domenica 31 gennaio 2021

GENNAIO 2021

Buongiorno lettori!
Gennaio è passato in modo così veloce che quasi non mi sono resa conto dei giorni che scivolavano via.
Febbraio sarà un mese in cui esplorerò le mie passioni e sono molto grata di avere questa possibilità.
Ma com'è stato gennaio?
Questo articolo parla proprio di questo.

MUSICA
Non ho ascoltato tanta musica durante questo mese. Mi sono immersa nei podcast e non riesco più a smettere di ascoltarli. Ma se dovessi scegliere una canzone che ho ascoltato di continuo, questa è "Hall of fame" dei the Script. È di qualche anno fa, eppure mi fa emozionare sempre.

SERIE TV
Bridgerton! Che grande scoperta. Ero in sessione e purtroppo non ho divorato gli episodi come avrei voluto, e non mi dispiacerebbe affatto riguardarla. 
La serie è tratta da una saga e non sarebbe male leggerla, anzi!
Bridgerton è una serie limpida, divertente e romantica, e un po' drammatica in alcuni punti. Non vi pentirete affatto di averla guardata!

LIBRI
Quest'anno ho deciso di imparare di più sulle leggi e le energie dell'Universo. Quindi ho da poco iniziato a leggere di libri che trattano dell'argomento. Uno di questi è "La legge dell'attrazione" di Esther e Jerry Hicks. 
Ci sarà presto la recensione qui sul blog.

A febbraio, che possa essere un mese ancora più ricco!

mercoledì 27 gennaio 2021

RECENSIONE "la tregua" di Primo Levi


La giornata della memoria è qui. Un giorno in cui non bisogna dimenticare. Non bisognerebbe mai scordare, per nessuno dei 365 giorni che compongono l'anno. Ma il 27 gennaio dobbiamo riunirci tutti per commemorare le vittime dell'Olocausto. Vittime della follia di un uomo-sì, va chiamato uomo-e del potere dal quale i suoi alleati erano accecati. Tutti sapevano e nessuno ha parlato: è stata l'omertà la più grande alleata di Hitler. 

Primo Levi, per le sue origini ebraiche, è stato catturato e mandato ad Auschwitz. Non è morto per le mani dei tedeschi, né per il lungo e stremante viaggio di ritorno, ma per la sua stessa mano e mente, offuscata e distrutta dal dolore e dalla disumanità che ha vissuto nel campo di concentramento.

Il libro di cui vi voglio parlare oggi è La tregua, il secondo volume, preceduto da "Se questo è un uomo", in cui Levi e i suoi compagni vengono liberati dall'armata russa. Ci vogliono ancora parecchi mesi per ritornare a casa e solo perché è stato liberato non significa che il suo incubo è finito, anzi. Più volte rischierà di morire, e non solo lui, e più volte dovrà faticare per sopravvivere, per ottenere acqua e cibo e dei vestiti. 

Durante questa Odissea, Levi incontra molte persone che lo aiutano e lo arricchiscono in un modo o nell'altro e sembra quasi aver ritrovato l'umanità e il calore umano che il campo di concentramento gli aveva tolto. Ma il ricordo è vivo, ora più che mai. Levi ce lo spiega nelle ultime pagine del libro: è a Torino, è a casa, ma è solo in un ambiente spoglio in cui  le pareti fredde non fanno altro che fargli venire in mente quello che lui ha vissuto. E' a casa, il suo corpo è a Torino, ma la sue mente e la sua anima non dimenticano e non possono cancellare quello che gli è accaduto. Durante il viaggio di ritorno, era sempre in compagnia, ora che si trovava da solo, non poteva fare a meno di pensare. E a volte sono i nostri stessi pensieri che ci distruggono lentamente e ci portano alla deriva. Primo Levi ha posto fine alla sua vita il giorno 11/4/1987, e ha spento così i suoi pensieri.

Un libro straziante che in alcuni punti faceva intravedere ai lettori un barlume di speranza. Speranza di cui Levi e i suoi compagni avevano bisogno. Tutti loro avevano il desiderio di ricominciare da capo e di dimenticare quello che gli era successo. Ma la memoria è un bene prezioso che dobbiamo preservare a tutti costi, e Levi lo fa di continuo dopo il suo ritorno: parla di quello che i nazisti gli hanno portato via nei libri e nelle scuole. Perché, nonostante tutto, non bisogna mai dimenticare.

Leggere Primo Levi mi costa sempre perché devo sedermi e fare i conti con il privilegio in cui la mia vita è sommersa, ho vestiti, cibo, una famiglia che mi ama, degli amici di cui non potrei fare a meno, nessuno mi minaccia o tortura per le mie origini, il colore della mia pelle, la mia religione e i miei ideali politici. Dovrebbero essere diritti, ma di fatto non è così, si tratta di privilegi di cui ancora troppe persone sono prive e che la comunità ebraica, incluso Levi, non aveva. 

Al contrario di quello che si può pensare, Hitler ha rubato le persone della loro dignità poco tempo fa: non sono passati nemmeno cento anni dalla strage della Seconda Guerra Mondiale, e nessuno di noi può permettersi di dimenticarsi, mai.

Non darò una valutazione a "la tregua" ma vi consiglio di sedervi comodi sul vostro divano e di immergervi nel passato cruento di Primo Levi.


domenica 24 gennaio 2021

RECENSIONE "to all the boys I've loved before" di Jenni Han

 


“To all the boys I’ve loved before” (tutte le volte che ho detto ti amo, in italiano” di Jenny Ho racconta la storia di Lara Jean, adolescente innamorata dell’amore, ma che non è mai stata in una relazione per davvero. L’amore è bello ma è altrettanto spaventoso. I libri, così pensa Lara Jean, sono più semplici: puoi innamorarti di un personaggio, di una storia d’amore ma non soffrirai mai.

Lara Jean si è innamorata di soli 5 ragazzi: ha scritto ad ognuno di loro una lettera; però non le ha mai spedite perché spaventata. Una di queste era per Josh, il suo migliore amico, ma anche, e soprattutto il ragazzo di sua sorella Margot, il suo punto di riferimento dopo la morte della madre. Un giorno queste lettere vengono spedite, ma non da Lara Jean, la cui vita è destinata d’altro canto a cambiare.

Ho visto me stessa in Lara Jean più e più volte: l’amore fa soffrire, è inevitabile. E la sua storia mi ha rincuorata e mi ha dato speranza come pochi libri nella mia vita.

In questo periodo sto sperimentando diversi tipi di letture, è questo young adult così dolce, anche se a tratti un po’ infantile, mi ha riportata a casa.

Uno stile semplice e scorrevole, che non ti fa divorare il romanzo, ma te lo fa godere a poco a poco, assaporando ogni momento in cui Lara Jean inizia a non avere paura e in cui comincia a lasciarsi andare all’amore, in ogni sua sfumatura.

Ma.

Già, c’è un “ma”. Il finale aperto. Ho visto il film di Netflix (in cui tutto è spiegato molto bene) e so che ci sono i sequel, quindi intuisco cosa farà la protagonista, ma nel libro tutto ciò non viene mostrato. Lara Jean scrive un’ennesima lettera d’amore e si intuisce che la farà leggere alla persona indirizzata, ma avrei voluto vederlo, e questo non è accaduto. D’altro canto ho apprezzato la circolarità del romanzo: tutto inizia e finisce con una lettera d’amore.

Un libro che consiglierai a chiunque è spaventato dai nuovi inizi e dai sentimenti: Lara Jean e il suo romanticismo vi faranno passare la paura.

Voto: 4/5

Playlist:

-Lover; Taylor Swift

-Heart attack; Demi Lovato

-Shallow; Lady Gaga ft Bradley Cooper

-Goddess; Avril Lavigne

 

domenica 17 gennaio 2021

RECENSIONE "il labirinto degli spiriti" di Zafon

 


Buongiorno lettori, gennaio sta quasi per finire e non è da crederci: gli altri anni mi sembrava che questo mese non finisse mai, ed invece sta quasi terminando.

Oggi vorrei parlarvi di un libro e di un autore che mi sono entrati nel cuore: il labirinto degli spiriti di Zafòn. Si tratta dell’ultimo libro della saga del Cimitero dei libri dimenticati. La famiglia Sempere è al centro della storia di ognuno dei quattro testi; l’autore va avanti e indietro per analizzare la storia di mistero che circonda la famiglia Sempere, librai di generazioni e generazione.

Con “il labirinto degli spiriti” la loro avventura termina e con loro se ne va via un pezzo del mio cuore. In quest’ultimo passaggio della storia, tutto quello che non si era compreso fino ad adesso, troverà un senso. E sarà Alicia Gris a darlo. Si tratta di un personaggio che arriva dal passato di Fermìn, e più di questo non dico, dovrete comprare il libro per scoprirlo. Alicia è il pezzo mancante al puzzle della saga del cimitero dei libri dimenticati.

All’inizio del romanzo, non si capisce molto: è tutto confusionario e non capisco cosa viene detto e quali personaggi vengono introdotti. Poco si comprende dei legami che uniscono tutti quanti. Pagina dopo pagina la storia entra nel vivo e campirete sempre di più.

Qualsiasi cosa racconti, Zafòn vi farà perdere la testa e non riuscirete più a mettere il libro giù. Ogni parola vi incanterà come non mai e non ho mai letto nessun autore che riuscisse ad unire capacità di scrivere in maniera sublime e capacità di narrare le storie. Carl Louis Zafòn è il miglior storyteller che io abbia mai letto.

Voto: 5/5

Playlist:

-Lover; Taylor Swift

-Mad woman; Taylor Swift

-People help the people; Birdy

-Second chances; Imagine Dragons

-Been through it all; MGK

domenica 10 gennaio 2021

RECENSIONE "Dash and lily's book of dares" di Rachel Cohn e David Levithan


Il natale è passato tra troppo poco tempo, già mi manca e non c’è modo migliore di ricordarlo che con un bel libro che ha il suo centro sul Natale: Dash and Lily’s book of dares, di Rachel Cohn e David Levithan. Netflix ne ha pubblicato una mini serie molto carina (potete leggere quello che ne penso qui).

Dash e Lily sono due amanti dei libri, ma sono diversi in un’unica grande cose che li porterà quasi a separarli: Lily ama il Natale, per lei è l’incarnazione della speranza, della gioia e della bontà. Per Dash il Natale è un giorno come un altro: si tratta di un’occasione per fingersi persone migliori, ma non per esserlo.

Dash e Lily non si conoscono ma Lily è stanca di stare da sola, vuole andare oltre i suoi limiti e suo fratello ha la soluzione giusta per lei: scrivere ad una persona attraverso un notebook. Scrive un indovinello che solo una persona audacie e amante dei libri potrebbe risolvere. Lascia il notebook nella sua libreria preferita, e sarà Dash a rispondere al suo messaggio. Da questo momento in poi i due si sfideranno ad uscire reciprocamente dalla loro comfort zone e per migliorarsi, ogni giorno di più.

Ne nascerà una bella storia (d’amore o amicizia che sia)? Dovete leggere il libro per scoprirlo.

La storia di Dash e Lily ha dei tratti infantili: si tratta di un romanzo che farei leggere a chi inizia, nella preadolescenza, ad avvicinarsi alla lettura, e in particolar modo agli young adult. Adatto per chi ama il Natale e per chi lo odia, perché sì: la magia di Dash e Lily potrebbe farvi cambiare idea.

Un libro a quattro mani, non avevo mai letto un’opera di questo tipo, e non mi è dispiaciuto: i due personaggi, grazie all’intervento di due autori, sono ben caratterizzati ed è molto semplice per il lettore immedesimarsi nei due, o in qualunque degli altri personaggi.

Non è tipo di storia che leggerei di norma perché molto infantile, si tratta di una storia tra ragazzi piccoli, ed è rappresentata nella sua più totale dolcezza ed innocenza. Ma Dash e Lily hanno contribuito a rendere più magico il mio Natale, in quest’anno in cui tutto è stato più spento. Dash e Lily hanno contribuito ad accendere una piccola luce nel periodo buio che stiamo (purtroppo) ancora vivendo.

Uno stile molte semplice, e a tratti carico di ironia, soprattutto se a pronunciare certe espressioni è Dash; vale lo stesso per il lessico utilizzato: l’ho letto in inglese e non l’ho trovato molto complesso, ed è adatto a chi vuole migliorare il proprio inglese, anche se di partenza non ha un’ottima base.

Voto: 3.5/5



Playlist:

-Santa tell me; Ariana Grande

-All I want for Christmas is you; Mariah Carey

-Safety pin; 5SOS

-I don’t even know your name; Shawn Mendes

-Love story; Taylor Swift


giovedì 31 dicembre 2020

il 2020

Cari lettori, il 2020 è stato un anno strano. Abbiamo avuto così tanto tempo per stare da soli e mi sembra che, per la prima volta, ci siamo guardati allo specchio. Senza filtri. Abbiamo avuto paura a tratti, io almeno ne ho avuta. Amo stare da sola, ma quando ho passato (e passo ancora) giornate monotone, senza vedere né sentire nessuno, capisco di esserci solo davvero io. E fa un paura un po' a tutti.
In quest'anno sono succese tante cose, per lo più brutte. Molti di noi si sono ammalati, altri hanno perso delle persone care, altre hanno dovuto mettere uno stop hai propri sogni e alla propria vita. Ecco, siamo stati per quasi un anno in stand-by: viviamo in una società in cui c'è sempre fretta, dobbiamo correre da un posto all'altro, senza mai fermarsi. Produrre, produrre, produrre. Questa è sempre stata la nostra parola chiave, il nostro mantra, ma quest'anno non è andata bene. Abbiamo dovuto trovare altri modi per occupare il nostro tempo. E allora cosa abbiamo fatto? Abbiamo letto, dipinto, guardato film e serie tv. Ci siamo dedicati all'arte. Viene sempre demonizzata:"no, non fare quella facoltà", "ma fai qualcosa di scientifico, no?" "Be' ma se studi filosofia che lavoro puoi trovare..."
Eppure, nel momento in cui siamo stati più soli, è stata l'arte a salvarci. E forse qualcosa da questo anno potremmo impararla: siamo essere umani, ci nutriamo di arte, è sempre lì per salvarci e trasportarci in un altro mondo. Non dimenticatelo mai.

domenica 27 dicembre 2020

RECENSIONE "A christmas carol" di Charles Dickens

 


Buongiorno lettori, il periodo natalizio è quasi terminato, metà delle feste sono lontane da noi ma io non smetterò di parlare di Natale fino al 6 gennaio, quindi arrendetevi pure amici miei.

Per questo motivo oggi vi voglio parlare di un libro che mi ha entusiasmata in questo periodo natalizio: A christmas carol di Charles Dickens, il miglior autore vittoriano. Tempo fa provai a leggere “Oliver Twist” ma non riuscii a finirlo, causa probabile la mia giovane età (credo). Quest’anno, quindi, ho voluto dare un’altra possibilità al caro Dickens.

A christmas carol è stato un breve racconto che mi ha affascinata: un uomo, Scrooge, pensa solo al denaro, al guadagno e non sente più lo spirito natalizio da molo tempo ormai. Ma nulla è mai davvero perduto: i miracoli sono l’ingrediente segreto del Natale. L’uomo, infatti, capisce a quella misera fine è destinato quando tre fantasmi del natale passato, presente e futuro gli faranno visita. La vita di Scrooge cambierà radicalmente ed è soprattutto di questo che voglio parlarvi oggi, certo Dickens è uno scrittore magnifico, in grado di entrare ne cuore delle persone ed è stato capace, attraverso le sue parole, a descrivere l’Inghilterra vittoriana in ogni sua peculiarità; ma Dickens è molto più di questo: in un natale così strano come questo, l’autore mi ha insegnato il valore di questo periodo dell’anno. Ho pensato a chi non ha potuto abbracciarsi, a chi ha perso qualcuno di caro, a chi lotta per la vita proprio in questi stessi istanti. Ma Dickens mi ha fatto soprattutto pensare a chi non ha amore nella sua vita in questo momento: c’è sempre la possibilità che le cose cambino e per il meglio. Non arrendetevi mai, la luce si può trovare nei momenti più bui.

Grazie a questo meraviglioso scrittore che in poche pagine mi ha insegnato questo e molto altro.

Buone feste a tutti voi, cari lettori.

Voto: 5/5

Playlist:

last christmas-Mariah Carey

santa tell me-Ariana Grande

christmas tree-Taylor Swift

it’s beginning to look a lot like christmas-Michael Bublè

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