giovedì 17 agosto 2017

People

Oggi sono stata spettatrice di una scena che mi ha assai emozionata: un bimbo di poco più di due anni con suo padre in piscina.
Cosa c'è di emozionante, vi chiederete.. il bimbo aveva un colore della pelle scurissima ed il padre era l'opposto. 
Non c'erano barriere, pregiudizi o sguardi di disapprovazione. C'era solo un padre che cullava suo figlio nell'acqua.
A volte ci dimentichiamo di essere tutti delle persone, siamo tutti degli esseri umani indipendentemente dal colore della pelle, ideologia politica, paese d'origine, religione o altro ancora. Siamo questo, siamo persone e non dovremmo farci guerra per delle differenze.
E invece siamo solo capaci di condividere odio, paura e disprezzo verso chi consideriamo diverso e, qualche modo, "minore" rispetto alla nostra persona, alle nostre idee e usi e costumi.
Cosa rimarrà di ognuno di noi un giorno? Saremo polvere ed è un destino che abbiamo in comune e, se è vero che ciò che conta è il viaggio e non la meta, perché allora non cerchiamo di vivere il nostro viaggio condividendo, amando e aiutandoci l'un l'altro?
Mi chiedo se non siamo tutti umani, lo siamo? Se lo fossimo, non lasceremmo delle persone come noi a soffrire, a morire perché spaventati da un fattore futile ed irrelevante come il colore della pelle.
Vorrei che la scena di quel bambino con il padre possa essere la dimostrazione di un'umanità ancora unita e non devastata e divisa da differenze che, in primo luogo, dovrebbero unirci.

Voglio che quel bimbo e suo papà non fossero un'eccezione alla regola: devono essere la regola, la normalità, la quotidianità.

sabato 12 agosto 2017

RECENSIONE RIVERDALE

Riverdale è teen drama prodotto da CW Television Network che esplora le vite di cinque ragazzi alle prese con l'omicidio di Jason Blossom, appartenente alla famiglia più benestante della cittadina. 
 Inizialmente pensavo fosse una brutta copia di Pretty Little Liars, la trama è infatti piuttosto simile: degli adolescenti che si ritrovano immersi nelle investigazioni di un omicidio. Mi sono ricreduta dopo pochi episodi, Riverdale è frizzante, piena di mistero e soprattutto è realistica perché quello che accade nella serie potrebbe accadere anche nel mondo reale: segreti di famiglia, problemi di alcolismo, prigione e adolescenti che quasi perdono loro stessi in questo tornado che si è rivelato essere la loro vita.
Come in qualsiasi teen drama, anche Riverdale presenta delle romance tra i vari personaggi, anche se l'attenzione non è stata posta su questo ma su ogni singolo protagonista, sulla sua famiglia e sui problemi quotidiani che li affliggono. Questa è stata, a mio parere, una scelta ben fatta; infatti si sa come vanno a finire le storie d'amore tra ragazzi di quindici e sedici anni, non c'è mistero né particolare eccitamento, difatti è tutto piuttosto scontato.Tuttavia è stata anche una scelta azzardata perché un teen drama che non focalizza l'attenzione sulle vicende amorose dei protagonisti non si era mai visto ed è per questo che Riverdale si è rivelata essere anche novità.
Per quanto riguarda il finale di stagione la parola adatta a descriverlo è "scioccante"; è quasi palpabile il lavoro dietro la realizzazione di quest'ultima scena: nessuno si sarebbe immaginato che Riverdale contenesse tanti segreti e che, dopo la morte di Jason Blossom, erano tutti pronti per essere rivelati pian piano.
In definitiva consiglio vivamente la visione di questa serie tv perché è in parte innovativa e in parte contiene dei cliche che possono far sentire lo spettatore "a casa".





mercoledì 2 agosto 2017

Una società ingannata

Ci sono molte cose che accadono quotidianamente nel mondo.
 Ipoteticamente dovrebbero essere i mass media a farci venire a conoscenza di ciò che accade. Ma il mondo non funziona così.
L'informazione è una delle cose che ritengo essere più importanti ed è triste sapere che essa viene manipolata in base al piacere dei potenti. Cercano di ingannarci tutti i giorni, ci fanno conoscere solo quello che vogliono.
 Quello a cui i potenti realmente ambiscono è una società ignorante, una società composta da persone che ignorano quello che realmente accade nel mondo tutti i giorni.
Ci nascondono guerre, carestie ed epidemie che sono in circolo in paesi di cui si ha persino paura di pronunciare il nome.
Ed è per questo motivo, per la mal circolazione dell'Informazione che attualmente si ha paura di vivere. Si ha paura di chi ha la pelle più scura, degli occhi a mandorla e di un velo sopra la testa.
Ma è di tutto questo che dovremmo aver paura? O di chi ci nasconde cosa accade per davvero in diversi paesi, solo per guadagnarci qualcosa?
Siamo noi a scegliere che volto dare alla nostra paura, siamo noi a scegliere se vivere su questa terra e sapere ciò che ci accade, siamo noi a scegliere da che parte schierarci e cosa conoscere.
Possiamo ancora cambiare le cose, possiamo capire quello che succede nel mondo, possiamo capire la povertà e la disperazione, possiamo confrontarci con chi è diverso senza andare per le strade di sera con uno spray al peperoncino perché "i neri ti stuprano", possiamo ancora dare una possibilità a chi ci guarda da un gommone in mezzo al mare con gli occhi di chi ha fame di speranza e di accoglienza.
https://youtu.be/0eLfvdeInFg

sabato 29 aprile 2017

UNHAPPY SOCIETY

We live in a such beautiful world.
And people are sad.

We fake smiles every day, we fake our happiness, we pretend to be someone we're not.
We can be mosters sometime, heroes to other people, but not to ourselves. 

I can see people hurting other people.
I can see people hurting themselves. They harm their skin, their bodies, their beauty.

At some point of our story, love won't be just good enough to get us out of bed in the morning, no reason to live.
At some point, we will be left on our own, trying to figure it out.

We live in a such beautiful world.
And there's no human being.

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