sabato 20 ottobre 2018

RECENSIONE 'Sweetener' di Ariana Grande

Sweetener è il quarto album di Ariana Grande, celebre cantante americana, uscito il 17 agosto del 2018.
Contiene 14 tracce ed è stato anticipato dai singoli 'No tears left to cry' e 'The light is coming' e 'God is a Woman' (DOPO la pubblicazione dell'album uscirà come singolo 'Breathin').
Grande è la regina del pop del XXI secolo, non ci sono dubbi su questo, e non ha deluso le aspettative nel creare quest'ultimo disco.
Sweetener, in italiano 'dolcificante', è un album innovativo che spruzza pop da tutte le parti. Ci sono canzoni più ballabili, di gusto dance, come la stessa 'the light is coming' oppure 'God is a woman'; ma non finisce qui: sono infatti presenti delle dolcissime ballate, come 'Better off' o 'raindrops (an angel cried)'.
Insomma c'è ne davvero per tutti i gusti.
Devo aggiungere, però, che anche chi non è amante del pop (come la sottoscritta) può (e anzi deve!) apprezzare questo album: in fondo, qualsiasi genere è meraviglioso ed unico e, se fatto bene, chiunque può apprezzarlo.
Per quanto riguarda i testi delle canzoni, devo ammettere che i precedenti album di Grande mi avevano un po' deluso sotto questo aspetto: parole frivole unite tra di loro e supportati da una bella base musicale.
Sweetener, al contrario, presenta dei testi più maturi, più originali che rappresentano la crescita artistica ed umana della cantante.
Concludo dicendo che questo album è  il simbolo del nuovo pop che spazzia da un suono all'altro senza mai stancare il pubblico, per questo motivo tutti dovrebbero ascoltare almeno due volte per poter entrare 'dentro l'atmosfera' di Sweetener.

Voto: 5/5.

domenica 30 settembre 2018

Recensione 'Waste land'

'Waste land' è un documentario del 2010 che vede come 'protagonista' Vik Muniz, artista contemporaneo del Brasile.
All'inizio della sua carriera, Vik scolpiva poi la sua arte è cambiata: ha iniziato ad utilizzare materiale di tutti giorni, come zucchero o spazzatura, per creare delle opere d'arte da fotografare e mostrare al pubblico.
Waste Land si preoccupa di raccontare un particolare lavoro di Vik, il documentario si incentra infatti sulla serie di lavori realizzati in Brasile nella più grande discarica di Rio.
L'artista sceglie di collaborare con le persone che lavorano nella discarica, i raccoglitori, che appunto raccolgono i rifiuti, li dividono e li vendono alle aziende per riciclarli. Sono proprio loro i veri protagonisti di questo documentario; infatti Vik riesce ad inquadrare le loro storie personali e a trasformarle in arte.
Le opere realizzate grazie a questa bizzarra collaborazione sono diverse, tutte le donne e gli uomini che sono stati scelti, venivano fotografati ed in fine tutti quanti riempivano i contorni della fotografia, proiettata in un ampio spazio, con i rifiuti.
Utilizzando proprio questa tipologia di materiali, Vik vuole che lo spettatore si accorga di come qualsiasi materiale possa essere considerato arte, se utilizzato nella maniera corretta.
Come ho detto prima, i veri protagonisti della storia sono i raccoglitori che raccontando la loro storia incantano e commuovono prima Vik stesso e il suo team, e poi il pubblico.
Il vero scopo dietro la realizzazione di questo documentario è quello di far sì che il mondo si accorga delle parti meno agiate del Brasile e del mondo. Vik infatti, dopo aver stretto rapporti lavorativi e di amicizia con i raccoglitori, cerca di dare loro visibilità e un modo per riscattarsi.

Dopo aver guardato questo documentario non si può non pensare a quanto consideriamo scontate alcune delle cose più naturali della vita, come un lavoro, una casa e del cibo.
Le fotografie realizzate da Vik in Brasile per questo documentario sono a dir poco mozzafiato ma lascio che siate voi stessi a giudicare poiché alla fine del post inserirò il link per vedere le opere realizzate.
Voglio soffermarmi di più sulle vite e sul modo di fare dei raccoglitori.
Essi sono persone, uomini e donne, che lavorano instancabilmente nei rifiuti, per ore intere, giorno dopo giorno. Molti di loro sono giovanissimi e hanno iniziato a lavorare da quando avevano 8, 9, 10, 11 anni pur di poter aiutare i loro famigliari. Eppure non perdono la voglia di vivere, sono sempre sorridenti, non considerano nulla scontato, anzi, la visita e la collaborazione con Vik li sorprende e considerano tutto ciò una benedizione.
Molti loro hanno alle spalle storie piuttosto dure, chi non può vedere i propri figli, chi ha avuto problemi di dipendenza da alcol, chi è vittima di un marito dispotico e così via..
Vik, realizzando questo documentario, è riuscito a rendere visibile questa parte del Brasile (e del mondo!) che tutti ignorano e di cui nessuno vuole parlare.
Waste land non è solo un documentario in cui viene raccontata l'arte di Vik, ma è soprattutto un documentario in cui si denuncia le disparità che ci sono in Brasile a livello economico e sociale.
Questo è il principale motivo per il quale ho amato Waste land ma anche vedere come una semplice fotografia può prendere vita mi ha affascinato molto.
Voto: 5/5

Link per vedere le opere di Vik realizzate nel documentario: http://vikmuniz.net/gallery/arndt

mercoledì 26 settembre 2018

Recensione 'Estranei' di Osaka Dolls

Buongiorno lettori!
In questi giorni ho avuto l'opportunità di leggere 'Estranei' di Osaka Dolls.
È un libro che mi ha portato via solo pochi giorni e in cuor mio sapevo che non avrei voluto mai finirlo.
In 'estranei' viene raccontata la storia di una famiglia del milanese, una storia come tante altre.
Alice è moglie di Franco ed entrambi sono genitori di due gemelli, Caterina e Marco.
Questa famiglia è caratterizzata da problemi di comunicazione, quasi mai passano del tempo insieme e quando lo fanno c'è sempre qualcosa che va male.
Inoltre, i protagonisti non potrebbero essere più diversi tra di loro.
Alice è una giovanne donna, molto promettente ma che a causa di una gravidanza non desiderata da ragazza, ora è costretta a vivere con Franco e i suoi due figli. Si sente bloccata e limitata perché non è mai riuscita a realizzare i suoi sogni.
Franco è infelice, innamorato di Alice, ma infelice perché Milano non la sente sua, gli manca il mare e anche perché sente di non rendere davvero felice sua moglie.
Marco è il tipico nerd adolescente: gioca ai videogiochi, non ha mai avuto una ragazza né amici fidati e per questo pensa che nessuno nella vita lo vorrà mai.
Caterina è la gemella di Marco, molto esuberante e tiene al suo aspetto fisico. Non ne può più di vivere in una famiglia di sfigati in un posto sfigato di Milano, per questo motivo continua a mettere via dei soldi per potersene andare via dopo il liceo.
Tutti e quattro i personaggi hanno ovviamente i loro 'demoni' da affrontare ma lo fanno da soli, senza l'ausilio di nessuno: ed è questo quello che l'autore vuole sottolineare.
Nel corso della narrazione si vedrà un'evoluzione dei singoli personaggi che alla fine capiranno cosa significa davvero essere una famiglia.
Da studentessa di scienze umane, questo libro fa proprio per me!
Appena letta la trama su amazon ho pensato fosse il libro perfetto da leggere e così è stato.
Sono molto felice di averlo letto perché è un libro che permette di capire i pensieri e i desideri che tutti i membri di un nucleo familiare possono avere.
Difatti leggendo il libro ho realizzato che non siamo soli, non siamo gli unici ad affrontare dei problemi o a sentirci in un modo in cui non vorremmo sentirci. È stato solo grazie ad Osaka che ha trattato ogni singolo personaggio in modo individuale che ho capito tutto ciò.
Lo stile dell'autore permette a tutti di leggere il libro che risulta essere quindi abbastanza scorrevole. Il lessico è semplice e di uso quotidiano quindi nessuno avrebbe grosse difficoltà a leggerlo e comprenderlo.
In definitiva Consiglierei di leggere questo libro a chiunque stia per iniziare una famiglia o a chi una ce l'ha già: 'estranei' vi permetterà di capire come affrontare la vita in famiglia e come cercare di far andare le cose per il meglio.

Voto: 5/5

domenica 23 settembre 2018

RECENSIONE 'Bakemonogatari' di Nisioisin

Buongiorno lettori!
L'ultimo libro che ho letto è di un autore giapponese, il mio primo autore giapponese, Nisioisin.
Ho letto 'bakemonogatari' in una settimana. Già questo dovrebbe farvi capire quanto mi sia piaciuto!
Al centro della narrazione c'è un ragazzo adolescente, Araragi, frequenta le superiori e non hai mai dato troppa importanza alla sua compagna di classe, Senjogahara.
La ragazz legge sempre, non parla mai con nessuno, quasi mai si presenta a scuola e non frequenta nessuna attività extrascolastica.
I ragazzi pensano sia semplicemente timida.
Ma Araragi si chiede se sia davvero solo timidezza la sua.
Così, un giorno, succede che Araragi si trova tra le braccia la sua compagna di classe che era appena caduta 'dal cielo'.
Quello che realizza, dopo averla avuta tra le braccia, gli stravolgerà la vita.

Devo essere sincera, non avevo mai letto nulla di autori giapponesi ed ero un po' scettica a riguardo. Fortunatamente, la mia opinione è cambiato subito dopo le prime pagine!
La storia non è affatto banale, anzi, è molto intrigante e questo non mi ha permesso di staccarmi dal libro neanche un secondo. 
Infatti i colpi di scena che l'autore descrive mi hanno davvero sorpresa: nonostante abbia letto diversi libri di questo genere, questo è uno dei pochi che mi ha davvero 'tenuta sulle spine' per l'intera narrazione. 
Lo stile dell'autore è uno dei fattori che hanno contribuito a farmi piacere così tanto questo libro: è un libro scorrevole, si legge in poco tempo e non si ha particolare difficoltà nella comprensione della storia.
La cosa che ho amato di più, però, è l'ironia che l'autore utilizza in tutto il libro. Amo gli autori che sono capaci di dare vita ad una storia rendendola anche divertente, oltre che piacevole o utile alla riflessione.
Spero che anche voi abbiate letto questo libro, se non lo avete fatto, dovreste! È una storia che vi farà divertire, spazientare e anche sorprendere.

Voto: 4/5.

domenica 16 settembre 2018

La magia di 'uno nessuno centomila'

Carissimi lettori,
oggi vorrei parlarvi di un classico che ho appena letto: "uno nessuno centomila" di Pirandello.
Premetto che non farò nessun tipo di recensione perché io non credo di avere le capacità necessarie per poter davvero dire di un classico 'va bene' o 'non va bene'. Credo che ci vorrano ancora alcuni anni per poter vivere un classico 'da dentro' e per poterlo giudicare.
'Uno nessuno centomila', per chi non lo avesse letto o non ne avesse sentito parlare, narra la storia di Gengé. Un giorno al protagonista viene fatto notare un difetto fisico che lui non aveva mai considerato. Da quel momento in poi la sua vita cambia radicalmente. Si accorge che anche solo esteticamente lui non è chi pensa di essere. È una persona diversa per ogni persona che incontra. Neanche lui si conosce davvero, in fondo conosce solo il suo riflesso nello specchio e quello non è reale in quanto per guardarsi allo specchio bisogna smettere di comportarsi naturalmente. 
Tutti questi dubbi che affliggono il protagonista saranno il punto centrale di tutto il romanzo e che coinvolgerà tutti gli altri personaggi, in un modo o nell'altro.
In ogni caso, voi lo avete letto?
Se si, io mi riferisco a voi!
Siete d'accordo o no con quello che Pirandello scrive nel libro?
Io non potrei che essere più d'accordo, e devo ammettere che dopo la fine del libro mi sono chiesta:"ma io chi sono davvero? Sono davvero chi penso di essere?"
Io chiamo questi dubbi 'effetto Pirandello' perché in ognuna delle sue opere riesce sempre a farmi riflettere sulla mia identità e sulla realtà in cui vivo.
Vorrei però sapere se tra di voi c'è qualcuno che non la pensa proprio come lui, sono davvero curiosa.
Quindi scrivete qui sotto nei commenti cosa pensate!

Per chi non lo avesse letto: affrettatevi, è un libro che vi travolgerà e che non vorrete mai finire perché avrete paura di scoprire l'amara realtà della vita rappresentata  nell'opera.

sabato 8 settembre 2018

I miei ultimi film preferiti

Cari lettori,
Oggi voglio parlarvi di qualcosa di diverso. Non c'è recensione, niente libri.
Bensì oggi ho voglia di parlarvi di due film che mi hanno letteralmente rubato il cuore!
Il primo è 'To all the boys I loved before' (o in italiano: 'tutte le volte che ho scritto ti amo'). Prodotto da Netflix, uscito nel 2018, precisamente quest'estate. Viene raccontata la vita di Lara-Jean, una ragazza adolescente che quando è innamorata di un ragazzo scrive una lettera che però non arriva mai al destinatorio. Nella sua vita Lara-Jean ha scritto ben cinque lettere: una per Peter Kavinsky, un suo compagno delle medie al quale ha dato il suo primo bacio a stampo alla sua prima festa ragazzi-ragazze; una per un ragazzo di un camp estivo; un'altra per un compagno di classe di quinta elementare; una lettera per il suo compagno di scuola conosciuto al ballo del primo anno e l'ultima, ed anche la più importante, al ragazzo di sua sorella Margo, o meglio ex ragazzo. Si chiama Josh e lui e Lara-Jean sono sempre stati amici, anche quando lui e Margo si sono fidanzati e lei ha scoperto di essere perdutamente innamorata di Josh.
Dunque la sua vita è questa, fin quando sua sorella minore, Kitty, non decide di inviare quelle lettere perché pensa che sua sorella abbia bisogno di uscire dalla sua 'comfort zone' e innamorarsi.
Alcune delle lettere le sono ritornate indietro. Quelle destinate a Josh e Peter sono le più critiche: Lara-Jean continua ad evitare il confronto con Josh, e lo fa proprio fidanzandosi (ma per finta!) con Peter, il quale, dopo aver letto la lettera, ha deciso che l'unico modo per rimettersi insieme con la sua fidanzata storica, ha bisogno di farla ingelosire e sceglie proprio Lara-Jean per farlo.
I due di conseguenza fanno pensare a tutti di stare insieme per raggiungere i propri scopi personali. Ma non sarà così facile comportarsi da fidanzati senza innamorarsi per davvero. 
Lara-Jean scoprirà, grazie ad una serie di sfortunati eventi, a lasciare andare le sue emozioni e a viverle e, soprattutto, a condividerle.

Il secondo film di cui vi voglio parlare è 'Sierra Burgess is a loser', anch'esso prodotto da Netflix e visibile al pubblico dal 7 settembre 2018 (si da ieri.. e l'ho già guardato).
Il film vede come protagonista Sierra, ragazza adolescente un po' sovrappeso che non fa davvero caso al suo aspetto fisico. Non le importa dei bulli, o meglio della bulla: Veronica, la ragazza più popolare della scuola. 
La sua è una vita tranquilla fin quando Veronica, per farle uno scherzo, dà il suo numero ad un ragazzo (Jamie) che invece aveva chiesto il numero di Veronica.
I due quindi iniziano a scriversi e a chiamarsi e si innamorano tra un messaggio e una telefonata. La situazione cambia quando Jamie non chiede a Sierra-Veronica di uscire. Sierra inizia ad essere agitata e chiede l'aiuto di Veronica proponendole un equo scambio: Veronica ha bisogno di sembrare più intelligente perché i ragazzi la perpepiscono come la solita ragazza bella ma vuota, e Sierra ha bisogno che Veronica possa uscire e fare facetime con Jamie.
Per un po' questo stratagemma funziona ma a causa di una vendetta di Sierra nei confronti dell'amica alla partita di Rugby di Jamie, il loro 'gioco' viene scoperto, lasciando Jamie scioccato.
E come finirà la storia? Cosa farà Jamie? Cosa accadrà a Veronica e a Sierra?
Per scoprirlo dovete andate a guardare il film su Netflix!
Mi raccomando, entrambi i film sono un MUST di quest'estate e vanno guardati!

P.S. in entrambi i film il protagonista maschio è interpretato da Noah Centineo... Motivo in più per guardarlo!

martedì 4 settembre 2018

RECENSIONE 'citta di cartà' di John Green

L'ultimo libro che ho letto (è sappiate che ne sto leggendo uno di una scrittrice emergente e a brevissimo arriva la recensione qui sul blog) è 'Città di carta' di John Green, autore del più che famoso 'Colpa delle stelle'.
Città di carta, uscito per la prima volta nel 2008, vede come protagonisti Quentin (Q. per gli amici) e la sua crush di sempre: Margo Ruth Spiegelman. Amici fin da bambini, i due sono legati da un evento della loro infanzia: aver trovato il corpo senza vita di un uomo che aveva deciso di dire basta, di finirla.
Con gli anni, i due si sono persi di vista, Margo diventa popolare, insomma il tpo di ragazza che le ragazze vogliono essere e che i ragazzi vogliono avere. Quentin invece conduce la sua vitain modo tranquillo, tra una partita di 'Resurrection' e e una prova della banda scolastica (ho letto il libro in lingua originale e non so come siano stati tradotti alcuni termini).
Eppure i due sono ancora legati, non si parlano, ma non riuscirebbero davvero a stare l'uno senza altra. 
La loro vita cambia, quando Margo, stufa di vivere in una 'città di carta' fatta da 'persone di carta' scappa via, lasciando dietro di se tante domande senza risposta e indizi misteriosi, perché in fondo lei vuole essere trovata. O meglio, vuole che le persone si aggrappino all'idea di ritrovarla.
E Quentin decide di andarla a cercare, parte quindi per una avventura con i suoi amici.
Che dire, quindi, di questo nuovo lavoro di John Green (che poi tanto nuovo non è ma io arrivo in ritardo anche con i libri)?
Come sempre, l'autore ha creato un'opera fantastica e che mi ha permesso di diventare Margo, Quentin, Ben, Lacey, Radar e Angela. Mentre leggevo questo libro, io ero tutti loro, io ero partita per New York e io amavo scrivere in post bui pianificando la mia via di fuga.
Io ero lì, vivevo in una città di carta ed ero una persona di carta che viveva tra persone di carta.
E non sapete quanto ho amato ho il finale (di cui non farò spoiler) perché non è così scontato. Anzi, John Green avrebbe potuto farlo finire in modo diverso e guadagnare anche di più, ma ha deciso (e io lo adoro per questo) di creare un'opera vera che rispecchia la realtà. Ho adorato la descrizione dei personaggi che è 'on point', come direbbero gli inglesi. 
Unica critica? Avrei dato più spazio a Margo, e non all'idea di Margo che tutti avevano. Avrei voluta conoscerla attraverso i suoi occhi e non quelli degli altri personaggi. Ancora adesso, mi chiedo chi davvero sia questa ragazza. 
Voto finale: 4/5.

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