sabato 23 febbraio 2019

RECENSIONE 'the game' di Baricco



The game è un saggio pubblicato da Alessandro Baricco nel 2018.
Ciò che cerca di fare lo scrittore con questo suo nuovo prodotto è quello di guidare il pubblico attraverso la rivoluzione digitale che ha investito il XXI secolo.
All'interno si trova l'elenco di alcuni dei fenomeni più importanti della rivoluzione tecnologica divisi in parti, ad ognuna di queste parti segue un commentario dettagliato e sorprendente dell'autore.
Per chiunque voglia come me capirci qualcosa del perché e del come non possiamo staccarci dai nostri iPhone o perché tutti ormai hanno un computer.. Bhe, questo libro fa decisamente per voi!
'The game' si può considerare il sequel di 'barbari', primo libro di un'ipotetica trilogia sulla rivoluzione tecnologica degli ultimi decenni.
Contrariamente a quello che molti potrebbero pensare, il libro in questione non è complicato da leggere e capire, certo c'è bisogno di prestare attenzione al più piccolo dei dettagli perché ogni elemento è collegato al successivo e se si perde un passaggio si rischia di annegare nella confusione più totale.
Seppur diverso da altri suoi libri, 'the game' rimane un'opera firmata Baricco e in quanto tale lo stile 'filosofico' impregna anche quest'ultimo lavoro. Ma se nei precedenti libri non possiamo conoscere chi è Baricco, in 'the game' è lo stesso autore che per spiegare una cosa piuttosto che un'altra, ci rivela alcune parti della sua vita.
Il linguaggio tutto sommato non è complesso anche se ovviamente ci sono termini specifici che però non ostacolano la lettura che quindi rimane fluida.
Voto complessivo: 5/5

sabato 16 febbraio 2019

UNA DONNADI OGGI: Artemisia Gentileschi

Artemisia Gentileschi nasce a Roma l'8 luglio 1593 da Orazio e Prudenzia di Ottaviano Montoni.
Suo padre è un ottimo pittore e, nel 1605, dopo che Artemisia perde sua madre, la ragazza si dedica completamente alla pittura. Prima della morte della moglie di Orazio, Artemisia aiutava il padre a gestire il suo studio; ma è quando Prudenzia muore che Artemisia inizia a dipingere, sotto l'attenta guida del padre.

Tutti noi conosciamo Artemisia per i suoi meravigliosi quadri, ma pochi la conoscono anche per le sue vicende personali.

La vita della pittrice ha una svolta quando, raggiunta una certà età, suo padre desidera che ella si sposi. Sceglie per lei un amico di famiglia dall'ottima reputazione e con valide connessioni all'interno della società di Roma.
Si tratta di Agostino Tassi: amico e collaboratore del padre.
Tassi era un uomo dal passato burrascoso ma questo di certo non ferma Orazio. 
In un primo momento Tassi cerca di avvicinarsi ad Artemisia ma questi approcci non otterranno mai il risultato voluto. Quindi un giorno l'uomo, con la complicità della badante di Artemisia e di un suo amico e l'assenza di Orazio, la stupra.
Questo evento segna profondandamente la carriera e la vita dell'artista.
Con la promessa di 'matrimonio riparatore', Tassi approfitta più e più volte di Artemisia, anche quando il padre era a conoscienza di tutto (quest'ultimo rimane zitto per non rovinare il buon nome della famiglia e il rapporto con Tassi).
Purtroppo, padre e figlia realizzano ben presto che l'uomo è già sposato, quindi non ci sarà mai nessun matrimonio. A questo punto, il padre di Artemisia decide di denunciarlo e il processo ha inizio.
Dopo torture fisiche e psicologiche fatte ad Artemisia per accertare che ella sia stata davvero 'sverginata', il processo ha fine: Tassi è colpevole. La sua pena è quella di andare in prigione per cinque anni o l'esilio perenne da Roma. Sceglie l'ultima opzione ma ovviamente, visto le influenze esercitate, non sconterà mai la pena. Sarà Artemisia, in un secondo momento, a trasferirsi a Firenze dove riuscirà a rifarsi una vita.

Ogni volta che ripenso a questa storia, penso alle sofferenze di una donna appartenente ad una società fortemente misogena ma che riesce, nonostante tutto, a denunciare e ad andare avanti con testa alta e forza d'animo. 

A mio parere, Artemisia non è solo una talentuosa puttrice, ma è prima di tutto una donna grandiosa.

domenica 3 febbraio 2019

RECENSIONE 'call me by your name' di Andree Aciman

Pubblicato nel 2007, 'call me by your name' (in italiano 'chiamami col tuo nome’) è il romanzo del momento. Tutti ne parlano, c'è che lo odia, c'è chi lo ama.
Fulcro del libro è il rapporto, prima di amicizia poi d'amore, tra Elio e Oliver, studente americano ospite del padre di Elio nella loro casa delle vacanze in Italia.
Oliver ed Elio incarnano l'amore, quello vero, quello puro e struggente. Quello che ti spezza il cuore, te lo ripara per poi rispezzartelo.
Non è la solita storia d'amore e chi legge il mio blog sa che non sono appassionata di romanzi rosa. Eppure ho amato questo libro.
La trama non è originale, è vero, ma per come la storia è stata scritta e per i sentimenti messi in evidenza, è impossibile non innamorarsi dell'amore di Oliver ed Elio.  
Aciman denuda i due personaggi rendendoli umani, vulnerabili e profondamente reali. Io posso essere Elio, Oliver, il padre di Elio. Anche chi sta leggendo può essere i personaggi della storia.
Non credo di aver mai letto un libro così travolgente che quando finisce ti lascia un po' disorientato, come se l'ultima pagina non solo avesse portato via la loro storia, ma anche un pezzo di cuore del lettore stesso.
Non ci sono parole per descrivere questo libro, va semplicemente letto, vissuto. Il film ispirato alla storia non è niente in confronto. Prima di guardare 'call me by your name' bisogna leggerlo e non solo perché i libri sono sempre migliori dei film ma perché non potete fare a meno di farlo visto che vengono approfondite la psiche e le relazioni umani come non è mai stato fatto prima. Va letto e basta. 
Mi sembra superfluo al momento parlare dello stile dell'autore. Impazzirete per come scivere Aciman e se conoscete la lingua inglese, leggetelo in lingua, sarà più bello. Le traduzioni, per quanto fatte bene, mancano sempre di qualcosa.
Come ho detto, i personaggi sono descritti in maniera sublime ed utilizzo questo termine perché è quello che più si avvicina alla descrizione dei personaggi nonostante questa parola non possa esprimere al pieno quanto bene siano stati pensati e scritti Oliver ed Elio.
Il linguaggio usato è anch'esso meraviglioso. Nessuno ha mai usato le parole che utlizza Aciman per descrivere una storia del genere. Parole crude e vere: l'autore non si nasconde dietro belle frasi ma vi spiegherà cos'è il sesso, l'amore e il dolore senza mezzi termini.
‘Call me by your name’ è semplicemente un capolavoro.
Voto: 5/5.

domenica 13 gennaio 2019

RECENSIONE il sole a mezzanotte di Scott Speer

'Il sole a mezzanotte' è un film drammatico del 2018 con la regia di Scott Speer.
Viene raccontata la vita di un adolescente, Katie Price (interpretata da Bella Thorne) affetta da XP, una malattia che non le permette di esporsi ai raggi del sole. Katie dorme di giorno e vive di notte, come tutti coloro affetti da quella malattia. Ama la musica ed ha imparato a convivere con questa sua condizione.
Ha un legame molto forte con suo padre e la sua migliore amica. Questi ultimi non sono gli unici legami che Katie ha con il mondo esterno. Infatti fin da quando è bambina, vede passare sotto la sua finestra un bambino. È la prima ed unica cotta di Katie. Un giorno i due, ormai adolescenti, si incontrano ed è amore a prima vista. Il ragazzo si chiama Charlie (interpretato da Patrick Schwarzenegger). 
Iniziano a frequentarsi, ovviamente solo sotto la luce della luna, ma Katie non riesce a trovare un modo per dirgli della sua malattia. Un giorno la ragazza, per errore, viene esposta ai raggi del sole dell'alba mentre era con Charlie.
Ciò che accadrà dopo potrete saperlo solo se guarderete il resto del film!

Cosa dire di questo ulteriore prodotto dell'azienda discografica hollywoodiana? Partendo dalla trama, penso che non sia poi così originale. Insomma, è un 'colpa delle stelle' 2. Tuttava, il regista è stato bravo a rendere la storia il meno banale possibile inserendo, ad esempio, un'ottima colonna sonora (l'intero album del film lo trovate su spotify) e portando alla luce quella che è una malattia poco conosciuta senza romanzarla.
D'altro canto, quello che più mi ha colpito del film è la recitazione di Bella Thorne che da reginetta del ballo di Disney Channel si è trasformata in una donna capace di recitare e di dominare il palco e il campo in cui si trova. Guardando il film non ha avuto la sensazione di guardare un film ma di esserci dentro, di essere ogni singolo personaggio. Ed è qui che bisogna far notare e lodare sia la bravura del regista che la bravura degli attori stessi.
Come detto in precedenza, non è un film perfetto, a partire dalla trama che bisogna sempre adattare ai gusti del pubblico, ma è stato realizzato nella maniera migliore possibile.

Voto: 3.5/5

sabato 12 gennaio 2019

UNA DONNA DI OGGI: Rosa Parks


Rosa Luise Parks è nata il 4 febbraio del 1913 a Tuskegee.
Durante il periodo storico in cui Rosa si colloca, le persone di colore negli Stati Uniti venivano trattate peggio di animali perché non essere bianchi era considerato un crimine.
Le persone di colore affrontavano giornalmente episodi di razzismo e non potevano ribellarsi perché farlo sarebbe stato contro legge.
Così un giorno, il primo dicembre del 1955, Rosa Parks, mentre ritornava dal lavoro in autobus, decise di sedersi al primo posto nella sezione dedicata alle persone bianche perché non c'erano altri posti disponibili. Non ci è voluto molto tempo prima che qualcuno la cacciasse da quel sedile perché non le apparteneva. Più precisamente ci sono volute solo tre fermate per cercare di fermare la lotta tacita che Rosa stava mettendo in atto sedendosi lì. Una persona bianca salì sul mezzo e pretendeva che Parks si alzasse perché quel posto non era suo, lei, donna nera, non era degna di sedersi nella sezione dei bianchi.
La donna rimase in silenzio ma da quel sedile nessuno l'ha fatta alzare, né il passegero né l'autista. Quest'ultimo ha persino dovuto chiamare la polizia per rimuovere Rosa da quella postazione. Venne arrestata.
Dal giorno successivo, per 381 giorni consecutivi, la comunità statunitense delle persone di colore decise di non usufruire più dei pullman pur di portare avanti la lotta inizata da Rosa Parks.
Solo dopo più di anno, il caso della donna, emblema delle condizoni delle persone di colore, è stato portato davanti ad un giudice che finalmente ha constatato che l'atteggiamento razzista attuato contro di lei sull'autobus era anticostituzionale.
In questo modo, da quel giorno ella diventa simbolo e colonna portante di tutti gli atteggiamenti e i sopprusi dei quali chi non aveva la pelle bianca era stata vittima.
Rosa Parks, icona e mito da seguire ancora oggi, muore il 24 ottobre del 2005 a Detroit con la consapevolezza che la sua esistenza ha cambiato il nostro modo di vivere e pensare.

domenica 6 gennaio 2019

Racconto primo: la ragazza che ama la pioggia.

Ellie si sveglia pian piano, sedendosi sul letto ad una piazza e mezza. 
Apre gli occhi e vede la sua solita camera: pareti nere, tende bianche. Qualche pianta qua e là, una scrivania sulla quale poggia un computer portatile. Una pila di libri da leggere. Ellie ama leggere ma ogni volta ha paura di iniziare un nuovo libro, le manca il respiro alla sola idea. Quindi legge poco, a volte neanche li finisce i libri. Anche i finali la spaventano, tanto quanto gli inizi. 
Scende dal letto e i suoi piedi toccano il pavimento gelido; questo contatto così freddo le causa un brivido lungo tutta la schiena. 
Sposta delicatamente le tende con la mano e dalla sua enorme finestra vede il cielo. Oggi piove, pensa Ellie.
Lei ama la pioggia.
Non ama solo osservarla con una coperta addosso, un thè in mano.
Ama correre sotto la pioggia, sentire quelle goccie d'acqua ricoprirle il corpo.
Ama la pioggia e basta.
Sempre osservando il cielo plumbeo, pensa a che giorno sia oggi: è domenica, niente scuola, niente lavoro.
Lei frequenta l'ultimo anno alle superiori, è la maggiore di quattro fratelli più piccoli. Sono tutti i maschi. Sono tutti delle pesti.
Non sa ancora cosa studierà dopo, sa solo che studierà. Magari sceglierà fisica, la fisica le piace; le dà la possibilità di spiegare il mondo e i suoi fenomeni e lei adora capire come tutto è fatto.
Lavora anche, oltre ad andare a scuola. Fa da babysitter ad un paio di bambini. Non le basta la confusione che i suoi fratelli creano in casa.
Fa colazione, si lava, si veste ed esce. Andrà a zonzo per il paese con le cuffie nelle orecchie e ascolterà un po' di musica rock.  Ama passeggiare per le strade del suo piccolo borgo immerso nel verde, le dona un senso di pace interiore. 
Ellie non è la classica ragazza che la domenica esce con gli amici. Preferisce starsene da sola a passeggiare, correre o magari disegnare che è un altro dei suoi passatempi.
Quasi mai sta con gli altri, se lo fa è perché è costretta in un modo o nell'altro a farlo. D'altro canto le persone che l'hanno vista crescere hanno sempre pensato che fosse un po' strana. 
Insomma, Ellie passa i sabato sera a casa, non c'è mai stata un'eccezione. Quasi come se il mondo che aveva visto appena nata l'avesse già delusa all'epoca.
Strana. Pensavano proprio quello di lei.
Ma cos'e davvero strano?
L'opposto di normale?
E normale? Definiamo cosa sia 'normale'.
Lei è a conoscenza di queste voci e ci gioca un po' su. Come quella volta che ha raccontato a tutti di aver mangiato la coda di un topo non ancora del tutto morto. Per far sì che la storia non perdesse di credibilità, aveva scattato la fotografia di un topo morto, mentre lo teneva per la coda; ha fatto anche uno scatto successivo: la coda del topo ridotta a minuscoli pezzettini in un piatto con tanto di pepe e sale.
Tutti le avevano ovviamente creduto.
Le piaceva notare le diverse reazioni delle persone, per questo le stuzzicava un po'. Forse avrebbe dovuto partecipare ad un corso di teatro, sarebbe stata di sicuro molto brava.
In fondo, però, anche lei sa che c'è qualcosa che proprio non va in lei. 
È diversa, magari non strana, non riesce a  dare una definizione a un termine del genere. Ma si vede diversa. Si sente diversa.
Non solo nelle cose che le piace fare ma in tutto.
Non è connessa al mondo. Non lo sente dentro, come se non ci vivesse. Come ho detto, Ellie si sente come se il mondo già dal giorno della sua nascita l'avesse delusa.
Non sente quello che sentono gli altri. Non sente quella spinta empatica che dovrebbe spingere le persone ad aiutare le altre, a farle stare meglio.
Difatti a lei non importa essere una persona che va d'accordo con le altre persone.
È come se nel suo corpo ci sarebbe dovuto essere un bottone che, una volta schiacciato, le avrebbe permesso di essere un po' come gli altri.
Lei quel bottone sente di non averlo.
Da quello che ricorda è sempre stato così.
Non riesce ad accendersi.
Per questo motivo non in molti le si sono avvicinati. Il più delle volte accade per curiosità ma Ellie li chiude fuori da se stessa che alla fine nessuno più ci ha provato.
Lei non ci fa più tanto caso a chi si avvicina e a chi non lo fa. Vive così la sua vita.
Quel giorno ritorna a casa. Si addormenta. Si risveglia nel pomeriggio inoltrato, cena e rimane sveglia tutta notte a girovagare sul web.
All'improvviso, verso le due di notte le arriva una mail contenente un video.
È pieno di colori, di forme, una voce sovrasta la musica che viene messa come sottofondo. Una musica che ti stordisce sempre di più man mano che la senti.
Invece la voce che sente è forte, autoritaria.
Una voce che lei, mai l'ha sentita.
La rapisce, la porta via dal suo mondo per trasportarla in un altro.
Quella sera non va a dormire.
Rimane sveglia con quella voce in testa. 
Va a scuola il giorno dopo, e il giorno dopo ancora e quello dopo ancora.
Ogni notte riceve una mail diversa, ogni notte rimane sveglia fino a tardi per ascoltare quella voce.
Inizia ad avere sempre più occhiaie sotto gli occhi.
Con il passare del tempo si isola sempre di più, inizia a non andare più a scuola, a non fare più la passeggiata domenicale. Smette di essere la babysitter dei due bambini.
Tutto quello che fa dalla mattina alla sera è ascoltare quella voce.
Ormai è dentro di lei, non riesce più a liberarsene.
Capisce che forse c'è qualcosa che non va, inizia ad avere paura.
Eppure rimane lì a fissare uno schermo di cui è ormai prigioniera.
Prigioniera di una voce che è entrata nella sua testa e non la lascia più andare, non la lascia più libera.
I giorni passano, le occhiaie aumentano, il peso diminuisce.
Inizia a sparire, pian piano sotto gli occhi di chi è sempre stato abituata alla sua presenza invisibile.
Il respiro diventa più pesante ogni volta che utilizza il computer per la paura di quella voce ma Ellie sa che ormai è troppo tardi.
Troppo tardi per liberarsi di una droga che le succhia via la vita lentamente. È sbagliato, tutti lo sanno. Eppure eccoci qui a diventare dipendenti da qualcosa che sappiamo ci distruggerà.

La ragazza che amava la pioggia un giorno divenne anche lei pioggia effimera. Passeggera. 
La ragazza che amava la pioggia si è lasciata andare, non esiste più.

Quella voce le ha rubato l'ultimo battito del cuore.

venerdì 4 gennaio 2019

RECENSIONE 'la verità sul caso Harry Quebert' di Joel Dicker


Qualche mese fa ho avuto l'opportunità di leggere 'la verità sul caso Harry Quebert' di Joel Dicker pubblicato nel 2012.
La storia narrata si concentra sul rapporto tra il famoso professore Harry Quebert e un suo vecchi amico Marcus Goldman. Nel giardino di Quebert viene ritrovato il corpo di una ragazza Nola Kellergan morta 33 anni prima. Le investigazioni iniziano ed ovviamente il principale sospettato è proprio il professore, caro amico di Goldman, vero e proprio protagonista della storia.
Ma sarà stato davvero Quebert l'assasino di Nola? Marcus, convinto dell'innocenza del suo amico, ha intenzione di capire chi è l'artefice dell'omicidio e scoprirà delle cose davvero interessanti e scioccanti nel corso delle sue indagini.
Dalla trama non si può di certo dedurre che non sia un giallo avvincente ed è per questo motivo che è divenuto piuttosto famoso ma io ero curiosa di capire come mai piacesse così tanto alle persone. E solo dopo averlo letto ho capito il perché.
L'autore ha creato una storia ricca di colpi di scena, uno dopo l'altro, che sorprendono positivamente il lettore. Grazie a questa tecnica è impossibile staccarsi dal libro. Una pagina tira l'altra e nel giro di pochi giorni il libro è finito!
I personaggi sono descritti in maniera eccezionale: la loro psicologia è delineata in modo preciso tant'è che chi lo legge non può non immedesimarsi nei personaggi.
Anche i rapporti affettivi tra i protagonisti della storia vengono descritti in maniera sublime da sembrare reale. Ognuno di noi, quindi, si lega non solo ai singoli personaggi ma alle relazioni che essi stessi realizzano tra di loro.
Per quanto riguarda il tipo di linguaggio usato non c'è molto da dire: Joe Dicker utilizza un linguaggio semplice, alla portata di tutti.
Tuttavia ho sentito, durante la lettura del libro, che qualcosa mancasse, nonostante io non sappia bene di cosa si tratta.
E voi? Lo avete letto? Fatemi sapere nei commenti!
Voto: 4/5

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