it break your heart; Louis Tomlinson
domenica 7 febbraio 2021
RECENSIONE "La legge dell'attrazione" di Esther e Jerry Hicks
Buongiorno lettori! Siamo già quasi alla metà di febbraio ed è da non crederci come il tempo passa veloce veloce. Quasi non ci accorgiamo dei giorni che si succedono.
mercoledì 27 gennaio 2021
RECENSIONE "la tregua" di Primo Levi
La giornata della memoria è qui. Un giorno in cui non bisogna dimenticare. Non bisognerebbe mai scordare, per nessuno dei 365 giorni che compongono l'anno. Ma il 27 gennaio dobbiamo riunirci tutti per commemorare le vittime dell'Olocausto. Vittime della follia di un uomo-sì, va chiamato uomo-e del potere dal quale i suoi alleati erano accecati. Tutti sapevano e nessuno ha parlato: è stata l'omertà la più grande alleata di Hitler.
Primo Levi, per le sue origini ebraiche, è stato catturato e mandato ad Auschwitz. Non è morto per le mani dei tedeschi, né per il lungo e stremante viaggio di ritorno, ma per la sua stessa mano e mente, offuscata e distrutta dal dolore e dalla disumanità che ha vissuto nel campo di concentramento.
Il libro di cui vi voglio parlare oggi è La tregua, il secondo volume, preceduto da "Se questo è un uomo", in cui Levi e i suoi compagni vengono liberati dall'armata russa. Ci vogliono ancora parecchi mesi per ritornare a casa e solo perché è stato liberato non significa che il suo incubo è finito, anzi. Più volte rischierà di morire, e non solo lui, e più volte dovrà faticare per sopravvivere, per ottenere acqua e cibo e dei vestiti.
Durante questa Odissea, Levi incontra molte persone che lo aiutano e lo arricchiscono in un modo o nell'altro e sembra quasi aver ritrovato l'umanità e il calore umano che il campo di concentramento gli aveva tolto. Ma il ricordo è vivo, ora più che mai. Levi ce lo spiega nelle ultime pagine del libro: è a Torino, è a casa, ma è solo in un ambiente spoglio in cui le pareti fredde non fanno altro che fargli venire in mente quello che lui ha vissuto. E' a casa, il suo corpo è a Torino, ma la sue mente e la sua anima non dimenticano e non possono cancellare quello che gli è accaduto. Durante il viaggio di ritorno, era sempre in compagnia, ora che si trovava da solo, non poteva fare a meno di pensare. E a volte sono i nostri stessi pensieri che ci distruggono lentamente e ci portano alla deriva. Primo Levi ha posto fine alla sua vita il giorno 11/4/1987, e ha spento così i suoi pensieri.
Un libro straziante che in alcuni punti faceva intravedere ai lettori un barlume di speranza. Speranza di cui Levi e i suoi compagni avevano bisogno. Tutti loro avevano il desiderio di ricominciare da capo e di dimenticare quello che gli era successo. Ma la memoria è un bene prezioso che dobbiamo preservare a tutti costi, e Levi lo fa di continuo dopo il suo ritorno: parla di quello che i nazisti gli hanno portato via nei libri e nelle scuole. Perché, nonostante tutto, non bisogna mai dimenticare.
Leggere Primo Levi mi costa sempre perché devo sedermi e fare i conti con il privilegio in cui la mia vita è sommersa, ho vestiti, cibo, una famiglia che mi ama, degli amici di cui non potrei fare a meno, nessuno mi minaccia o tortura per le mie origini, il colore della mia pelle, la mia religione e i miei ideali politici. Dovrebbero essere diritti, ma di fatto non è così, si tratta di privilegi di cui ancora troppe persone sono prive e che la comunità ebraica, incluso Levi, non aveva.
Al contrario di quello che si può pensare, Hitler ha rubato le persone della loro dignità poco tempo fa: non sono passati nemmeno cento anni dalla strage della Seconda Guerra Mondiale, e nessuno di noi può permettersi di dimenticarsi, mai.
Non darò una valutazione a "la tregua" ma vi consiglio di sedervi comodi sul vostro divano e di immergervi nel passato cruento di Primo Levi.
domenica 24 gennaio 2021
RECENSIONE "to all the boys I've loved before" di Jenni Han
“To all the boys I’ve loved before” (tutte le volte che ho detto ti amo, in italiano” di Jenny Ho racconta la storia di Lara Jean, adolescente innamorata dell’amore, ma che non è mai stata in una relazione per davvero. L’amore è bello ma è altrettanto spaventoso. I libri, così pensa Lara Jean, sono più semplici: puoi innamorarti di un personaggio, di una storia d’amore ma non soffrirai mai.
Lara Jean si è innamorata di soli 5 ragazzi: ha scritto ad
ognuno di loro una lettera; però non le ha mai spedite perché spaventata. Una
di queste era per Josh, il suo migliore amico, ma anche, e soprattutto il
ragazzo di sua sorella Margot, il suo punto di riferimento dopo la morte della
madre. Un giorno queste lettere vengono spedite, ma non da Lara Jean, la cui
vita è destinata d’altro canto a cambiare.
Ho visto me stessa in Lara Jean più e più volte: l’amore fa
soffrire, è inevitabile. E la sua storia mi ha rincuorata e mi ha dato speranza
come pochi libri nella mia vita.
In questo periodo sto sperimentando diversi tipi di letture,
è questo young adult così dolce, anche se a tratti un po’ infantile, mi ha
riportata a casa.
Uno stile semplice e scorrevole, che non ti fa divorare il
romanzo, ma te lo fa godere a poco a poco, assaporando ogni momento in cui Lara
Jean inizia a non avere paura e in cui comincia a lasciarsi andare all’amore,
in ogni sua sfumatura.
Ma.
Già, c’è un “ma”. Il finale aperto. Ho visto il film di
Netflix (in cui tutto è spiegato molto bene) e so che ci sono i sequel, quindi
intuisco cosa farà la protagonista, ma nel libro tutto ciò non viene mostrato.
Lara Jean scrive un’ennesima lettera d’amore e si intuisce che la farà leggere
alla persona indirizzata, ma avrei voluto vederlo, e questo non è accaduto.
D’altro canto ho apprezzato la circolarità del romanzo: tutto inizia e finisce con
una lettera d’amore.
Un libro che consiglierai a chiunque è spaventato dai nuovi
inizi e dai sentimenti: Lara Jean e il suo romanticismo vi faranno passare la
paura.
Voto: 4/5
Playlist:
-Lover; Taylor Swift
-Heart attack; Demi Lovato
-Shallow; Lady Gaga ft Bradley Cooper
-Goddess; Avril Lavigne
domenica 17 gennaio 2021
RECENSIONE "il labirinto degli spiriti" di Zafon
Buongiorno lettori, gennaio sta quasi per finire e non è da crederci: gli altri anni mi sembrava che questo mese non finisse mai, ed invece sta quasi terminando.
Oggi vorrei parlarvi di un libro e di un autore che mi sono
entrati nel cuore: il labirinto degli spiriti di Zafòn. Si tratta dell’ultimo
libro della saga del Cimitero dei libri dimenticati. La famiglia Sempere è al
centro della storia di ognuno dei quattro testi; l’autore va avanti e indietro
per analizzare la storia di mistero che circonda la famiglia Sempere, librai di
generazioni e generazione.
Con “il labirinto degli spiriti” la loro avventura termina e
con loro se ne va via un pezzo del mio cuore. In quest’ultimo passaggio della
storia, tutto quello che non si era compreso fino ad adesso, troverà un senso.
E sarà Alicia Gris a darlo. Si tratta di un personaggio che arriva dal passato
di Fermìn, e più di questo non dico, dovrete comprare il libro per scoprirlo.
Alicia è il pezzo mancante al puzzle della saga del cimitero dei libri
dimenticati.
All’inizio del romanzo, non si capisce molto: è tutto
confusionario e non capisco cosa viene detto e quali personaggi vengono
introdotti. Poco si comprende dei legami che uniscono tutti quanti. Pagina dopo
pagina la storia entra nel vivo e campirete sempre di più.
Qualsiasi cosa racconti, Zafòn vi farà perdere la testa e
non riuscirete più a mettere il libro giù. Ogni parola vi incanterà come non
mai e non ho mai letto nessun autore che riuscisse ad unire capacità di
scrivere in maniera sublime e capacità di narrare le storie. Carl Louis Zafòn è
il miglior storyteller che io abbia mai letto.
Voto: 5/5
Playlist:
-Lover; Taylor Swift
-Mad woman; Taylor Swift
-People help the people; Birdy
-Second chances; Imagine Dragons
-Been through it all; MGK
domenica 10 gennaio 2021
RECENSIONE "Dash and lily's book of dares" di Rachel Cohn e David Levithan
Il natale è passato tra troppo poco tempo, già mi manca e non c’è modo migliore di ricordarlo che con un bel libro che ha il suo centro sul Natale: Dash and Lily’s book of dares, di Rachel Cohn e David Levithan. Netflix ne ha pubblicato una mini serie molto carina (potete leggere quello che ne penso qui).
Dash e Lily sono due amanti dei libri, ma sono diversi in
un’unica grande cose che li porterà quasi a separarli: Lily ama il Natale, per
lei è l’incarnazione della speranza, della gioia e della bontà. Per Dash il
Natale è un giorno come un altro: si tratta di un’occasione per fingersi
persone migliori, ma non per esserlo.
Dash e Lily non si conoscono ma Lily è stanca di stare da
sola, vuole andare oltre i suoi limiti e suo fratello ha la soluzione giusta per
lei: scrivere ad una persona attraverso un notebook. Scrive un indovinello che
solo una persona audacie e amante dei libri potrebbe risolvere. Lascia il
notebook nella sua libreria preferita, e sarà Dash a rispondere al suo
messaggio. Da questo momento in poi i due si sfideranno ad uscire
reciprocamente dalla loro comfort zone e per migliorarsi, ogni giorno di più.
Ne nascerà una bella storia (d’amore o amicizia che sia)?
Dovete leggere il libro per scoprirlo.
La storia di Dash e Lily ha dei tratti infantili: si tratta
di un romanzo che farei leggere a chi inizia, nella preadolescenza, ad
avvicinarsi alla lettura, e in particolar modo agli young adult. Adatto per chi
ama il Natale e per chi lo odia, perché sì: la magia di Dash e Lily potrebbe
farvi cambiare idea.
Un libro a quattro mani, non avevo mai letto un’opera di
questo tipo, e non mi è dispiaciuto: i due personaggi, grazie all’intervento di
due autori, sono ben caratterizzati ed è molto semplice per il lettore
immedesimarsi nei due, o in qualunque degli altri personaggi.
Non è tipo di storia che leggerei di norma perché molto
infantile, si tratta di una storia tra ragazzi piccoli, ed è rappresentata
nella sua più totale dolcezza ed innocenza. Ma Dash e Lily hanno contribuito a
rendere più magico il mio Natale, in quest’anno in cui tutto è stato più
spento. Dash e Lily hanno contribuito ad accendere una piccola luce nel periodo
buio che stiamo (purtroppo) ancora vivendo.
Uno stile molte semplice, e a tratti carico di ironia,
soprattutto se a pronunciare certe espressioni è Dash; vale lo stesso per il
lessico utilizzato: l’ho letto in inglese e non l’ho trovato molto complesso,
ed è adatto a chi vuole migliorare il proprio inglese, anche se di partenza non
ha un’ottima base.
Voto: 3.5/5
Playlist:
-Santa tell me; Ariana Grande
-All I want for Christmas is you; Mariah Carey
-Safety pin; 5SOS
-I don’t even know your name; Shawn Mendes
-Love story; Taylor Swift
domenica 27 dicembre 2020
RECENSIONE "A christmas carol" di Charles Dickens
Buongiorno lettori, il periodo natalizio è quasi terminato, metà delle feste sono lontane da noi ma io non smetterò di parlare di Natale fino al 6 gennaio, quindi arrendetevi pure amici miei.
Per questo motivo oggi vi voglio parlare di un libro che mi
ha entusiasmata in questo periodo natalizio: A christmas carol di Charles
Dickens, il miglior autore vittoriano. Tempo fa provai a leggere “Oliver Twist”
ma non riuscii a finirlo, causa probabile la mia giovane età (credo).
Quest’anno, quindi, ho voluto dare un’altra possibilità al caro Dickens.
A christmas carol è stato un breve racconto che mi ha
affascinata: un uomo, Scrooge, pensa solo al denaro, al guadagno e non sente
più lo spirito natalizio da molo tempo ormai. Ma nulla è mai davvero perduto: i
miracoli sono l’ingrediente segreto del Natale. L’uomo, infatti, capisce a
quella misera fine è destinato quando tre fantasmi del natale passato, presente
e futuro gli faranno visita. La vita di Scrooge cambierà radicalmente ed è
soprattutto di questo che voglio parlarvi oggi, certo Dickens è uno scrittore
magnifico, in grado di entrare ne cuore delle persone ed è stato capace,
attraverso le sue parole, a descrivere l’Inghilterra vittoriana in ogni sua
peculiarità; ma Dickens è molto più di questo: in un natale così strano come
questo, l’autore mi ha insegnato il valore di questo periodo dell’anno. Ho
pensato a chi non ha potuto abbracciarsi, a chi ha perso qualcuno di caro, a
chi lotta per la vita proprio in questi stessi istanti. Ma Dickens mi ha fatto
soprattutto pensare a chi non ha amore nella sua vita in questo momento: c’è
sempre la possibilità che le cose cambino e per il meglio. Non arrendetevi mai,
la luce si può trovare nei momenti più bui.
Grazie a questo meraviglioso scrittore che in poche pagine
mi ha insegnato questo e molto altro.
Buone feste a tutti voi, cari lettori.
Voto: 5/5
Playlist:
last christmas-Mariah Carey
santa tell me-Ariana Grande
christmas tree-Taylor Swift
it’s beginning to look a lot like christmas-Michael Bublè
domenica 13 dicembre 2020
RECENSIONE "the shadow of night" di Deborah Harkness
Buongiorno lettori! Il Natale si avvicina sempre di più e oggi vorrei parlarvi del secondo libro di una saga molto affascinante: The shadow of Night di Deborah Harkness.
In questo volume, Matthew e Diana sono nella Londra del 1500 e ne vivranno delle belle, per poi ritornare nel mondo contemporaneo alla fine del romanzo.
Questa saga prometteva molto bene, ma qualcosa doveva per forza andare storto.
SPOILER ALERT
Tutta la prima parte è noiosa e priva di contenuti, potevano essere tagliate le mille scene in cui i due ci danno dentro (l'abbiamo capite che siete innamorati, ma c'è un libro da trovare e il mondo da salvare). Poi, appena pensano di aver figlio ecco che taaaaac Diana rimane incinta, perché accade così, in due minuti, appena si spera di diventare genitori.
La prima metà del libro non tratta di granché e non so quante volte ho desiderato di porre fine a quell'agonia. Ma.
Esatto, c'è un "ma". La seconda parte è a dir poco entusiasmante: Diana non è solo una strega, ma è molto più di tutto ciò, e il passato di Matthew non fa altro che ritornare di continuo a distruggere la felicità momentanea che i due hanno raggiunto.
Molto interessante la seconda parte ma non mi sono sfuggiti gli elementi misogini: Matthew si arrabbia ed entra nel panico se sente il profumo di un'altra persona su Diana. Qualsiasi persona. Donna, uomo, bambino e pure Babbo Natale (scherzo, era tanto per rimanere in tema). Siamo nel 2020 o no? Deborah, dovresti saperlo che non è amore se si arrabbia per del profumo e che la scusa "i vampiri sono possessivi" giustifica un po' quegli uomini che possessivi lo sono per davvero. Certe tematiche sono importanti e un libro così mainstream non può sorvolare e giustificare determinate reazioni. Svegliaaaaa, ce la possiamo fare ad evolverci.
Freccia scoccata a favore di Deborah: lo stile ci mostra quanto impegno e quanto sia talentuosa la scrittrice, ma il successo del secondo libro potrebbe aver influenzato negativamente la stesura del secondo libro.
Eppure Deborah, ti vogliamo bene ma potevi fare di meglio, un libro è bello se è così sempre, non solo se lo è la seconda parte.
3.5/5
Playlist:
•Love story; Taylor Swift
•Can't keep my hands off you; Imagine Dragons
•Paper rings; Taylor Swift
•Half a heart; 1D
domenica 29 novembre 2020
RECENSIONE "memorie di una geisha" di Arthur Golden
Buongiorno lettori! Questa è l'ultima domenica di novembre, è un periodo perfetto per parlare del libro di oggi: memoria di una geisha, di Arthur Golden, pubblicato nel 1997. La cultura giapponese è molto interessante, mi ha sempre affascinante e leggere questo libro mi ha avvicinata ad essa.
domenica 15 novembre 2020
RECENSIONE "After 2" di Anna Todd
Buona domenica lettori!
Quando avevo 14 anni, una mia compagna di liceo mi aveva detto di leggere After. Al tempo i libri non c'erano ancora, e passai la notte a leggere il primo libro della saga.
Ad oggi credo di essere arrivata al terzo libro, ma non ricordo nulla. Vista la mia perplessità, una volta cresciuta, nei confronti sia dei libri che dei film, ho pensato di fare entrambe le cose: leggere e guardare. In fondo, non si può criticare senza conoscere per davvero la materia che si sta per giudicare.
Oggi vi parlo del secondo libro della saga.
Abbiamo lasciato Hardin e Tessa separati, la ragazza non voleva più avere a che fare con Hardin: l'aveva ferita.
SPOILER ALERT
Niente da fare, Tessa lo ha perdonato (ma dai, che notizia shock) nonostante la crudeltà del gesto: l'amore non è solo, o prevalentemente sofferenza, ma l'amore è più gioia e serenità che altro. Se non provate queste emozioni, questa serenità, allora scappate, non fate come Tessa.
Forse Hardin non abusa mai fisicamente di lei, ma emotivamente? Tirano fuori il peggio l'una dell'altro e invece di separarsi, si attraggono come calamite, nell'ultimo disperato tentativo di farcela. Ma non è resilienza, è ben altro.
After we collided è un bel libro, se togliessimo tutto la tossicità, non è poi scritto così male, anzi. Ma quello che salta all'occhio è la dipenda dei protagonisti, mentre l'amore (quello vero) non è dipendenza.
Questa rappresentazione dei sentimenti così malsani ha rovinato uno young adult potenzialmente bello, ed invece no: Anna Todd ha voluto spegnere la candela del buon libro. Pace, è stata una sua scelta.
After 2 è una riproposizione degli stessi pattern del primo (e sospetto dei successivi) libro: litigano, lui ritorna, fanno pace come se nulla fosse, con la promessa di un futuro migliore.
Confrontando il libro con il film (di cui parlerò sulla mia pagina instagram Blognuovimondi) ci sono delle differenze che voglio mettere in evidenza anche qui: Tessa, nei libri, per quanto viva una situazione orribile, è molto più forte, nel secondo film, invece, Tessa corre da Hardina appena quest'ultimo ritorna sui suoi passi: ma farsi aspettare? Ma l'orgoglio personale?
In realtà, il secondo film è un 365 giorni un po' più soft, ma non è questa la sede in cui ne parlerò.
In definitiva, After mi ha deluso, ma non troppo rispetto alle mie aspettative. Peccato che sarebbe potuta andare decisamente meglio.
Voto: 3/5
Playlist:
•Exile; Taylor Swift
•Off the table; Ariana Grande
•Love was made to break; Andy Black
•Apologize; One Republic
•If you want my love; Little mix
domenica 8 novembre 2020
RECENSIONE "Stupro" Joanna Bourke
Buona domenica lettori!
domenica 1 novembre 2020
RECENSIONE "the vagina monologues" di Eve Ensler
Il femminismo è uno dei temi che più mi sta a cuore e sono molto contenta del fatto che giorno dopo giorno il femminismo aiuta così tante donne. È un safe space per tutte noi, è una rivoluzione che sta portando (e porterà) grandi cambiamenti.
lunedì 26 ottobre 2020
RECENSIONE "Il buio oltre la siepe" di Harper Lee
"Il buio oltre la siepe" è un dei tanti libri presente in una lista di 100 libri che vanno letti almeno una volta nella nostra vita. Non so quando terminerò la lista, ma sto cercando, pian piano, di leggere questi libri. Qualcuno di essi mi colpisce di più, altri di meno. Il buio oltre la siepe è uno di quelli che hanno centrato il mio cuore.
domenica 11 ottobre 2020
RECENSIONE "Il prigioniero del cielo" di Zafón
È autunno, non c'è niente di meglio di un buon libro e una tazza di tè fumante tra le mani.
domenica 20 settembre 2020
RECENSIONE "il mondo di Sofia" di Jostein Gaarder
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