domenica 24 gennaio 2021

RECENSIONE "to all the boys I've loved before" di Jenni Han

 


“To all the boys I’ve loved before” (tutte le volte che ho detto ti amo, in italiano” di Jenny Ho racconta la storia di Lara Jean, adolescente innamorata dell’amore, ma che non è mai stata in una relazione per davvero. L’amore è bello ma è altrettanto spaventoso. I libri, così pensa Lara Jean, sono più semplici: puoi innamorarti di un personaggio, di una storia d’amore ma non soffrirai mai.

Lara Jean si è innamorata di soli 5 ragazzi: ha scritto ad ognuno di loro una lettera; però non le ha mai spedite perché spaventata. Una di queste era per Josh, il suo migliore amico, ma anche, e soprattutto il ragazzo di sua sorella Margot, il suo punto di riferimento dopo la morte della madre. Un giorno queste lettere vengono spedite, ma non da Lara Jean, la cui vita è destinata d’altro canto a cambiare.

Ho visto me stessa in Lara Jean più e più volte: l’amore fa soffrire, è inevitabile. E la sua storia mi ha rincuorata e mi ha dato speranza come pochi libri nella mia vita.

In questo periodo sto sperimentando diversi tipi di letture, è questo young adult così dolce, anche se a tratti un po’ infantile, mi ha riportata a casa.

Uno stile semplice e scorrevole, che non ti fa divorare il romanzo, ma te lo fa godere a poco a poco, assaporando ogni momento in cui Lara Jean inizia a non avere paura e in cui comincia a lasciarsi andare all’amore, in ogni sua sfumatura.

Ma.

Già, c’è un “ma”. Il finale aperto. Ho visto il film di Netflix (in cui tutto è spiegato molto bene) e so che ci sono i sequel, quindi intuisco cosa farà la protagonista, ma nel libro tutto ciò non viene mostrato. Lara Jean scrive un’ennesima lettera d’amore e si intuisce che la farà leggere alla persona indirizzata, ma avrei voluto vederlo, e questo non è accaduto. D’altro canto ho apprezzato la circolarità del romanzo: tutto inizia e finisce con una lettera d’amore.

Un libro che consiglierai a chiunque è spaventato dai nuovi inizi e dai sentimenti: Lara Jean e il suo romanticismo vi faranno passare la paura.

Voto: 4/5

Playlist:

-Lover; Taylor Swift

-Heart attack; Demi Lovato

-Shallow; Lady Gaga ft Bradley Cooper

-Goddess; Avril Lavigne

 

domenica 17 gennaio 2021

RECENSIONE "il labirinto degli spiriti" di Zafon

 


Buongiorno lettori, gennaio sta quasi per finire e non è da crederci: gli altri anni mi sembrava che questo mese non finisse mai, ed invece sta quasi terminando.

Oggi vorrei parlarvi di un libro e di un autore che mi sono entrati nel cuore: il labirinto degli spiriti di Zafòn. Si tratta dell’ultimo libro della saga del Cimitero dei libri dimenticati. La famiglia Sempere è al centro della storia di ognuno dei quattro testi; l’autore va avanti e indietro per analizzare la storia di mistero che circonda la famiglia Sempere, librai di generazioni e generazione.

Con “il labirinto degli spiriti” la loro avventura termina e con loro se ne va via un pezzo del mio cuore. In quest’ultimo passaggio della storia, tutto quello che non si era compreso fino ad adesso, troverà un senso. E sarà Alicia Gris a darlo. Si tratta di un personaggio che arriva dal passato di Fermìn, e più di questo non dico, dovrete comprare il libro per scoprirlo. Alicia è il pezzo mancante al puzzle della saga del cimitero dei libri dimenticati.

All’inizio del romanzo, non si capisce molto: è tutto confusionario e non capisco cosa viene detto e quali personaggi vengono introdotti. Poco si comprende dei legami che uniscono tutti quanti. Pagina dopo pagina la storia entra nel vivo e campirete sempre di più.

Qualsiasi cosa racconti, Zafòn vi farà perdere la testa e non riuscirete più a mettere il libro giù. Ogni parola vi incanterà come non mai e non ho mai letto nessun autore che riuscisse ad unire capacità di scrivere in maniera sublime e capacità di narrare le storie. Carl Louis Zafòn è il miglior storyteller che io abbia mai letto.

Voto: 5/5

Playlist:

-Lover; Taylor Swift

-Mad woman; Taylor Swift

-People help the people; Birdy

-Second chances; Imagine Dragons

-Been through it all; MGK

domenica 10 gennaio 2021

RECENSIONE "Dash and lily's book of dares" di Rachel Cohn e David Levithan


Il natale è passato tra troppo poco tempo, già mi manca e non c’è modo migliore di ricordarlo che con un bel libro che ha il suo centro sul Natale: Dash and Lily’s book of dares, di Rachel Cohn e David Levithan. Netflix ne ha pubblicato una mini serie molto carina (potete leggere quello che ne penso qui).

Dash e Lily sono due amanti dei libri, ma sono diversi in un’unica grande cose che li porterà quasi a separarli: Lily ama il Natale, per lei è l’incarnazione della speranza, della gioia e della bontà. Per Dash il Natale è un giorno come un altro: si tratta di un’occasione per fingersi persone migliori, ma non per esserlo.

Dash e Lily non si conoscono ma Lily è stanca di stare da sola, vuole andare oltre i suoi limiti e suo fratello ha la soluzione giusta per lei: scrivere ad una persona attraverso un notebook. Scrive un indovinello che solo una persona audacie e amante dei libri potrebbe risolvere. Lascia il notebook nella sua libreria preferita, e sarà Dash a rispondere al suo messaggio. Da questo momento in poi i due si sfideranno ad uscire reciprocamente dalla loro comfort zone e per migliorarsi, ogni giorno di più.

Ne nascerà una bella storia (d’amore o amicizia che sia)? Dovete leggere il libro per scoprirlo.

La storia di Dash e Lily ha dei tratti infantili: si tratta di un romanzo che farei leggere a chi inizia, nella preadolescenza, ad avvicinarsi alla lettura, e in particolar modo agli young adult. Adatto per chi ama il Natale e per chi lo odia, perché sì: la magia di Dash e Lily potrebbe farvi cambiare idea.

Un libro a quattro mani, non avevo mai letto un’opera di questo tipo, e non mi è dispiaciuto: i due personaggi, grazie all’intervento di due autori, sono ben caratterizzati ed è molto semplice per il lettore immedesimarsi nei due, o in qualunque degli altri personaggi.

Non è tipo di storia che leggerei di norma perché molto infantile, si tratta di una storia tra ragazzi piccoli, ed è rappresentata nella sua più totale dolcezza ed innocenza. Ma Dash e Lily hanno contribuito a rendere più magico il mio Natale, in quest’anno in cui tutto è stato più spento. Dash e Lily hanno contribuito ad accendere una piccola luce nel periodo buio che stiamo (purtroppo) ancora vivendo.

Uno stile molte semplice, e a tratti carico di ironia, soprattutto se a pronunciare certe espressioni è Dash; vale lo stesso per il lessico utilizzato: l’ho letto in inglese e non l’ho trovato molto complesso, ed è adatto a chi vuole migliorare il proprio inglese, anche se di partenza non ha un’ottima base.

Voto: 3.5/5



Playlist:

-Santa tell me; Ariana Grande

-All I want for Christmas is you; Mariah Carey

-Safety pin; 5SOS

-I don’t even know your name; Shawn Mendes

-Love story; Taylor Swift


giovedì 31 dicembre 2020

il 2020

Cari lettori, il 2020 è stato un anno strano. Abbiamo avuto così tanto tempo per stare da soli e mi sembra che, per la prima volta, ci siamo guardati allo specchio. Senza filtri. Abbiamo avuto paura a tratti, io almeno ne ho avuta. Amo stare da sola, ma quando ho passato (e passo ancora) giornate monotone, senza vedere né sentire nessuno, capisco di esserci solo davvero io. E fa un paura un po' a tutti.
In quest'anno sono succese tante cose, per lo più brutte. Molti di noi si sono ammalati, altri hanno perso delle persone care, altre hanno dovuto mettere uno stop hai propri sogni e alla propria vita. Ecco, siamo stati per quasi un anno in stand-by: viviamo in una società in cui c'è sempre fretta, dobbiamo correre da un posto all'altro, senza mai fermarsi. Produrre, produrre, produrre. Questa è sempre stata la nostra parola chiave, il nostro mantra, ma quest'anno non è andata bene. Abbiamo dovuto trovare altri modi per occupare il nostro tempo. E allora cosa abbiamo fatto? Abbiamo letto, dipinto, guardato film e serie tv. Ci siamo dedicati all'arte. Viene sempre demonizzata:"no, non fare quella facoltà", "ma fai qualcosa di scientifico, no?" "Be' ma se studi filosofia che lavoro puoi trovare..."
Eppure, nel momento in cui siamo stati più soli, è stata l'arte a salvarci. E forse qualcosa da questo anno potremmo impararla: siamo essere umani, ci nutriamo di arte, è sempre lì per salvarci e trasportarci in un altro mondo. Non dimenticatelo mai.

domenica 27 dicembre 2020

RECENSIONE "A christmas carol" di Charles Dickens

 


Buongiorno lettori, il periodo natalizio è quasi terminato, metà delle feste sono lontane da noi ma io non smetterò di parlare di Natale fino al 6 gennaio, quindi arrendetevi pure amici miei.

Per questo motivo oggi vi voglio parlare di un libro che mi ha entusiasmata in questo periodo natalizio: A christmas carol di Charles Dickens, il miglior autore vittoriano. Tempo fa provai a leggere “Oliver Twist” ma non riuscii a finirlo, causa probabile la mia giovane età (credo). Quest’anno, quindi, ho voluto dare un’altra possibilità al caro Dickens.

A christmas carol è stato un breve racconto che mi ha affascinata: un uomo, Scrooge, pensa solo al denaro, al guadagno e non sente più lo spirito natalizio da molo tempo ormai. Ma nulla è mai davvero perduto: i miracoli sono l’ingrediente segreto del Natale. L’uomo, infatti, capisce a quella misera fine è destinato quando tre fantasmi del natale passato, presente e futuro gli faranno visita. La vita di Scrooge cambierà radicalmente ed è soprattutto di questo che voglio parlarvi oggi, certo Dickens è uno scrittore magnifico, in grado di entrare ne cuore delle persone ed è stato capace, attraverso le sue parole, a descrivere l’Inghilterra vittoriana in ogni sua peculiarità; ma Dickens è molto più di questo: in un natale così strano come questo, l’autore mi ha insegnato il valore di questo periodo dell’anno. Ho pensato a chi non ha potuto abbracciarsi, a chi ha perso qualcuno di caro, a chi lotta per la vita proprio in questi stessi istanti. Ma Dickens mi ha fatto soprattutto pensare a chi non ha amore nella sua vita in questo momento: c’è sempre la possibilità che le cose cambino e per il meglio. Non arrendetevi mai, la luce si può trovare nei momenti più bui.

Grazie a questo meraviglioso scrittore che in poche pagine mi ha insegnato questo e molto altro.

Buone feste a tutti voi, cari lettori.

Voto: 5/5

Playlist:

last christmas-Mariah Carey

santa tell me-Ariana Grande

christmas tree-Taylor Swift

it’s beginning to look a lot like christmas-Michael Bublè

domenica 13 dicembre 2020

RECENSIONE "the shadow of night" di Deborah Harkness

 


Buongiorno lettori! Il Natale si avvicina sempre di più e oggi vorrei parlarvi del secondo libro di una saga molto affascinante: The shadow of Night di Deborah Harkness.

In questo volume, Matthew e Diana sono nella Londra del 1500 e ne vivranno delle belle, per poi ritornare nel mondo contemporaneo alla fine del romanzo.

Questa saga prometteva molto bene, ma qualcosa doveva per forza andare storto.

SPOILER ALERT

Tutta la prima parte è noiosa e priva di contenuti, potevano essere tagliate le mille scene in cui i due ci danno dentro (l'abbiamo capite che siete innamorati, ma c'è un libro da trovare e il mondo da salvare).  Poi, appena pensano di aver figlio ecco che taaaaac Diana rimane incinta, perché accade così, in due minuti, appena si spera di diventare genitori.

La prima metà del libro non tratta di granché e non so quante volte ho desiderato di porre fine a quell'agonia. Ma.

Esatto, c'è un "ma". La seconda parte è a dir poco entusiasmante: Diana non è solo una strega, ma è molto più di tutto ciò, e il passato di Matthew non fa altro che ritornare di continuo a distruggere la felicità momentanea che i due hanno raggiunto.

Molto interessante la seconda parte ma non mi sono sfuggiti gli elementi misogini: Matthew si arrabbia ed entra nel panico se sente il profumo di un'altra persona su Diana. Qualsiasi persona. Donna, uomo, bambino e pure Babbo Natale (scherzo, era tanto per rimanere in tema). Siamo nel 2020 o no? Deborah, dovresti saperlo che non è amore se si arrabbia per del profumo e che la scusa "i vampiri sono possessivi" giustifica un po' quegli uomini che possessivi lo sono per davvero. Certe tematiche sono importanti e un libro così mainstream non può sorvolare e giustificare determinate reazioni. Svegliaaaaa, ce la possiamo fare ad evolverci.

Freccia scoccata a favore di Deborah: lo stile ci mostra quanto impegno e quanto sia talentuosa la scrittrice, ma il successo del secondo libro potrebbe aver influenzato negativamente la stesura del secondo libro.

Eppure Deborah, ti vogliamo bene ma potevi fare di meglio, un libro è bello se è così sempre, non solo se lo è la seconda parte.

3.5/5



Playlist:

•Love story; Taylor Swift

•Can't keep my hands off you; Imagine Dragons

•Paper rings; Taylor Swift

•Half a heart; 1D

domenica 29 novembre 2020

RECENSIONE "memorie di una geisha" di Arthur Golden

 

Buongiorno lettori! Questa è l'ultima domenica di novembre, è un periodo perfetto per parlare del libro di oggi: memoria di una geisha, di Arthur Golden, pubblicato nel 1997. La cultura giapponese è molto interessante, mi ha sempre affascinante e leggere questo libro mi ha avvicinata ad essa.

Chiyo è ancora molto piccola quando suo apdre vende lei e sua sorella ad un uomo, perché diventino Geishe. Geishe, non prostitute, e la differenza in Giappone è sentita. 
Chiyo dovrà affrontare mille ostacoli e sarà più volte sul punto di cadere, perché la vita delle geishe è più dura di quanto pensasse: ricca di insidie e invidia, ma Chiyo ci proverà con tutta se stessa.
//
Per tutta la durata del libro ho pensato che si trattasse di una storia vera, anche se l'autore era stato chiaro fin da subito: le fonti erano vere, nomi, personaggi e storie un po' meno. Ma anche se non vera, non significa che la storia fosse falsa: qualsiasi geisha avrebbe potuto vivere quello che Chiyo ha vissuto.
Un romanzo dai modi cortesi, mi dava calma mentre lo leggevo; l'autore ha descritto in modo dettagliato la cultura giapponese e delle geishe, il tutto realizzato dal punto di vista di una bambina, e poi di una giovane donna. Leggere questo libro è stato come vivere il percorso personale di Chiyo. 
L'inizio è un po' lento ma questo ritmo dura poco, il giusto per arrivare dritto al cuore della storia.
Ve lo consiglio assolutamente, da leggere in un momento di calma e per staccare da tutto il resto.
Voto: 4/5

Playlist:
•Bad blood; Taylor Swift
•Battle cry; Imagine Dragons
•Been through it all; MGK
•Birdie; Avril Lavigne

Post in evidenza

Violenza sulle donne

Oggi, 25 novembre, è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. È un tema sensibile in tutto il mondo, e gli italiani ne sanno qu...