martedì 31 luglio 2018

Il mio libro viene pubblicato

Tutti abbiamo dei sogni ed io, all'età di 17 anni, posso dire che sto realizzando uno dei miei sogni, forse il più grande di tutti: pubblicare un libro.
Il titolo è 'lettera di sangue', è un thriller. La storia vede come protagonista Hailee, una giovane ragazza che si trova in un ospedale psichiatrico, il Trenton Stae Hospital. Si trova lì ma non ci dovrebbe essere. È stata costretta ad entrarci e anche a rimanerci. Odia quel posto, non appartiene a lei. Ed è proprio così che Hailee vive la sua vita, come una prigioniera, all'interno della sua stanza bianca. All'improvviso, però, le cose cambiano: spinta dalla sua innata curiosità, Hailee si mette nei guai quando entra per la prima volta nella zona x dell'ospedale, luogo dove il direttore della struttura, il dottor Mcdelaek agisce indisturbato sperimentando sui suoi pazienti. 
Ed una volta entrata, Hailee non ne uscirà più.
Perché ho deciso di pubblicarlo?
Be' perché dopo più di due anni, all'improvviso, mi sono resa conto che era arrivato il momento di mettersi in gioco e di lavorare per fare in modo che i miei sogni potessero concretizzarsi.
Ed è esattamente quello che ho fatto io.
Quindi ho iniziato ad inviare il mio manoscritto alle case editrici fin quando non ho fatto la mia scelta: pubblico il mio libro grazie ad una piccola casa editrice di Verona, Alethelia. È un'associazione no-profit che mi ha permesso di pubblicare il mio libro attraverso il metodo del pre-order: un mese prima dell'uscita ufficiale si raccolgono le prenotazioni del libro.
Uscirà a settembre e tu che aspetti? Prenota il mio libro! Costa solo 10€, in libreria uscirà molto più tardi e costerà 19€.
Fai un versamento di 10€ su questa postepay 
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Lettera di sangue facebook

sabato 7 luglio 2018

RECENSIONE midnight in Paris

Midnight In Paris è un film di Woody Allen del 2011.
È capace di rubarti il cuore, l'anima e i pensieri e ti trasporta nel mondo del passato dove il protagonista del film, Gil, scrittore in crisi per il suo primo romanzo (ed  eterno nostalgico) si rifugia.
Questo film è uno specchio sul passato, sull'arte del passato e Woody Allen è riuscito a realizzare un prodotto che facesse sognare lo spettatore e allo stesso tempo riflettere su quanto ognuno di noi trovi difficile vivere nel proprio presente.
In fondo tutti noi siamo un po' come Gil. Tutti noi abbiamo un sogno, una città nel cuore e abbiamo quel desiderio di fuggire dalla realtà che è quello che fa Gil quando, ogni sera, a mezzanotte, si rifugia in un taxi e si immerge negli anni '20, nell'arte e letteratura di quegli stessi anni considerati da lui i migliori che Parigi, e il mondo intero, avesse mai vissuto.
Qui si innamora di Adriana e realizza che la donna che sta per sposare, Inez, non è quella giusta per lui. 
E grazie a questo tuffo negli anni '20, il protagonista riesce a trovare se stesso, l'amore e la giusta storia per il suo libro.
Insomma, Woody Allen ha fatto in modo che tutti noi venissimo trasportati nella magia della Parigi moderna e del passato e ci ha fatto dimenticare, anche se solo per poche ore, il nostro presente.

Consiglierei, quindi, questo film a chiunque abbia un sogno nel cuore e la paura di non riuscire a farcela perché si pensa di vivere in un mondo che non ci capisce.

martedì 1 maggio 2018

RECENSIONE autobiografia di Malala Yousfzai

Ho letto l'autobiografia di Malala Yousfzai, la ragazza Pakistana che ha lottato e lotta per il diritto di tutti i bambini e i ragazzi per l'istruzione.
 Quando ho letto questo libro, la sua autobiografia per l'appunto, la prima cosa che mi ha colpito è la dolcezza con la quale l'autrice ha scritto ogni singola parola.
È straordinario tutto quello che Malala ha compiuto nella sua giovane vita, fino ad adesso, ed è ancora più straordinario il fatto che sia riuscita a scrivere un libro in una lingua non sua-poiché nata e cresciuta in Pakistan, l'inglese non è altro che una seconda lingua per lei.
È riuscita a rendere la sua storia magica utilizzando parole ed espressioni così piacevoli da leggere.
Definirei questo suo libro come brillante, vivace perché ogni singola parola riesce a trasmettere qualcosa di speciale.
In più, non solo Malala è stata capace di trasmettere la sua guerra, i sacrifici per la sua battaglia ma è anche riuscita a far viaggiare i lettori: in tutto il libro, infatti, ci sono riferimenti al luogo in cui viveva, la valle dello 'Swat', e la descrive minuziosamente (ma senza annoiare il lettore!).
È stata capace di fare immaginare a me, come credo a qualsiasi altra persona che abbia letto la sua autobiografia, i prati, i fiori e le montagne dello Swat. È riuscita, poi, a farmi palpare l'ospitalità delle persone che vivono nella valle di Swat.
Mi ha fatto viaggiare, mi ha trasportato nel mondo dell'Islam, un mondo ospitale, fatto di dolcezza e di pace, e non di odio come viene descritto ora come ora dai mass media occidentali.

In fine, consiglierei questo libro a tutti coloro che vorrebbero capire un po' il mondo dell'Islam, con i suoi pregi e difetti, ed ovviamente lo consiglierei a tutti coloro che credono nella parità tra i sessi e che hanno fame di conoscenza perché come la stessa autrice dice "un bambino, un'insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo".

sabato 25 novembre 2017

Violenza sulle donne

Oggi, 25 novembre, è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
È un tema sensibile in tutto il mondo, e gli italiani ne sanno qualcosa: una ricerca istat del 2014 conferma un dato agghiacciante, 6000788 donne vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita e l'11% di esse sono di età inferiore ai 16 anni.
Come fermare, molti si chiedono, il fenomeno del femminicidio in Italia, così come nel resto del mondo. L'unica opzione non è quella di insegnare alle donne a difendersi da uomini violenti, ma insegnare agli stessi uomini ad essere tali.
C'è bisogno di conoscenza, di cultura e di rispetto. È assurdo che non ci sia ancora la parità dei sessi nel XXI secolo, perché in fondo il fenomeno del femminicido è la conseguenza diretta della disuguaglianza che vige ancora nella nostra società occidentale. Si pensa di aver raggiunto la parità, uomini e donne hanno finalmente gli stessi diritti e doveri, peccato però che nella maggior parte dei casi questi diritti che mirano all'uguaglianza calpestino in modo sottile, quasi invisibile, la figura delle donne. Basta pensare che il gentil sesso per ricevere lo stesso stipendio di un uomo per la stessa mansione dovrà aspettare altri 217 anni, se la situazione non cambia, se l'umanità non cambia.
Quello di cui c'è bisogno è un grande cambiamento: va insegnato agli uomini che per raggiungere l'amore di una donna non deve costringerla, non è con l'abuso di potere e la forza che riuscirete nel vostro obiettivo. Nonostante questo le molestie e i ricatti sul lavoro nel 2015/2016 sono stati all'incirca 1000404.
Tutto questo deve finire. Le donne non possono più essere considerate vittime, non possono più essere rese vittime dai loro carnefici, da uomini che loro, magari, hanno anche amato; infatti su 149 donne uccise nel 2016, 59 sono state uccise da mariti e fidanzati.
Bisogna insegnare agli uomini il valore della donna, poiché ella non è un giocattolo sessuale, non è una bambola con cui giocare. Ma va anche insegnato alle donne stesse di non sminuirsi, di non perdersi d'animo e di continuare a combattere per quella tanto agognata uguaglianza che prima o poi otterranno.

domenica 17 settembre 2017

Tra ricchi e poveri

I posti per le tac sempre disponibili, non ci sono attese di nessun tipo e persino la laurea non è poi un obbiettivo così arduo da raggiungere, e i master? Stesso trattamento: si supera senza problemi. 
Un'utopia, non è così?
O meglio, per la maggior parte di noi tutto questo sembra un sogno irraggiungibile, ma per alcuni di noi, diletti e fortunati, questa è la descrizione della propria vita quotidiana.
In fondo perché bisognerebbe lavorare per qualcosa quando quel qualcosa è alla propria portata? Non è forse nell'indole umana cercare la via più facile e percorrerla?
Quando si è i cosidetti "figli di papà" non c'è nulla che possa realmente preoccupare: tutto è facile ed  è stato insegnato loro fin da piccoli che il denaro, per gente così insigne, non ha un vero e proprio valore. Mille euro al giorno si spendono con facilità senza la minima preoccupazione di arrivare a fine del mese perché per loro non c'è nulla di simile al "fine mese". Non è importante imparare il valore del cibo perché ne si ha una quantità più che abbondante. I figli di papà hanno la fortuna di poter attingere dal nome della loro famiglia senza però lavorare sodo (come i loro padri o nonni) per portare avanti con onore il nome di famiglia.
Poi c'è l'altra faccia della medaglia: gente che lavora duramente per tutta la vita per poi non godere a pieno delle gioie che essa stessa concede. Per i figli appartenenti ad un ceto medio diventa sempre più difficle accedere alle università migliori, questo implica il non poter ambire a professioni più elevate e questo porta all'incapacità di migliorare la propria posizione sociale. È un circolo vizioso che, secondo una recente ricerca, non avrà fine: la ricchezza è presente nelle stesse famiglie da 7 secoli a questa parte: chi nasce povero, quindi, rimarrà tale, chi nasce da una famiglia benestante potrà godere del nome di essa senza però contribuire concretamente al benessere della società.

giovedì 24 agosto 2017

RECENSIONE HARRY STYLES

L'album ononimo di Harry Styles, ex componente della band anglossassone dal successo planetario, è stato pubblicato il 17 maggio del 2017. Il singolo che aveva annunciato l'uscita dell'album è "sign of times", canzone che ha ottenuto un buon successo ma che, a parer mio, non mostra al pieno tutte le qualità che l'album contiene. È stupefacente, infatti, come Harry Styles abbia unito tanti stili diversi in un unico cd formato da solo 10 canzoni. Ci sono influenze rock, il suono della chitarra prevale su tutto l'album, ma non mancano dei suoni particolari, melodie che solo l'unione di più strumenti avrebbe potuto creare.
Questo è un prodotto che non può essere definito semplicemente "pop" ma sembra che "Harry Styles" sia l'unico aggettivo che gli si addice. Non ho mai ascoltato un album così variegato e allo stesso tempo unico nel suo genere. Le canzoni sono diverse l'una dall'altra (basta pensare all'abisso che separa la ballata "sweet creature" e la frenetica "carolina"); i testi e le melodie, anche dopo un primo ascolto (che di solito non basta mai per ricordare ed apprezzare o criticare un prodotto musicale), rimangono impresse. Nonostante ci sia qualcosa che unisce ogni canzone all'altra, queste sono dei prodotti a sé stanti che raccontano una loro storia.
A differenza degli altri suoi compagni, Harry Styles è riuscito a realizzare un album unico nel suo genere e per niente banale, come invece si aspetterebbe da un ex componente di una pop band.
Approvato.

giovedì 17 agosto 2017

People

Oggi sono stata spettatrice di una scena che mi ha assai emozionata: un bimbo di poco più di due anni con suo padre in piscina.
Cosa c'è di emozionante, vi chiederete.. il bimbo aveva un colore della pelle scurissima ed il padre era l'opposto. 
Non c'erano barriere, pregiudizi o sguardi di disapprovazione. C'era solo un padre che cullava suo figlio nell'acqua.
A volte ci dimentichiamo di essere tutti delle persone, siamo tutti degli esseri umani indipendentemente dal colore della pelle, ideologia politica, paese d'origine, religione o altro ancora. Siamo questo, siamo persone e non dovremmo farci guerra per delle differenze.
E invece siamo solo capaci di condividere odio, paura e disprezzo verso chi consideriamo diverso e, qualche modo, "minore" rispetto alla nostra persona, alle nostre idee e usi e costumi.
Cosa rimarrà di ognuno di noi un giorno? Saremo polvere ed è un destino che abbiamo in comune e, se è vero che ciò che conta è il viaggio e non la meta, perché allora non cerchiamo di vivere il nostro viaggio condividendo, amando e aiutandoci l'un l'altro?
Mi chiedo se non siamo tutti umani, lo siamo? Se lo fossimo, non lasceremmo delle persone come noi a soffrire, a morire perché spaventati da un fattore futile ed irrelevante come il colore della pelle.
Vorrei che la scena di quel bambino con il padre possa essere la dimostrazione di un'umanità ancora unita e non devastata e divisa da differenze che, in primo luogo, dovrebbero unirci.

Voglio che quel bimbo e suo papà non fossero un'eccezione alla regola: devono essere la regola, la normalità, la quotidianità.

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