giovedì 25 aprile 2019

RECENSIONE 'Specchio nello specchio' di Michael Ende

Buon giorno lettori e buona giornata della Liberazione!
Oggi vi parlo di un libro che mi ha particolarmente colpito:'Specchio nello specchio' di Michael Ende.

'Specchio nello specchio-il labirinto' è una raccolta di racconti collegati tra di loro del 1983.
Solo un attento lettore può davvero capire, però, il legame che si instaura tra i racconti perché sono diversi tra di loro ma un filo conduttore (ad esempio quello del tema trattato) li lega.
Leggere questo libro è stato a dir poco illuminante; in primo luogo, il tema centrale di critica al mondo e allo stile di vita occidentale in generale è affrontato sempre in maniera diversa.
È inevitabile dire che ogni racconto è originale e la fine di ognuno lascia "l'amaro in bocca" perché non c'è davvero una fine. Infatti il lettore ha la possibilità, o meglio, è costretto, a completare e a dare significato al racconto. Quindi il pubblico è come se scrivesse egli stesso i racconti e questa è una qualità che va apprezzata. Tuttavia a volte è stato per me difficile capire i racconti, di conseguenza 'finirli' con la mia immaginazione, perché ho realizzato che leggere una serie di racconti, seppur collegati tra di loro con un filo invisibile, mi porta a distrarmi e con questo libro di Michael Ende NON si può essere distratti.
Nonostante questo, ho trovato affascinante come l'autore scrive, cosa racconta e soprattutto come  racconta.
È un libro geniale, senza dubbio, per questo motivo va letto ma solo se pronti e maturi abbastanza per capire i racconti, ciò che li lega e il loro scopo.
Voto: 5/5

sabato 20 aprile 2019

RECENSIONE 'Oscar e la dama rosa' di Eric-Emmanuel Schmitt

Buongiorno lettori, scusate l'assenza ma sono stata impegnata nei giorni scorsi.
Oggi vi parlo di un nuovo libro: 'Oscar e la dama rosa' di Eric-Emmanuel Schmitt.


'Oscar e la dama rosa' di Eric-Emmanuel Schmitt è un breve libro, più un racconto, in realtà, pubblicato nel 2002.

Al centro della storia, c'è Oscar, un bambino di 9 anni affetto da leucemia. Sa di dover morire ma tutti evitano il suo sguardo, nessuno gli parla e nessuno gli dice che dovrà morire. Ma lui lo sa.
L'unica persona che lo tratta come dovrebbe essere trattato è la sua infermiera preferita, 'la dama rosa'.
Oscar sa che i suoi giorni sono contati e la sua è stata una vita piuttosto breve ed è per questo motivo che la sua dama rosa lo convince a scrivere delle lettere a Dio. In ogni lettera, Oscar starà affrontando una parte della sua vita fingendo di crescere. Quindi una volta parlerà di come la sua adolescenza sia stata difficile, il matrimionio ecc..
Grazie alla stesura di queste lettere, il bambino potrà sapere come sarebbe stata la sua vita se avesse avuto la possibilità di continuarla.
È un racconto che parla, inevitabilmente, di morte e di dolore ma l'autore non affronta questi temi al solito modo: non ci sono lacrime, né stili complessi per descrivere qualcosa di così complicato. Bensì la morte viene vista dagli occhi di un bambino.
Leggendo il libro, per nulla pesante grazie alla spensieratezza di Oscar, non si ha l'impressione di parlare di morte, anzi, tutto il contrario.
Per questo motivo, ovvero per la grande abilità dello scrittore di affrontare determinati temi con leggerezza ma non superficialità, questo libro merita di essere letto da tutti. Grandi o piccini, fatevi avanti perché il mondo di Oscar e della sua dama rosa è pronto per accogliervi.
Voto: 5/5.

mercoledì 10 aprile 2019

ALCOL VERSATO

'Alcol versato' è il titolo del mio secondo racconto. Parla da Karina, una ragazza come tante. Come me, e come te.
Spero vi sia gradito.

Karina ha 17 anni, vive in piccolo paesino con una famiglia che sembra una di quelle del Mulino Bianco: perfetta.
Eppure la vita di Karina, da un giorno all'altro, si trasformerà in un incubo amaro.

Con i suoi capelli lunghi e ricci incanta tutti, è sempre così carina e disponibile con chiunque incontri che raramente qualcuno ce l'ha con lei.

Come ogni mattina si sveglia, si lega i capelli perché odia portarli sciolti, sono scomodi. Un paio di jeans, una t-shirt, sneakers e il giubbetto in pelle, ed è pronta a conquistare il mondo.

È fine febbraio, Karina deve uscire presto al mattino per andare a scuola, quindi è ancora buio quando chiude la porta dietro di sé.
Scende velocemente le scale, è contenta questa mattina, in realtà lo è tutte le mattine perché non c'è nulla che vada davvero male nella sua vita.
Mentre si incammina verso la stazione, inserisce le cuffie nelle sue orecchie e la musica metal esplode come una bomba nelle sue orecchie. Canticchia un po', tanto è sola in strada, nessuno può sentirla.
Le foglie degli alberi attorno a lei danzano dolcemente e sembrano quasi accompagnare Karina nel suo canticchiare.

È quasi arrivata in stazione ormai ma ancora nessuno si vede per strada, è lì da sola, tra gli alberi e le macchina parcheggiate con un lenzuolo sul vetro per impedire che esso si geli. 

Ora imbocca un sentiero più oscuro del solito, è la via più veloce per arrivare in stazione, come una scorciatoia. Sente i primi uccellini sopra di lei, alza lo sguardo e sorride alla primavera che sta per arrivare mandando via il freddo inverno.
Insieme al canto degli uccellini, sente anche il tonfo di una bottiglia caduta a terra. I pezzi in frantumi. Karina si volta per capire chi mai avesse potuto lanciare una bottiglia per terra. È un ragazzo, non sa chi sia ne da quanto tempo si trovi dietro di lei, fino a poco tempo fa era sicura di essere sola, come tutte le mattine.
Cerca di ignorare l'accaduto, va avanti ma un brutto presentimento la costringe a voltarsi indietro nuovamente. Il presentimento era corretto: quel ragazzo continua a camminare verso di lei, la fissa con i suoi occhi rossi chissà se dovuti al fumo o al piano. Magari ad entrambi. 
Si sofferma a guardare il volto del ragazzo: grandi occhiaie gli 'abbelliscono' il viso già scavato. Sguardo disperato. 
Karina si rivolta ed è decisa ad arrivare in stazione il prima possibile. Vuole allontanarsi da quel misterioso ragazzo.

Inizia ad affrettare il passo, forse è solo spaventata ed è l'ansia a spingerla a comportarsi in questo modo ma preferisce comunque andare via da quel sentiero che ora gli sembra vuoto, troppo vuoto e buio.

Purtroppo, così come lei, anche quel ragazzo inizia a camminare più velocemente. 
L'afferra per lo zaino con così tanta forza da gettarla per terra.
Karina cerca di indietreggiare  ma la prende per la maglia e la spinge contro il muro. Un urlo si blocca, congelato, nella gola della ragazza che non vede più via d'uscita.

<< Io sono come lui. >> Sussurra il ragazzo avvicinandosi.
Si abbassa i pantaloni.
Poggia una mano sulla bocca della ragazza per impedirle di parlare, con l'altra le abbassa i jeans.


L'ultima cosa che vedono gli occhi di Karina è la medaglia attaccata al suo zaino con inciso sopra il suo nome.

domenica 7 aprile 2019

RECENSIONE la storia di Clarissa di Ilaria Rita Bianconi

'La storia di Clarissa' di Ilaria Rita Bianconi è un romanzo che tratta di tematiche forti e , purtroppo, attuali.
La protagonista, da come si evince dal titolo, è Clarissa, giovane donna che frequenta una scuola 'd'elite'.
La sua situazione economica non è 'rosa e fiori' e questo le porta dei problemi a scuola; viene vessata di continuo sia a scuola che sul web.

Il bullismo la sta uccidendo lentamente ma quando riuscirà a circondarsi delle persone giuste riuscirà a riscattarsi e a perdonare.
Come ho detto, è un romanzo purtroppo ancora fortemente attuale perché il bullismo e il cyberbullismo sono fenomeni che non riusciamo a contenere e ai quali non siamo riusciti a porre fine.
Questo è un libro che riesce a dare voce al bullismo, al dolore e a i problemi economici di una famiglia qualsiasi.
Quindi vi consiglio di leggerlo se volete approfondire certe tematiche. Se siete insegnanti sarebbe ottimo anche parlarne in classe o farlo leggere ai vostri alunni.
Sfortunatamente, come tutti i libri ci sono anche dei lati negativi: poche descrizioni (a riguardo l'autrice afferma che si è mossa in questo modo perché il tuo intento è quello di non tediare i suoi lettori). Però per una lettrice assidua come me leggere un romanzo così veloce mi ha lasciato un po' di amaro in bocca.
Inoltre ci sono diversi errori formali e di ortografia di cui l'autrice si sta occupando.

Infine, è un buon libro per i suoi contenuti, un po' meno per come è stato scritto ma vi consiglio comunque di leggerlo e diffonderlo perché solo in questo modo il bullismo smetterà di essere la piaga della nostra società.

Voto: 3/5

domenica 24 marzo 2019

UNA DONNA DI OGGI: Frida Kahlo

Frida Kahlo nasce a Coyoacan (Città del Messico) nel1907 da padre tedesco e madre messicana. Fin da piccola è caratterizzata da una personalità forte e passionale, tant'è che le piaceva dire di essere nata nel 1910, anno della rivoluzione messicana, perché si sentiva figlia rivoluzionaria della rivoluzione stessa.
Attenta alla politica e sostenitrice del partito socialista, inizia a dipingere, così, per gioco. 
Quella di Frida sembra la vita di una qualsiasi ragazza della sua età fin quando a 18 anni mentre ritorna a casa con il suo ragazzo, sale sull'autobus dove ci sarà un incidente. Le conseguenze sono terribili, infatti subisce fino a 32 operazioni chirurgiche. Messa a letto dall'incidente per diverso tempo, i suoi genitori le regalano uno specchio e dei colori. In quel momento nasce la Frida che noi oggi conosciamo, la pittrice, la donna che non si arrende mai. 
Inizia a dipingere sul serio, soprattutto se stessa, perché, come disse, è l'unico soggetto che conosce davvero bene. 
Finita la convalescenza, porta i suoi dipinti a Rivera, un famoso pittore messicano. Si innamorano e si sposano, anche se Frida è consapevole della quantità di problemi che avranno in futuro. Tradimenti e relazioni extraconiugali di cui sono protagonisti entrambi. Frida infatti avrà numerose relazioni con donne e uomini, senza distinzione di alcun tipo.
Lei e il marito si lasceranno e ritorneranno insieme, consapevoli ancora una volta dei loro problemi.

Ma quello che mi colpisce di Frida è la sua passione, la sua volontà di emanciparsi come donna e come persona. Non le importa dei giudizi altrui, continuerà a baciare e a toccare persone di entrambi sessi, senza paura, senza limitazioni di alcun tipo.
Inoltre, Frida è quel tipo di donna, di persona, che non si è mai lasciata abbattere, è sempre andata avanti, a testa alta, senza paura.


Per questo io oggi vi ho raccontato la sua storia, per farvi capire che voi donne potete essere come lei: travolgenti, forti e passionali

domenica 17 marzo 2019

RECENSIONE ‘la storia di Iqbal’ di Francesco D'adamo


Buongiorno lettori!
Oggi vi parlo di un libro molto speciale: ‘la storia di Iqbal’ dell'autore milanese Francesco D'adamo.

Trama: Iqbal è uno dei tanti bambini e ragazzi che è costretto nel suo luogo di nascita a lavorare diverse ore al giorno per ricevere nulla, se non eventuali pasti. Un giorno, dalla finestra di casa sua Iqbal riesce ad intravedere il mondo esterno e riuscirà prima o poi a ritrovarsi in una manifestazione contro il lavoro minorile ed è in quel preciso instante che Iqbal capirà che non è il solo a lavorare ingiustamente dall'alba al tramonto.
Scappa via, si unirà all'organizzazione che aveva messo in piedi la manifestazione e da quel momento in poi combatterà per i diritti di tutti i bambini. Nel suo viaggio incontrerà Fatima, bambina che come lui è costretta a lavorare duramente e che sarà salvata proprio dall'amica.

Iqbal è un bambino realmente esistito, la sua è una storia vera che purtroppo, così come accade nel libro, non finirà bene perché per coloro che decidono di dire no alle ingiustizie c'è sempre qualcosa che andrà storto. Iqbal morirà dopo aver ricevuto dei colpi d'arma da fuoco. Il suo messaggio, però, non morirà con lui e ancora adesso tutti ricordano questo bambino che nonostante la giovane età, ha già affrontato tanto. 

Grazie all'autore, D'adamo, ho conosciuto la storia di Iqbal che mi ha colpita, perché leggere di un bambino di soli 12 anni che lavora dalla mattina alla sera è sconvolgente.
 Ho trovato astuto da parte dell'autore la mossa di inserire nel libro personaggi inventati, come Fatima, per raccontare la storia di Iqbal.
Il modo di raccontare è semplice e l'autore ha fatto sì che i bambini parlassero il più possibile quindi ovviamente il tipo linguaggio usato è elementare, per questo, maestre ed insegnanti delle medie, fate leggere questo libro ai vostri alunni. È leggero ma porta con se un forte messaggio che va conosciuto.
D'altro canto il lessico usato proprio non mi è piaciuto; come ho detto, parlano dei bambini quindi il lessico è semplice ed adatto ai protagonisti, ma per una persona come me, sempre pronta a leggere storie difficili, leggere parole 'facili' mi ha un po' infastidita. La penso in questo modo perché trovo assurdo che una storia di questa portata sia stata 'semplificata' dal linguaggio usato che non le fa onore. Ripeto però che questa scelta è giustifica dai protagonisti, che sono appunto dei bambini, poi il risultato può piacere o meno.
E voi lettori cosa aspettate a leggerlo? Iqbal e la sua fatica meritano di essere conosciuti!


Voto: 3/5.

sabato 9 marzo 2019

HARRY POTTER e SHADOWHUNTERS


Buongiorno lettori!
Oggi vorrei scrivere un post diverso rispetto al solito, infatti vorrei parlarvi di due delle mie saghe preferite: Shadowhunters-The mortal instruments e Harry Potter.
Partirò dall'ultima perché suppongo sia quella più conosciuta. In fondo chi di voi non ha mai guardato o letto il mondo magico di Hogwarts?
A

Nessuno, almeno spero!
Tuttavia, se non lo avete fatto, vi consiglio di farlo presto. Harry Potter, scritto da J. K. Rowling, non è una semplice storiella per bambini, bensì riuscirà ad insegnarvi come essere uomini, amici, fratelli, forti e leali. Imparerete dei valori importanti come quelli della perseveranza e dell'amore, il tutto decorato con qualche incantesimo qua e là.
Ho iniziato a leggere i libri quando avevo 13 anni e adesso che ne ho 18 amo questa saga sempre di più perché una volta che si è potterhead lo si è per sempre.

Ora invece vi parlo di Shadowhunters-The mortal instruments. Scriverò anche la trama per chi di voi non la conoscesse.

Si tratta di un Urban Fantasy che vede come protagonista l'adolescente Clary Fray che da un giorno all'altro scopre di essere una shadowhunter, una guerriera discendente dalla stirpe degli angeli, capace di
combattere demoni. Così Clary inizierà il suo duro allenamento tra una battaglia e un'altra, tra una sconfitta e una vittoria perché il suo percorso sarà lungo e tortuoso.

Scritto da Cassandra Clare, Shadowhunters è stata ed è la mia saga dell'adolescenza.
L'ho conosciuta solo un anno fa, ho divorato i libri e sono entrata nel magico mondo creato dalla scrittrice.
Al contrario di Harry, storia tipica dei bambini, Shadowhunters, non avendo questo tipo di target,  è più 'libera', più forte nell'uso delle parole e degli avvenimenti. Ed è proprio questo che rende Shadowhunters una saga così emozionante: è in grado di parlarti con un linguaggio vero e sincero ma ti porterà sempre, come Harry Potter, in un magico mondo di cui non saprai più fare a meno.
Quindi, chi di voi le ha lette?

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